Duavive 0,45 mg + 20 mg 28 compresse a rilascio modificato

Ultimo aggiornamento: 02 luglio 2018
Farmaci - Duavive

Duavive 0,45 mg + 20 mg 28 compresse a rilascio modificato




INDICE SCHEDA



INFORMAZIONI GENERALI


AZIENDA

MSD Italia S.r.l.

MARCHIO

Duavive

CONFEZIONE

0,45 mg + 20 mg 28 compresse a rilascio modificato

PRINCIPIO ATTIVO
estrogeni coniugati + bazedoxifene acetato

FORMA FARMACEUTICA
compressa a rilascio modificato

GRUPPO TERAPEUTICO
Estrogeni

CLASSE
C

RICETTA
medicinale soggetto a prescrizione medica

SCADENZA
36 mesi

PREZZO
32,20 €


INDICAZIONI TERAPEUTICHE



A cosa serve Duavive 0,45 mg + 20 mg 28 compresse a rilascio modificato

DUAVIVE è indicato per:

Il trattamento dei sintomi da deficit di estrogeni nelle donne postmenopausali, non isterectomizzate (dopo almeno 12 mesi dall'ultimo ciclo mestruale) per le quali la terapia contenente progestinici non sia appropriata.

L'esperienza nel trattamento di donne di età superiore ai 65 anni è limitata.


CONTROINDICAZIONI



Quando non dev'essere usato Duavive 0,45 mg + 20 mg 28 compresse a rilascio modificato

  • Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo (qui non riportato) 6.1.
  • Cancro della mammella accertato, sospetto o pregresso.
  • Tumori maligni estrogeno-dipendenti accertati, pregressi o sospetti (ad es. cancro dell'endometrio).
  • Sanguinamento genitale non diagnosticato.
  • Iperplasia dell'endometrio non trattata.
  • Tromboembolia venosa in atto o pregressa (ad es. trombosi venosa profonda, embolia polmonare e trombosi della vena retinica).
  • Disturbi trombofilici accertati .
  • Malattia tromboembolica arteriosa in atto o pregressa (ad es. infarto miocardico, ictus).
  • Epatopatia acuta o anamnesi di epatopatia nel caso in cui le prove di funzionalità epatica non siano tornate alla normalità.
  • DUAVIVE è indicato esclusivamente nelle donne postmenopausali e non deve essere assunto da donne in età fertile .
  • Porfiria.



AVVERTENZE E PRECAUZIONI D'USO



Cosa serve sapere prima di prendere Duavive 0,45 mg + 20 mg 28 compresse a rilascio modificato

Nel trattamento dei sintomi postmenopausali, la terapia con DUAVIVE deve essere iniziata esclusivamente per sintomi che influenzano negativamente la qualità della vita. In tutti i casi, dovrà essere effettuata un'attenta valutazione dei rischi e dei benefici almeno una volta all'anno e il trattamento dovrà essere proseguito solo nel caso in cui i benefici superino i rischi.

Le donne che assumono DUAVIVE non devono assumere progestinici, altri estrogeni o modulatori selettivi dei recettori degli estrogeni (SERM, selective oestrogen receptor modulator).

DUAVIVE non è stato studiato nel trattamento della menopausa precoce.

Esame medico/follow up

Prima di iniziare o riprendere il trattamento con DUAVIVE, si deve raccogliere un'anamnesipersonale e familiare completa. L'esame obiettivo (comprendente pelvi e mammelle) deve essere guidato dall'anamnesi e dalle controindicazioni e avvertenze per l'impiego. Durante il trattamento, si raccomanda di effettuare controlli periodici di natura e frequenza modulate sulle necessità della singola paziente. Le donne devono essere informate circa le modificazioni delle mammelle da segnalare al medico o all'infermiere . Dovranno essere effettuati esami diagnostici, compresi opportuni esami di imaging quali la mammografia, in conformità alle procedure di screening attualmente accettate, modificate in funzione delle necessità cliniche della singola paziente.

