L'esperto risponde

Domanda di: Infezioni

07/09/2004 10:12:38

Vaccinazione Epatite B

A novembre 1999 ho completato il ciclo di vaccinazioni per l' Epatite B. Al controllo degli anticorpi è risultato un valore positivo di circa 20 mUI/ml. Ad agosto di quest'anno ho fatto gli esami del sangue per misurare il livello degli anticortpi e tale valore è risultato di 2 mUI/ml, che è inferiore a 10 mUI/ml e quindi non risulto essere più protetto.
Subito dopo l'esito ho effettuato 1 iniezione di vaccino. E' sufficiente? Oppure devo ripetere il ciclo completo di vaccinazione che comprende 3 iniezioni?

grazie
Alessio


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Risposte:

Risposta del10/09/2004

purtroppo esiste un certo numero di soggetti che non rispondono o rispondono poco alla vaccinazione anti Epatite B. Sarebbe stato utile continuare con altre 2 iniezioni nel 1999 fino a (tentare) di raggiungere le 100 UI/ml. Adesso faccia così: a distanza di un mese dall'ultima iniezione ripeta un'altra dose e poi, dopo un altro mese, controlli gli anticorpi per stabilire se occorrono ancora dosi di vaccino: l'ideale sarebbe superare i 100, così avrebbe una immunità duratura, anche per tutta la vita. Altrimenti può ripetere altre dosi fino a d un massimo di 5, sempre a distanza di almeno un mese. Eventualmente se lei per lavoro od abitudini è molto a rischio di contrarre l' Epatite B può fare comunque richiami più ravvicinati (ogni 1-2 anni invece di 5-10) per mantenere gli anticorpi oltre le 10 UI (soglia minima)
cordiali saluti

Dott. Alessandro Nerli
Medico Ospedaliero
PRATO (PO)

Risposta del27/09/2004

La risposta alla vaccinazione ha un'intensità molto soggettiva, comunque quel valore di 20 mUI/ml è già indice di una Sua responsività alla vaccinazione. Gli attuali orientamenti in questi casi sono purtroppo controversi, ma si va sempre più sconsigliando di sottoporsi a richiami anche qualora il titolo (o livello degli anticorpi) scenda al di sotto dei fatidici 10 mUI/ml perchè risulterebbe assodato che i soggetti vaccinati, anche in tale condizione, rispondano in modo soddisfacente all'eventuale contagio col virus selvaggio (quello che darebbe la malattia) con un rapido incremento della produzione di anticorpi tale da risultare protettivo.

Dott. vincenzo martucci
Medico Ospedaliero
UDINE (UD)



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