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Domanda di: Mente e cervello

05/02/2007 10:59:23

Terapia sindrome ansioso-depressiva

Egr. Prof. vorrei porle una domanda
Mi chiamo Lorenzo ho 37 anni e 1 anno fa mi e' stata diagnosticato una sindrome ansioso-depressiva. In cura da un primario neurologo mi ha prescritto dapprima Citalopram 20 mg x 6 mesi con quadro clinico leggermente migliorato, successivamente innalzamento del dosaggio a 30 mg con netti miglioramenti ma non una completa remissione sintomatica ( al momento presentavo ancora forti sensazioni di nausea e astenia) alche' mi ha suggerito di aumentare ancora il dosaggio fino a 40 mg. Nel frattempo ho intrapreso anche una psicoterapia con una psichiatra (badi bene PSICHIATRA) la quale e' perfettamente a conoscenza del fatto che sono in cura presso il suddetto neurologo ma la psichiatra mi ha detto che e' inutile alzare il dosaggio dato che il farmaco (assunto da circa 1 anno) quello che doveva fare l'ha gia' fatto. Quindi se ho interpretato bene le parole della mia psichiatra sarebbe il caso o di cambiare farmaco, o diminuire il Citalopram poiche' i suoi effetti sono superiori alle reali esigenze, oppure cosa piu' probabile presento ancora forti somatizzazioni a carattere viscerale ovvero una spiccata "sensibilizzazione" agli effetti collaterali che il farmaco mi procuro' agli inizi della terapia e che ancora sto scontando da un punto di vista psicologico. Per farla breve allo stato attuale dopo un anno di terapia sto sicuramente meglio ma continuo a chiedermi il perche' ancora di queste forti nausee e astenia e secondo lei quale sarebbe la direzione piu' congrua da seguire. Spero di essre stato chiaro e La ringrazio anticipatamente.

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Risposte:


Risposta del10/02/2007

credo che la psichiatra dovrebbe parlare con il neurologo e loro dovrebbereo mettersi d'accordo sulle rispettive competenze e ruoli, per aiutarla meglio.

Dott. Gaspare Palmieri
Casa di cura convenzionata
Specialista attività privata
Specialista in Psichiatria
MODENA (MO)


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