Condizioni che necessitano di monitoraggio

Se è presente una qualsiasi delle seguenti condizioni, se si è verificata in precedenza e/o si è aggravata durante la gravidanza o trattamenti ormonali precedenti, la paziente dovrà essere monitorata attentamente. Si deve tenere presente che queste condizioni potrebbero ripresentarsi o aggravarsi durante il trattamento con DUAVIVE, in particolare:

  • Leiomioma (fibromi dell'utero) o endometriosi
  • Fattori di rischio per disturbi tromboembolici
  • Fattori di rischio per tumori estrogeno-dipendenti, ad esempio ereditarietà di 1° grado per il cancro della mammella
  • Ipertensione
  • Patologie epatiche (ad esempio adenoma del fegato)
  • Diabete mellito con o senza coinvolgimento vascolare
  • Colelitiasi
  • Emicrania o (grave) cefalea
  • Lupus eritematoso sistemico
  • Anamnesi di iperplasia dell'endometrio
  • Epilessia
  • Asma
  • Otosclerosi
Motivi per un'immediata sospensione della terapia

La terapia deve essere interrotta nel caso in cui venga scoperta una controindicazione (ad esempio tromboembolia venosa, ictus e gravidanza) e nelle seguenti situazioni:

  • Ittero o deterioramento della funzionalità epatica
  • Aumento significativo della pressione arteriosa
  • Nuova insorgenza di cefalea tipo emicrania
Iperplasia e carcinoma dell'endometrio

Nelle donne con utero intatto, il rischio di iperplasia e di carcinoma dell'endometrio aumenta in  seguito alla somministrazione di soli estrogeni per periodi prolungati. L'aumento del rischio di cancro dell'endometrio segnalato tra le utilizzatrici di soli estrogeni è da 2 a 12 volte superiore rispetto alle non utilizzatrici, a seconda della durata del trattamento e della dose degli estrogeni. Dopo l'interruzione del trattamento il rischio può restare elevato per almeno 10 anni. Le donne che  assumono DUAVIVE non devono assumere altri estrogeni perchè questo potrebbe aumentare il rischio di iperplasia dell'endometrio e di carcinoma dell'endometrio.

L'aggiunta di bazedoxifene in DUAVIVE riduce il rischio di iperplasia dell'endometrio, che può essere un precursore del carcinoma dell'endometrio.


Durante il trattamento si potrebbero verificare metrorragie da interruzione o perdite. Se le metrorragie da interruzione o le perdite si presentano dopo qualche tempo dall'inizio della terapia o continuano dopo che la terapia è stata interrotta, se ne dovrà accertare la causa, con esami che potrebbero comprendere una biopsia dell'endometrio per escludere la presenza di tumore maligno endometriale.

Cancro della mammella

L'evidenza generale suggerisce un possibile aumento del rischio di cancro della mammella nelle donne che assumono una terapia a base di soli estrogeni; l'aumento del rischio dipende dalla durata della terapia.

Lo studio Women's Health Initiative (WHI) non ha riscontrato nessun aumento del rischio di cancro della mammella in donne isterectomizzate che assumono una terapia a base di soli estrogeni.

Gli studi osservazionali hanno segnalato principalmente un leggero aumento del rischio di diagnosi di cancro della mammella, che è significativamente inferiore rispetto a quello riscontrato nelle donne che assumono associazioni di estrogeno-progestinico . L'aumento del rischio  diventa evidente entro qualche anno di impiego, ma ritorna a livelli basali entro alcuni anni (al massimo cinque) dall'interruzione del trattamento.

L'effetto di DUAVIVE sul rischio di cancro della mammella non è noto.

Cancro dell'ovaio

Il cancro dell'ovaio è molto più raro del cancro della mammella.

L'evidenza epidemiologica derivata da una vasta meta-analisi indica un leggero aumento del rischio nelle donne che assumono una terapia ormonale sostitutiva a base di soli estrogeni, che si manifesta entro 5 anni di utilizzo e si riduce con il tempo dopo l'interruzione.

Alcuni altri studi, incluso lo studio WHI, suggeriscono che l'uso di una terapia ormonale sostitutiva combinata può essere associato a un rischio simile o leggermente inferiore .

L'effetto di DUAVIVE sul rischio di cancro dell'ovaio non è noto.

Tromboembolia venosa (TEV)

Nel corso di studi clinici durati fino a 2 anni, condotti in donne postmenopausali con EC/bazedoxifene, sono stati segnalati casi di TEV . Se si dovesse verificare o sospettare un evento di TEV, DUAVIVE dovrà essere interrotto immediatamente.

I SERM (compreso il bazedoxifene) e gli estrogeni determinano individualmente un aumento del rischio di TEV .

