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Domanda di: Infezioni

22/11/2006 19:28:15

Per il dottor moschini

Potrebbe fornire al gentile pubblico di Dica33 un link qualsiasi ad una bibliografia che dimostri anche un solo caso di Mononucleosi guarita con l'omeopatia?
La ringrazio
un saluto

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Risposte:


Risposta del25/11/2006

Sarei molto lieto di fornirlo, ma la ricerca scientifica non ha nessun interesse a utilizzare l'omeopatia nella sua pratica, non iteressa, nessuna casa farmaceutica avrebbe l'interesse economico a studiare farmaci poco costosi. Utilizzare l'intereferone una fiala alla settimana, ad un costo di 600-700 euro conviene a tutti. L'utilizzo di interferone omeopatizzato al costo di 12 euro un flacone da 30ml, che dura quasi due mesi, non interessa nessuno.
Il collega che ha posto la domanda, può inviarmi una posta elettronica, sarò molto lieto di fornirgli la documentazione necessaria, che può applicare anche ai suoi pazienti con notevole sollievo per loro.
Ragionando con la metodica della dimostrazione scientifica, non dovrebbero essere usati i farmaci convenzionali, poichè è dimostrato scientificamente, che hanno effetti collaterali veramente pesanti, il cui utilizzo dovrebbe essere ridotto a pochissimi casi.
Posso fornire tutta la bibliografia che vuole, sulla pericolosità del virus di Epstein-Barr e sulla
sua caratteristica di rimanere latente nelle cellule e riattivarsi ciclicamente, basta che vada su Pubmed e troverà tutto quello che vuole.
Abbandonare le persone affette da monnonucleosi, senza intervenire, adducendo la scusa che non esiste ricerca scientidfica, non mi sembra opportuno, quando l'oemeopatia e la medicina biologica hanno queste possibilità, evitare guai futuri alle persone che presentano il virus.
Addurre varie scuse, significa non eseguire la prevenzione.
Prevenzione significa evitare l'insorgenza di una patologia, quando si posseggono le armi per poterla eseguire, quando si è coscienti della pericolosità di agenti patogeni che possono innescare patologie importanti. Evitare le Tiroidite è la cosa principale che si può effettuare e la medicina biologica-omeopatia, mi forniscono questa possibilità e la applico a tutte le persone che vengono alla mia osservazione.
Non è importante quello che ci dicono gli altri, è importante quello che noi stessi eseguiamo.





Dott. Alberto Moschini
Specialista in Medicina alternativa (omeopatia,agopuntura...)
MASSA (MS)


Risposta del25/11/2006

Non posso fare a meno di intervenire, se non altro per tentare di chiarire, grazie alla collaborazione del dr. Moschini, se in PubMed si trova anche un solo abstract in cui si parli, e se ne illustrino gli esiti, della eradicazione con metodica biologico-omeopatica dell’infezione da EBV.
Questo perchè egli fa spesso riferimento a tale Banca Dati, dove si trova tutto ed il contrario di tutto, ma dove non sono riuscito a trovare l’abstract di cui sopra.
Se egli potesse, avendolo trovato, offrircelo con un copia-incolla, avrebbe l’opportunità quantomeno di fondare le sue pratiche omeopatiche su di una base di clinical evidence, che , francamente ritengo molto più importante delle sue teorie.
Possibile che lui e i suoi colleghi non sentano questa esigenza? E' una questione di scarsa redditività?
Mi risulta che i farmaci omeopatici sono molto costosi.

Dott. Tonino Grasso
Medicina Territoriale
MARTANO (LE)


Risposta del26/11/2006

Egregio dottor Grasso, sarebbe opportuno non inserire polemiche di cui le persone, che pongono le domande, non hanno bisogno, la invito a mettersi in contatto sulla mia posta elettronica: alberto3691@alice.it, sarò molto lieto di fornirgli tutte le spiegazioni di cui ha bisogno.

Dott. Alberto Moschini
Specialista in Medicina alternativa (omeopatia,agopuntura...)
MASSA (MS)


