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Domanda di: Occhio

18/06/2008 21:19:28

Sindrome a V - astigmatismo o che altro?

Ill.mo Dott.,
alla ricerca di una soluzione al mio problema, ho incontrato sul web questo sito e constatata la sua gentilissima disponibilità mi permetto di sottoporLe la mia storia.
Da 28 anni ho questo problema: quando guardo qualsiasi oggetto, anche con un solo occhio, vedo l'oggetto normalmente e appena sopra un'immagine (potrei dire fantasma) semitrasparente dell'oggetto stesso. Diciamo uno sdoppiamento dell’immagine.
Ho eseguito il test di hess lancaster (due volte) con risultato negativo. Successivamente è stata diagnosticata una sindrome a V. Prescrizione di occhiali da miope ed esercizi di ortottica: nessun beneficio.
Altro consulto accerta un astigmatismo (1,25 da entrambi gli occhi). Cambio di occhiali che portano ad un nettissimo miglioramento. Nel frattempo, un foro retinico trattato con il laser e in seguito cerchiaggio della retina in ambedue gli occhi.
Ulteriori consulenze, con diversi specialisti, hanno dato relazioni diverse: a) astigmatismo e invecchiamento precoce del cristallino (causa del difetto visivo); b) è un problema di muscoli e poi lo specialista aggiunge: non c’è niente da fare si tenga il problema per tutta la vita; c) accennò di cataratta (ecco le parole del dott.: le auguro che maturi al più presto per cambiare il cristallino).
Tra le tante parole dette, si è andato comunque bene fino a un anno fa, anche se persisteva il fastidio. Oggi il disturbo è peggiorato. Nell'ultima visita - altro specialista - ha nuovamente diagnosticato la sindrome a V. Prescrizione di nuovi occhiali [senza sviluppi positivi, anzi la visione è migliore con gli occhiali precedenti (1,25 di astigmatismo mai peggiorato nel tempo)] ed esame OCT che ha dato il seguente referto.

Od: l’esame tomografico eseguito con scansione lineare (S.L. mm5) mette in evidenza, in regione maculare centrale, un normale quadro morfologico e normoreflettività tanto della retina sensoriale che del complesso EPR_coriocapillare. Si apprezza, inoltre, temporalmente alla fovea sottile banda ipereflettente alla superficie retinica totalmente aderente al piano sottostante come da ispessimento della MLI.
Os.: l’esame tomografico eseguito con scansione lineare (S.L. mm5) presenta, un quadro morfologico e reflettività pressoché sovrapponibile a OD. Come OD, si apprezza area di ispessimento epiretinico in regione temporale rispetto alla fovea.
Protocollo d’analis “Retinal Thickness A/E”.
OO: lo spessore tissutale retinico appare ai limiti superiori di norma in sede foveale nonché il volume maculare globale.
Conclusioni diagnostiche: OO: modesto ispessimento della MLI in sede iuxtafoveale temporale.

Mi scusi dello sfogo, ma non so più a chi rivolgermi. Vado alla ricerca e vivo nell’attesa di una soluzione che forse è solo illusoria. Non so, ma almeno una risposta penso di meritarla dalla scienza. Mi perdoni, ancora e colgo l’occasione di ringraziarLa in anticipo per i suggerimenti che potrà darmi. Saluti Pasquale

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Risposte:


Risposta del21/06/2008

Carissimo Pasquale,
intanto l'esito dell'OCT:"OO: modesto ispessimento della MLI in sede iuxtafoveale temporale."non ci preoccupa attualmente,Ripeterà l'esame tra sei mesi,ma non ci sono problemi importanti.
Credo che tutto il suo problema sia ascrivibile all'alterazione della M.O.E. ovvero alla SINDROME A-V.
Ovvero parliamo di sindromi alfabetiche che sono le condizioni in cui la deviazione orizzontale cambia passando dallo sguardo in basso allo sguardo in alto. Quando la convergenza massima si ha in alto si parla di sindrome A, quando la convergenza massima è in basso di sindrome V.
Un esotropia in A avrà la deviazione orizzontale massima in alto, minima in basso, un’esotropia in V avrà la deviazione massima in basso e minima in alto. L’opposto riverifica in caso di exotropia.
Questi atteggiamenti possono associarsi a posizione anomala della testa, mento in alto o in basso al fine di mantenere la posizione in cui gli occhi risultano più allineati. Nel caso di esotropia in V, in presenza di una disfunzione degli obliqui, si procede alla recessione dei medesimi. Nei casi in cui l’atteggiamento alfabetico è presente ma non marcato si possono attuare spostamenti verticali dei muscoli retti orizzontali associati alla recessione dei retti mediali stessi. La regola è quella di spostare verso l’apice della A o V i retti mediali e viceversa i retti laterali.
Quindi prima facciamo bene l'inquadramento della sua sindrome alfabetica e poi possiamo suggerire i rimedi!



Un caro saluto.
siravo@supereva.it
http://drsiravoduilio.beepworld.it

Dott. Duilio Siravo
Specialista attività privata
Specialista in Oftalmologia
PISA (PI)


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