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Domanda di: Occhio

24/04/2008 20:16:43

Retinopatia sierosa centrale

Mia mamma , una bella nonna di 71 anni,da 30 ha convissuto con la retinopatia sierosa centrale.
Oggi ha fatto una visita oculistica ed il medico gli ha prescritto una FAG ed il campo visivo 30.2. Ha rilevato uno pseudo exfoliatio copulare all'occhio dx; questo potrebbe portare a una predisposizione al glaucoma, anche se , secondo il medico la pressione va bene.

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Risposte:


Risposta del27/04/2008

Caro utente,
ovviamente corioretinopatia sioerosa centrale o Sindrome di Masuda e pseudoesfoliatio capsulae non hanno niente in comune!
La sindrome pseudoesfoliativa o da pseudoexfoliatio capsulae o lentis è altrimenti conosciuta con l'acronimo PEX.
La sindrome pseudoesfoliativa (PEX) è caratterizzata da una sostanza biancastra di aspetto fibrinoide e squamoso, riscontrabile in differenti strutture del segmento oculare anteriore. E' presente inoltre una depigmentazione del margine pupillare con deposizione di pigmento in alcune strutture del segmento anteriore, specie nelle maglie trabecolari. La sindrome PEX è associata in taluni casi con un Glaucoma ad angolo aperto, denominato Glaucoma capsulare o Glaucoma PEX. In confronto con un Glaucoma primario ad angolo aperto, il Glaucoma PEX si caratterizza per una pressione intraoculare (PIO) più elevata con maggiori fluttuazioni e, di solito, difetti del campo visivo più avanzati al momento della diagnosi.
Terapia
La discussione sulla terapia è suddivisa in tre sezioni: terapia medica, laser e chirurgica.
1. Terapia medica
La terapia topica per il Glaucoma PEX segue gli stessi principi di trattamento di altre forme di Glaucoma ad angolo aperto e comprende i betabloccanti adrenergici, epinefrina e suoi derivati, analoghi delle prostaglandine ed inibitori dell'anidrasi carbonica. E' stato riferito che l'effetto ipotensivo dei betabloccanti adrenergici, anche se buono all'inizio, col tempo perde efficacia e può essere necessario un trattamento supplementare nel Glaucoma PEX (1). Quando si dilata la pupilla di un occhio con Glaucoma PEX dopo terapia prolungata con miotici, spesso si osserva una dispersione di pigmento in camera anteriore (2).
2. Laser-trabeculoplastica (LTP)
Si tratta di un'eccellente alternativa per il Glaucoma PEX, raccomandata come terapia di sortita da alcuni autori (3). La buona risposta terapeutica è correlata al fatto che nel Glaucoma PEX il trabecolato sclero-corneale è fortemente pigmentato. E' verosimile quindi che l'effetto termico generato dal trattamento laser sia assorbito meglio dai tessuti pigmentati (4). Poiché l'entità della riduzione della PIO (in valori sia assoluti sia relativi) è correlato al livello della PIO prima del trattamento, nel Glaucoma da PEX ci si può attendere un buon risultato da una LTP. Peraltro, una soddisfacente riduzione della PIO sembra essere di durata più breve nel Glaucoma PEX che nei Glaucomi Primari ad Angolo Aperto (GPAA) (4).
3. Terapia chirurgica
I risultati di un intervento chirurgico sono sovrapponibili a quelli ottenuti in un GPAA. La trabeculectomia è diventata l'intervento di scelta per tutti i GPAA, incluso il Glaucoma PEX. E' stato riferito che la velocità di progressione della malattia dopo trabeculectomia è meno marcata in occhi con Glaucoma PEX che in occhi con GPAA (5). Ciò può dipendere dal fatto che i pazienti col Glaucoma PEX, al momento dell'instaurarsi del danno campimetrico, hanno di solito una PIO più alta e che la diminuzione di PIO, ottenibile con la chirurgia, è maggiore nel Glaucoma PEX che nel GPAA.
Gestione di un Glaucoma pseudoesfoliativo
Il fatto che, al momento della diagnosi, occhi con Glaucoma PEX abbiano una PIO più elevata rende verosimile che essi abbiano anche difetti del campo visivo più gravi. E' stato anche dimostrato che la pseudoesfoliazione è un fattore di rischio indipendente per sviluppare un difetto del campo visivo o tipo Glaucoma toso, a prescindere dal livello di PIO (6). Pertanto, ci si può attendere che la prognosi per un Glaucoma PEX sia peggiore rispetto a un GPAA e pertanto, per la gestione di questi casi, è di fondamentale importanza una diagnosi corretta.
Si riscontrano ampie variazioni nelle frequenze di glaucomi PEX registrate in varie parti del mondo. Sotto un certo profilo, queste variazioni sono dovute alla mancanza di una diagnosi corretta. Se la pupilla non viene dilatata, modeste quantità di materiale pseudoesfoliativo possono essere difficili da evidenziare. Per porre una diagnosi corretta è anche di aiuto una gonioscopia, che consente di esaminare la quantità di pigmento nel trabecolato sclero-corneale.
Nel follow-up di occhi con Glaucoma da PEX, si dovrebbe tener presente che fluttuazioni di PIO sono maggiori ed, in particolare, che nel 45% degli occhi con questo tipo di Glaucoma il picco di PIO si ha durante la notte (7). Nella valutazione della papilla ottica, si deve anche porre attenzione al fatto che papille piccole sono più comuni in occhi con Glaucoma da PEX che in quelli con GPAA (8), il che rende più difficile una diagnosi precoce delle alterazioni del nervo ottico, fondata sulla osservazione papillare.
In conclusione, per gestire in modo adeguato pazienti con Glaucoma da PEX è necessario:
Porre una diagnosi precoce e corretta
Avere ben presenti le fluttuazioni di PIO, specie quelle notturne
A pupilla dilatata, ricercare una dispersione di pigmento ed aspettarsi un aumento della PIO
In occhi con papille piccole, per porre una diagnosi tempestiva spesso sono indispensabili esami del campo visivo.
QUINDI SE E' STATA FATTA DIAGNOSI DI PSEUDOEXFOLIATIO CAPSULAE LENTIS E' MEGLIO TENER BENE SOTTOCONTROLLO NEL TEMPO IL PROBLEMA.


Un caro saluto.
siravo@supereva.it
http://siravoduilio.beepworld.it




Dott. Duilio Siravo
Specialista attività privata
Specialista in Oftalmologia
PISA (PI)


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