Risposta del29/11/2006

Contrariamente alle mie abitudini voglio intervenire per cercare di puntualizzare alcuni aspetti del problema.
Quando ci si assume la responsabilità di rispondere in pubblico a domande di medicina e si è laureati in medicina e regolarmente iscritti ad un ordine professionale, si ha l’obbligo morale, deontologico ed anche forse legale di rispettare alcune regole.
Non si possono diffondere notizie mediche che non siano suffragate da una adeguata letteratura internazionale e sia ha comunque il dovere di indicarne la provenienza ed i riferimenti bibliografici: l’insistere sul ricorso a scambi privati di posta elettronica non ha senso se si ha realmente una risposta da dare.
Non si possono criticare con espressioni qualunquistiche decenni di ricerche serie e di risultati altrettanto seri.
Ritengo per esempio estremamente scorretto e diseducativo parlare genericamente di “effetti collaterali pesanti” dei farmaci ingenerando timori o sospetti ingiustificati ed inducendo magari pazienti a non intraprendere o sospendere terapie importanti per la loro salute. Basta con l’atteggiamento vittimistico, la verità è che la scienza e la medicina hanno salvato milioni di persone e di molti altri milioni hanno allungato la vita o risolto gravi problemi, e tutto questo è facilmente dimostrabile scientificamente. O forse vogliamo prendercela con Sabin o Salk per il vaccino contro la poliomielite o con Fleming per gli antibiotici, o con la Bayer per l’aspirina? Certo le industrie farmaceutiche non saranno delle associazioni di beneficenza (anche se molte di loro ne fanno) ma da qui a parlare di “interferone omeopatizzato” (vogliamo dire piuttosto semplicemente diluito) ce ne corre. L’uso della così detta medicina alternativa richiede un grande equilibrio da parte di chi la pratica, con l’obbligo di conoscerne e spiegarne al pubblico limiti e possibilità: il paziente, e tutti noi forse lo siamo stati o lo saremo, vive in uno stato di fragilità ed è facilmente aggredibile quanto più grave è la sua malattia. Non discuto la buona fede, ma bisognerebbe avere, se in buona fede si parla, la correttezza di validare quanto si dice con dati reali e con una buona dose di “clinical evidence”, chi non ha nulla da nascondere parla e risponde in pubblico senza problemi. Basta con i discorsi a mezza bocca, con le reticenze ed i misteri, basta con gli atteggiamenti da detentori della verità incompresi e perseguitati dai cattivi, basta dipingere centinaia di migliaia di medici e ricercatori come dei poveri fessi vittime o peggio ancora conniventi di organizzazioni che pensano biecamente solo al profitto, alla faccia della salute della gente. La ricerca scientifica non è certo appannaggio esclusivo delle case farmaceutiche, ma viene svolta in massima parte per esempio nelle università.
Spero che non si debba più ricorrere a questo tipo di chiarimenti (non è polemica ma puntualizzazione)

Prof. Enrico Margaritondo


Prof. Enrico Margaritondo
Medico Ospedaliero
Specialista attività privata
Specialista in Chirurgia d’urgenza
ROMA (RM)


Risposta del29/11/2006

Contrariamente alle mie abitudini voglio intervenire per cercare di puntualizzare alcuni aspetti del problema.
Quando ci si assume la responsabilità di rispondere in pubblico a domande di medicina e si è laureati in medicina e regolarmente iscritti ad un ordine professionale, si ha l’obbligo morale, deontologico ed anche forse legale di rispettare alcune regole.
Non si possono diffondere notizie mediche che non siano suffragate da una adeguata letteratura internazionale e sia ha comunque il dovere di indicarne la provenienza ed i riferimenti bibliografici: l’insistere sul ricorso a scambi privati di posta elettronica non ha senso se si ha realmente una risposta da dare.
Non si possono criticare con espressioni qualunquistiche decenni di ricerche serie e di risultati altrettanto seri.
Ritengo per esempio estremamente scorretto e diseducativo parlare genericamente di “effetti collaterali pesanti” dei farmaci ingenerando timori o sospetti ingiustificati ed inducendo magari pazienti a non intraprendere o sospendere terapie importanti per la loro salute. Basta con l’atteggiamento vittimistico, la verità è che la scienza e la medicina hanno salvato milioni di persone e di molti altri milioni hanno allungato la vita o risolto gravi problemi, e tutto questo è facilmente dimostrabile scientificamente. O forse vogliamo prendercela con Sabin o Salk per il vaccino contro la poliomielite o con Fleming per gli antibiotici, o con la Bayer per l’aspirina? Certo le industrie farmaceutiche non saranno delle associazioni di beneficenza (anche se molte di loro ne fanno) ma da qui a parlare di “interferone omeopatizzato” (vogliamo dire piuttosto semplicemente diluito) ce ne corre. L’uso della così detta medicina alternativa richiede un grande equilibrio da parte di chi la pratica, con l’obbligo di conoscerne e spiegarne al pubblico limiti e possibilità: il paziente, e tutti noi forse lo siamo stati o lo saremo, vive in uno stato di fragilità ed è facilmente aggredibile quanto più grave è la sua malattia. Non discuto la buona fede, ma bisognerebbe avere, se in buona fede si parla, la correttezza di validare quanto si dice con dati reali e con una buona dose di “clinical evidence”, chi non ha nulla da nascondere parla e risponde in pubblico senza problemi. Basta con i discorsi a mezza bocca, con le reticenze ed i misteri, basta con gli atteggiamenti da detentori della verità incompresi e perseguitati dai cattivi, basta dipingere centinaia di migliaia di medici e ricercatori come dei poveri fessi vittime o peggio ancora conniventi di organizzazioni che pensano biecamente solo al profitto, alla faccia della salute della gente. La ricerca scientifica non è certo appannaggio esclusivo delle case farmaceutiche, ma viene svolta in massima parte per esempio nelle università.
Spero che non si debba più ricorrere a questo tipo di chiarimenti (non è polemica ma puntualizzazione)

Prof. Enrico Margaritondo


Prof. Enrico Margaritondo
Medico Ospedaliero
Specialista attività privata
Specialista in Chirurgia d’urgenza
ROMA (RM)


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