Monoprost 50 mcg/ml collirio, soluzione 30 contenitori monodose 0,2 ml

Ultimo aggiornamento: 14 marzo 2018
Farmaci - Monoprost

Monoprost 50 mcg/ml collirio, soluzione 30 contenitori monodose 0,2 ml




INDICE SCHEDA



INFORMAZIONI GENERALI


AZIENDA

Laboratoires Thea

MARCHIO

Monoprost

CONFEZIONE

50 mcg/ml collirio, soluzione 30 contenitori monodose 0,2 ml

PRINCIPIO ATTIVO
latanoprost

FORMA FARMACEUTICA
collirio

GRUPPO TERAPEUTICO
Antiglaucoma

CLASSE
CN

RICETTA
medicinale soggetto a prescrizione medica

SCADENZA
24 mesi

PREZZO
14,00 €


INDICAZIONI TERAPEUTICHE



A cosa serve Monoprost 50 mcg/ml collirio, soluzione 30 contenitori monodose 0,2 ml

Riduzione della pressione intraoculare elevata in pazienti affetti da glaucoma ad angolo aperto e ipertensione oculare.


CONTROINDICAZIONI



Quando non dev'essere usato Monoprost 50 mcg/ml collirio, soluzione 30 contenitori monodose 0,2 ml

Ipersensibilità al principio attivo o a qualcuno degli eccipienti elencati al paragrafo (qui non riportato) 6.1.


AVVERTENZE E PRECAUZIONI D'USO



Cosa serve sapere prima di prendere Monoprost 50 mcg/ml collirio, soluzione 30 contenitori monodose 0,2 ml

Latanoprost può gradualmente cambiare il colore dell'occhio aumentando la quantità di pigmenti marroni nell'iride. Prima di iniziare il trattamento, i pazienti dovrebbero essere informati della possibilità di una variazione permanente del colore degli occhi. Il trattamento unilaterale può risultare in una eterocromia permanente.

Questo cambiamento nel colore dell'occhio è stato osservato principalmente in pazienti aventi iride a colorazione mista es. blu-marrone, grigio-marrone, giallo-marrone e verde-marrone. In studi con latanoprost, la comparsa della variazione avviene solitamente entro i primi otto mesi di trattamento, raramente durante il secondo e terzo anno, e non è stato riscontrato dopo il quarto anno di trattamento. Il grado di progressione di pigmentazione dell'iride diminuisce con il tempo ed è stabile per cinque anni. L'effetto di aumentata pigmentazione non è stato valutato oltre i cinque anni. In uno studio in aperto di 5 anni sulla sicurezza di latanoprost, il 33% dei pazienti ha sviluppato pigmentazione dell'iride . Nella maggioranza dei casi il cambiamento del colore dell'iride è lieve e spesso non osservabile clinicamente. L'incidenza varia dal 7 all'85% in pazienti con iridi di colore misto con la maggiore incidenza in pazienti con iridi giallo-marrone. Nessun cambiamento è stato riscontrato in pazienti con occhi di colore omogeneo blu e solo raramente in pazienti con occhi di colore omogeneo grigio, verde o marrone.

Il cambiamento di colore è dovuto ad un aumento della melanina nei melanociti dello stroma dell'iride e non ad un aumento del numero dei melanociti. Di solito la pigmentazione marrone attorno alla pupilla si diffonde concentricamente verso la zona periferica dell'occhio interessato, ma può interessare tutta l'iride o settori di essa. Dopo la sospensione del trattamento non si è riscontrata un'ulteriore pigmentazione marrone dell'iride.

Gli studi clinici fino ad oggi disponibili, hanno dimostrato che il cambiamento di colore non è riferibile ad alcun sintomo o alterazioni patologiche.

Né nevi nè areole dell'iride sono stati influenzati dal trattamento. Gli studi clinici non hanno evidenziato accumulo di pigmento nel trabecolato o in qualsiasi altra parte della camera anteriore. Sulla base di un'esperienza clinica di 5 anni, l'aumento della pigmentazione dell'iride non ha mostrato determinare alcuna conseguenza di natura clinica negativa e la somministrazione di latanoprost può essere continuata se si manifesta la pigmentazione dell'iride. I pazienti comunque devono essere controllati regolarmente e in caso di peggioramento del quadro clinico, il trattamento con latanoprost può essere interrotto.

Vi è un'esperienza limitata sul latanoprost nel glaucoma cronico ad angolo chiuso, in pazienti pseudofachici con glaucoma ad angolo aperto e nel glaucoma pigmentario. Non c'è esperienza di latanoprost nel glaucoma infiammatorio e neovascolare, in condizioni di infiammazione oculare o nel glaucoma congenito. Latanoprost non ha alcuno o scarsi effetti sulla pupilla, ma non si ha sufficiente esperienza in merito ad attacchi acuti di glaucoma ad angolo chiuso. Si deve usare cautela nell'impiego di latanoprost in queste circostanze, finché la casistica non sarà opportunamente ampliata.

Sono disponibili dati limitati sull'uso di latanoprost durante il periodo perioperatorio nell'intervento di cataratta. Latanoprost deve essere usato con cautela in questi pazienti.

