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Domanda di: Mente e cervello

09/06/2006 03:17:42

Per il dott.massimo muciaccia

Salve dottore, ho letto una sua risposta ad un utente che aveva un problema piuttosto forte di svenimenti alla vista del sangue. In quello che scriveva mi sono ritrovata in buona parte anche io, a causa del mio disturbo che mi porto dietro ormai da molti anni. Nel mio caso, io sono soggetta a frequentissimi crisi ipotensive con tutti i sintomi che precedono uno svenimento. A parte essere molto sensibile alla vista del sangue , caratteristica che ho sempre avuto sin da piccola, da circa una decina di anni, prima raramente e poi col passare del tempo sempre più spesso, soffro di mancamenti quando mi trovo in piedi e ferma. Fattore scatenante è la permanenza in luoghi più caldi del solito, magari poco areati. Fino a che sono in movimento riesco a sopportare abbastanza ma non appena mi devo fermare e restare in piedi per un pò (per es. code alla cassa di un negozio o in altri locali) inizio ad avere i soliti sintomi, tachicardia, vista annebbiata, formicolio alla testa, debolezza, mancamento. Se mi siedo riesco a recuperare ma molte volte, dopo la crisi, mi rimane la testa confusa, fastido al petto, stanchezza.
I primi tempi non davo alla cosa molta importanza e credevo fosse solo stanchezza. Da alcuni anni invece ho iniziato a fare degli esami e tutte le visite possibili. Sono stata anche in una clinica neurologica dove si occupano dei disturbi del sistema nervoso autonomo e in seguito ad una serie di test tra cui il tilt test mi è stata diagnosticata una ipotensione ortostatica piuttosto marcata. Inoltre, anche quando mi è successo a casa, ho avuto modo di misurarmi la pressione da sola e ho constatato di averla molto bassa in quei momenti di malessere.
Purtroppo non mi hanno consigliato una terapia adeguata al problema dicendo che non esistono farmaci specifici per questi disturbi e sono stati molto vaghi come se il mio fosse un problema poco importante. In realtà la mia situazione è piuttosto grave perche' mi succede spessissimo e ormai non riesco più ad avere una vita normale ed autonoma, sentendomi sempre male in qualsiasi posto io vada. Il protrarsi di questa situazione , senza mai aver trovato un minimo rimedio che mi aiutasse a evitare i cali di pressione, mi ha stancato e demoralizzato perecchio. Non so più che strada seguire e sono molto sfiduciata. Non riesco a capacitarmi del fatto che non esita nessuna cura per questi tipi di problemi e che per tutta il resto della mia vita dovrò avere a che fare con questo handicap. In teroia non ho nulla di patologico grave ma in pratica continuo a stare male e a vivere a metà. Il neurologo ha escluso che siano attacchi di panico. Mi succede sempre e solo quando sto in piedi e ferma.
Cosa mi può consigliare? Ha mai trattato casi come il mio avendo dei risultati positivi? Conosce un centro a cui rivolgermi in emilia? Sono già stata a bologna ma non ho ottenuto nessun risultato.
La ringrazio per la sua risposta e la saluto cordialmente.
Ho 42 anni.

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Risposte:


Risposta del12/06/2006

Gentile Signora,

Nella valutazione di queste forme disfunzionali del sistema
nervoso vegetativo definite anche "disautonomie" è importante
effettuare numerose indagini strumentali e di laboratorio.
Gli episodi sincopali o di Ipotensione arteriosa infatti possono avere, come causa o concausa, alterazioni del ritmo o della
conduzione miocardiaca, disfunzioni endocrine, alterazione degli
elettroliti sierici ecc.
Nel Suo caso è stata già posta una diagnosi di ipotensione
ortostatica e, probabilmente, ha effettuato, oltre al Tilt test,
molteplici esami tra i quali: Holter cardiaco, monitoraggio della
pressione arteriosa delle 24 ore, eco-color-doppler dei vasi
epiaortici, esami ematochimici ed urinari, elettroliti sierici,
cortisolemia, TSH, FT3, FT4.

La sintomatologia che Lei accusa può essere spiegata, in un
soggetto già ipotenso, con un abbassamento ulteriore della
presione arteriosa correlata alla vasodilatazione periferica che si
può verificare nei luoghi caldi e poco ventilati.

Le terapie nei casi come il Suo non sono univoche ed è necessario
procedere per tentativi iniziando con semplici accorgimenti quali
aumentare l'introito alimentare di cloruro di sodio ed effettuare
regolare attività fisica.
Si possono inoltre utilizzare, previa esclusione di eventuali
controindicazioni, alcuni farmaci simpaticomimetici abbastanza noti
e frequentemente prescritti che è possibile assumere in modo
regolare o meglio "al bisogno", ad esempio mezz'ora prima di un
evento potenzialmente critico come entrare in un luogo caldo ed
affollato. Si tratta, tuttavia, di terapie da instaurare sotto
controllo medico sia per individuare gli eventuali effetti
collaterali sia perchè l'approccio terapeutico potrebbe variare in
base alle vie neuroanatomiche coinvolte in queste forme
relativamente comuni di disautonomia.
Infine, non credo sia utile individuare ulteriori Centri
Specialistici nella Sua Regione bensì rivolgersi ad un Neurologo
che possa seguire nel tempo la Sua problematica.

Cordiali Saluti.

Dott. Massimo Muciaccia
Medicina Territoriale
Specialista in Neurologia
BARI (BA)


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