La terapia ormonale è associata a un aumento di 1,3-3 volte del rischio di sviluppo di TEV. La comparsa di un tale evento è più probabile nel primo anno di terapia ormonale sostitutiva che successivamente .

Le pazienti affette da condizioni trombofiliche sono soggette a un rischio maggiore di TEV e la terapia ormonale può aumentare tale rischio. L'impiego di DUAVIVE è controindicato in queste pazienti .

I fattori di rischio generalmente riconosciuti per la TEV comprendono impiego di estrogeni, età avanzata, intervento chirurgico maggiore, immobilizzazione prolungata, obesità (IMC > 30 kg/m2), periodo della gravidanza/postparto, lupus eritematoso sistemico (LES) e cancro. Non esiste unanimità relativamente al possibile ruolo delle vene varicose nella TEV. Come per tutti i pazienti postoperatori, devono essere prese in considerazione misure profilattiche per prevenire l'insorgenza di TEV in seguito a un intervento chirurgico. Se si prevede un'immobilizzazione prolungata a seguito di chirurgia elettiva, si raccomanda di sospendere temporaneamente l'impiego di DUAVIVE da 4 a 6 settimane prima. Il trattamento non dovrà ricominciare fino a quando la paziente non avrà riacquistato una completa mobilità. Inoltre, alle donne che assumono DUAVIVE deve essere consigliato di fare periodicamente del movimento durante i viaggi che comportino un'immobilizzazione prolungata.


Alle donne che non presentano anamnesi personale di TEV, ma che hanno un parente di primo grado con anamnesi di trombosi in giovane età, può essere proposto uno screening dopo un attento counselling sulle limitazioni dello stesso (solo una parte dei difetti trombofilici viene identificata dallo screening). Se si identifica un difetto trombofilico correlato alla trombosi in membri della famiglia o se il difetto è “grave“ (ad esempio deficit di antitrombina, di proteina S, di proteina C o una combinazione di difetti) la terapia ormonale è controindicata.

Per le donne che seguono già una terapia anticoagulante cronica è necessaria un'attenta valutazione dei rischi e dei benefici della terapia ormonale.

Se dopo l'inizio della terapia si dovesse verificare o sospettare un evento di TEV, DUAVIVE dovrà essere interrotto immediatamente. Le donne devono essere avvisate di contattare immediatamente il medico se avvertono un potenziale sintomo tromboembolico (ad es. tumefazione dolorosa di una gamba, improvviso dolore al torace, dispnea).

Malattia coronarica

Studi controllati randomizzati non hanno mostrato evidenza di protezione dall'infarto miocardico nelle donne affette o meno da malattia coronarica, trattate con terapia a base di soli estrogeni. Dati randomizzati controllati non hanno indicato un aumento del rischio di malattia coronarica nelle donne isterectomizzate che utilizzano una terapia a base di soli estrogeni.

Ictus ischemico

La terapia a base di soli estrogeni è associata a un aumento fino a 1,5 volte del rischio di ictus ischemico. Il rischio relativo non cambia con l'età o il tempo trascorso dalla menopausa. Tuttavia, poichè il rischio di ictus al basale è fortemente dipendente dall'età, il rischio complessivo per le donne che assumono una terapia ormonale aumenterà con l'età .

L'effetto di DUAVIVE sul rischio di ictus non è noto.

Se si dovesse verificare o sospettare un ictus, DUAVIVE dovrà essere interrotto immediatamente .

