07/03/11  - Tendine di achille - Scheletro e Articolazioni

Tendine di achille




Domanda del 07 marzo 2011

Domanda


Ho 62 anni ed ero prima uno sportivo non agonistico.Sono stato operato
nel gennaio 2009 per rottura del tenedine di achille distaccatosi
dall'inserzione calcaneare.Mi e' stato istallato il legamento protesico
Leeds Keio con foro nell'osso calcaneare attraverso il quale e' stato
fatto passare il medesimo legamento per collegare il moncone del
tendine.Ho avuto problemi di chiusura della ferita chirurgica lunga
solo 5 cm. nel suo tratto terminale di 1 cm. verso il basso. Dopo un
primo periodo di tre mesi con stampelle, ho cominciato a camminare
bene, con pochissimo dolore , ma con gonfiore della caviglia. Dopo una
terapica V.A.C. con ricovero in chirurgia plastica  per 20 giorni e
dopo vari mesi di medicazioni , il tratto terminle della ferita si e'
chiusa. Poi, mettendo una scarpa e camminando per poche ore sul dorso
del calcagno , in corrispondenza del punto di disinserzione del
tendine,  si e' formata una piccola bolla escoriativa che a tutt'oggi,
nonostante ripeture medicazioni e' divenuta una protuberanza di alcuni
cm di diametro ( tipo cheloide) con fuoriuscita di gocce di liquido
giallognolo che, fatto analizzare piu' volte , non contiene infezioni.
Il chirurgo che mi ha operato mi ha parlato di intolleranza al
legamento artificale e  non mi consiglia di rimuoverlo perche' e' una
operazione molto delicata e difficoltosa e che potrebbe causarmi una
zoppia permanete : mi consiglia di attendere ed avere pazienza perche'
con il tempo il tutto potra' essere riassorbito dall'organismo.
Io fido nel riassorbimento,ma sono perplesso in quanto la bolla escoriativa si apre e si chiude alternativamente ogni 10-15- giorni, formando una crosticina che si rimuove facilmente e , successivamente, scoprendo un'ennesima bolla sottostante che si lesiona e provoca un modesto dolore ,con fuoriuscita di liquido e sangue, e cosi' via .
Intanto, a quasi due anni all'intervento, nonostante cammino senza
molti problemi e salgo anche velocemente le scale ( abito al terzo
piano) ho ancora questa fistola sul dorso del calcagno che m impedisce
di calzare una normale calzatura.
Gradirei conoscere un Suo illuminato parere in merit a quanto sopra
detto e se c'e una soluzione chirurgica che mi consenta di evitare la rimozione del legamento e "la
zoppìa ".
La ringrazio infinitamente
Ciro de Carolis
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