Altre condizioni

  • Gli estrogeni possono causare ritenzione di liquidi e quindi le pazienti affette da disfunzione cardiaca o renale devono essere monitorate attentamente durante il trattamento con DUAVIVE.
  • Le pazienti affette da insufficienza renale terminale devono essere strettamente controllate perchè ci si aspetta che il livello dei componenti estrogenici circolanti di DUAVIVE sarà maggiore. L'impiego in questa popolazione non è raccomandato .
  • Le donne con ipertrigliceridemia pre-esistente dovranno essere seguite attentamente durante il trattamento con estrogeni perchè sono stati segnalati rari casi di forti aumenti dei trigliceridi plasmatici, che hanno portato a sviluppo di pancreatite con la terapia estrogenica in presenza di questa condizione. L'associazione EC/bazedoxifene non è stata studiata in donne con livelli basali di trigliceridi >300 mg/dl (>3,4 mmol/l). Nel corso di studi clinici durati fino a 2 anni, l'uso di EC/bazedoxifene è stato associato a un aumento della concentrazione di trigliceridi sierici di circa il 16% al mese 12 e del 20% al mese 24 rispetto al basale. Di conseguenza, occorre prendere in considerazione l'effettuazione del monitoraggio annuale dei livelli di trigliceridi sierici.
  • L'uso di EC/bazedoxifene non è stato studiato in pazienti con funzionalità epatica ridotta o anamnesi di ittero colestatico. Gli estrogeni potrebbero essere scarsamente metabolizzati nelle donne con funzionalità epatica ridotta. Nelle donne con anamnesi di ittero colestatico associato a uso pregresso di estrogeni o a gravidanza si dovrà prestare cautela e, in caso di recidiva, DUAVIVE dovrà essere interrotto.
  • Nel corso di studi clinici con EC/bazedoxifene sono stati segnalati casi di colecistite (<1%). È stato segnalato un aumento da 2 a 4 volte del rischio di colecistopatia con necessità di intervento chirurgico in donne postmenopausali che assumevano estrogeni .
  • Gli estrogeni determinano un aumento della globulina di legame tiroidea (TBG, thyroid binding globulin), che causa un incremento dell'ormone tiroideo totale circolante, misurato in termini di iodio legato alle proteine (PBI, protein-bound iodine), livelli di T4 (mediante colonna o dosaggio radioimmunologico) o livelli di T3 (mediante dosaggio radioimmunologico). La captazione di T3 su resina è ridotta e riflette l'elevata globulina di legame tiroidea. Le concentrazioni di T4 e di T3 liberi sono inalterate. Possono risultare elevati i livelli sierici di altre proteine di legame, quali la globulina legante i corticosteroidi (CBG, corticoid binding globulin) e la globulina legante gli ormoni sessuali (SHBG, sex-hormone-binding globulin), che determinano un aumento rispettivamente dei corticosteroidi e degli ormoni sessuali circolanti. Le concentrazioni degli ormoni liberi o biologicamente attivi sono invariate. Altre proteine plasmatiche possono risultare aumentate (angiotensinogeno/substrato della renina, alfa-1 antitripsina, ceruloplasmina).

L'impiego di una terapia a base di estrogeni non migliora le funzioni cognitive. Esistono alcune evidenze di un aumento del rischio di probabile demenza nelle donne che iniziano l'impiego di una terapia continuata a base di soli estrogeni a un'età superiore ai 65 anni.

L'effetto di DUAVIVE sul rischio di demenza non è noto.

DUAVIVE contiene lattosio, saccarosio, glucosio (in polidestrosio e maltitolo liquido) e sorbitolo (in polidestrosio). Le pazienti che soffrono di rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, di deficit di Lapp lattasi, di intolleranza al fruttosio, di malassorbimento di glucosio-galattosio o di deficit della sucrasi-isomaltasi non devono assumere questo medicinale.


INTERAZIONI



Quali farmaci o principi attivi possono interagire con l'effetto di Duavive 0,45 mg + 20 mg 28 compresse a rilascio modificato

I risultati di uno studio clinico d'interazione tra farmaci condotto con DUAVIVE e degli studi d'interazione con EC o bazedoxifene in monoterapia sono riassunti di seguito.

Estrogeni coniugati

Studi in vitro e in vivo hanno dimostrato che gli estrogeni vengono parzialmente metabolizzati dagli enzimi del citocromo P450, incluso il CYP3A4. Tuttavia, in uno studio clinico d'interazione tra farmaci, la somministrazione ripetuta di 200 mg di itraconazolo, un forte inibitore del CYP3A4, ha avuto effetti minimi sulla farmacocinetica degli EC (in base ai livelli di estrone ed equilina) e del bazedoxifene se somministrato con un'unica dose di EC 0,45 mg/bazedoxifene 20 mg.

Il metabolismo degli estrogeni può essere incrementato dall'uso di sostanze che inducono notoriamente l'azione degli enzimi farmaco-metabolizzanti quali gli anticonvulsivanti (ad esempio fenobarbital, fenitoina, carbamazepina) e gli antinfettivi (ad esempio rifampicina, rifabutina, nevirapina, efavirenz). Ritonavir e nelfinavir, sebbene noti come forti inibitori, mostrano al contrario proprietà di induzione se impiegati in concomitanza con ormoni steroidei. Le preparazioni erboristiche contenenti iperico (Hypericum perforatum) possono indurre il metabolismo degli estrogeni.

Clinicamente, un aumento del metabolismo degli estrogeni può portare a una riduzione del loro effetto e a cambiamenti del profilo del sanguinamento dell'utero.

Bazedoxifene

Il bazedoxifene viene metabolizzato da enzimi uridin difosfato glucuronosiltransferasi (UGT) nel tratto intestinale e nel fegato . Il metabolismo del bazedoxifene può essere incrementato dall'uso concomitante di sostanze note per indurre gli UGT, quali rifampicina, fenobarbital, carbamazepina e fenitoina, e questo può portare a una minore concentrazione sistemica del bazedoxifene. Una riduzione dell'esposizione al bazedoxifene può essere associata a un aumento del rischio di iperplasia dell'endometrio. Se compaiono metrorragie da interruzione o perdite dopo qualche tempo dall'inizio della terapia, o se si protraggono dopo che il trattamento è stato interrotto, si dovrà accertarne la causa, con esami che potranno comprendere una biopsia dell'endometrio per escludere la presenza di tumore maligno .

Il bazedoxifene non è soggetto o è soggetto solo minimamente al metabolismo mediato dal citocromo P450 (CYP). Il bazedoxifene non induce né inibisce l'attività dei principali isoenzimi del CYP ed è improbabile che interagisca con medicinali somministrati in concomitanza per effetto del metabolismo mediato dal CYP.

Non sono state rilevate interazioni farmacocinetiche significative tra il bazedoxifene e i seguenti medicinali: ibuprofene, atorvastatina e azitromicina o un antiacido contenente idrossidi di alluminio e magnesio. Sulla base delle caratteristiche di legame del bazedoxifene con le proteine plasmatiche

in vitro, le interazioni con warfarin, digossina o diazepam sono improbabili.



POSOLOGIA E MODO DI SOMMINISTRAZIONE



Come si usa Duavive 0,45 mg + 20 mg 28 compresse a rilascio modificato

Posologia

Per l'inizio e il proseguimento del trattamento dei sintomi postmenopausali deve essere impiegata la dose minima efficace per la più breve durata possibile .

La dose raccomandata di DUAVIVE è di 0,45 mg di estrogeni coniugati (EC) e 20 mg di bazedoxifene da assumere sotto forma di una singola compressa orale, una volta al giorno.

Se una compressa viene dimenticata, dovrà essere assunta appena la paziente se ne ricorda. La terapia dovrà quindi essere continuata come prima. Se si è dimenticata più di una compressa, si dovrà assumere solo la più recente; la paziente non dovrà assumere il doppio della dose normale per compensare le compresse dimenticate.

Popolazioni speciali

Anziani

DUAVIVE non è stato studiato in donne di età superiore ai 75 anni. In base ai dati disponibili non è necessario nessun adattamento del dosaggio in funzione dell'età . L'esperienza nel trattamento di donne di età superiore ai 65 anni è limitata.

Danno renale

La farmacocinetica degli EC/bazedoxifene non è stata valutata in pazienti che presentano danno renale. L'impiego in questa popolazione non è pertanto raccomandato .

Compromissione epatica

La sicurezza e l'efficacia degli EC/bazedoxifene non sono state valutate in pazienti che presentano compromissione epatica. L'impiego in questa popolazione è controindicato .

Popolazione pediatrica

L'impiego di DUAVIVE nella popolazione pediatrica non è rilevante.

Modo di somministrazione

Uso orale.

DUAVIVE può essere assunto a qualsiasi ora del giorno, a prescindere dai pasti . Le compresse devono essere ingerite intere.



SOVRADOSAGGIO



Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Duavive 0,45 mg + 20 mg 28 compresse a rilascio modificato

In caso di sovradosaggio di DUAVIVE, non esiste un antidoto specifico e il trattamento dovrà essere mirato ai sintomi.

I sintomi di sovradosaggio di medicinali contenenti estrogeni in adulti e bambini possono comprendere nausea, vomito, dolorabilità della mammella, capogiro, dolore addominale, sonnolenza/affaticamento; nelle donne si può presentare emorragia da interruzione (di contraccettivo).


CONSERVAZIONE



Non conservare a temperatura superiore ai 25 ºC.

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall'umidità.


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