Latanoprost deve essere usato con cautela in pazienti con storia di cheratite erpetica, e dovrebbe essere evitato in caso di cheratite da erpes simplex attiva e in pazienti con storia di cheratite erpetica ricorrente associata con analoghi delle prostaglandine.

Si sono verificati casi di edema maculare prevalentemente in pazienti afachici, in pazienti pseudoafachici con rottura della capsula posteriore del cristallino o delle lenti in camera anteriore, o in pazienti con fattori di rischio noti per l'edema maculare cistoide (come retinopatia diabetica e occlusione venosa retinica). Latanoprost deve essere usato con cautela nei pazienti afachici, nei pazienti pseudoafachici con rottura della capsula posteriore del cristallino o delle lenti in camera anteriore, o in pazienti con fattori di rischio noti per l'edema maculare cistoide.

Latanoprost può essere usato con cautela in pazienti con fattori di rischio noti predisponenti alle iriti/uveiti.

Vi è una limitata esperienza su pazienti asmatici, ma nel periodo post marketing sono stati segnalati casi di peggioramento dell'asma e/o dispnea. Pertanto i pazienti asmatici devono essere trattati con cautela, fino a quando non vi è sufficiente esperienza, vedere anche il paragrafo (qui non riportato) 4.8.

È stata osservata una discolorazione della cute periorbitale, riportata nella maggioranza delle segnalazioni in pazienti giapponesi. Ad oggi i dati hanno mostrato che la discolorazione della cute periorbitale non è permanente e in qualche caso è reversibile mentre si continua il trattamento con latanoprost.

Latanoprost può gradualmente modificare le ciglia e la peluria dell'occhio trattato e dell'area circostante; questi cambiamenti includono l'allungamento, l'ispessimento, la pigmentazione e l'infoltimento delle ciglia o della peluria e la crescita di ciglia con orientamento anomalo. I cambiamenti delle ciglia sono reversibili con la sospensione del trattamento.

MONOPROST contiene macrogolglicerolo idrossistearato (olio di ricino poliossile idrogenato) che può causare reazioni cutanee. Non ci sono attualmente informazioni disponibili sulla sicurezza a lungo termine su tale eccipiente.


INTERAZIONI



Quali farmaci o principi attivi possono interagire con l'effetto di Monoprost 50 mcg/ml collirio, soluzione 30 contenitori monodose 0,2 ml

Non sono disponibili dati definitivi sulle interazioni del medicinale.

Sono stati segnalati casi di innalzamento paradossale della pressione intraoculare in seguito alla concomitante somministrazione oftalmica di due analoghi delle prostaglandine. Pertanto la somministrazione di due o più prostaglandine, analoghi delle prostaglandine o derivati delle prostaglandine non è raccomandata.


POSOLOGIA E MODO DI SOMMINISTRAZIONE



Come si usa Monoprost 50 mcg/ml collirio, soluzione 30 contenitori monodose 0,2 ml

Posologia

Dosaggio raccomandato per gli adulti (inclusi gli anziani):

La terapia raccomandata è una goccia una volta al giorno nell'occhio(i) affetto(i). Si ottiene un effetto ottimale se MONOPROST è somministrato alla sera.

Il dosaggio di MONOPROST non deve essere superiore a una volta al giorno poichè è stato dimostrato che la somministrazione più frequente riduce l'effetto ipotensivo sulla pressione intraoculare.

In caso di mancata somministrazione di una dose, il trattamento deve continuare normalmente con la dose successiva.

Popolazione pediatrica:

Non vi sono dati disponibili sulla formulazione con MONOPROST.

Modo di somministrazione

Uso oftalmico.

Come per ogni collirio, al fine di limitarne l'assorbimento sistemico, si raccomanda di comprimere il sacco lacrimale a livello del canto mediale (occlusione puntale) per un minuto. Questo deve essere effettuato immediatamente dopo l'instillazione di ogni goccia.

Le lenti a contatto devono essere rimosse prima dell'instillazione del collirio e possono essere riapplicate dopo 15 minuti.

Se si usa più di un farmaco oftalmico ad uso topico, i farmaci devono essere somministrati almeno cinque minuti l'uno dall'altro.

Un monodose contiene una quantità di collirio soluzione sufficiente a trattare entrambi gli occhi.

Solo per uso singolo.

Questo medicinale è una soluzione sterile che non contiene conservanti. La soluzione di ogni monodose deve essere usata e somministrata nell'occhio(i) affetto(i) immediatamente dopo l'apertura. Poichè la sterilità non può essere mantenuta dopo l'apertura del contenitore monodose, ogni residuo di contenuto deve essere eliminato immediatamente dopo la somministrazione.

I pazienti devono essere istruiti a:

  • evitare il contatto tra la punta del contenitore contagocce e l'occhio o le palpebre,
  • usare il collirio soluzione subito dopo la prima apertura del contenitore monodose ed eliminare il monodose dopo l'uso.



SOVRADOSAGGIO



Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Monoprost 50 mcg/ml collirio, soluzione 30 contenitori monodose 0,2 ml

A parte l'irritazione oculare e l'iperemia congiuntivale, non vi sono altri effetti collaterali noti in caso di sovradosaggio di MONOPROST.

Se MONOPROST è ingerito accidentalmente può essere utile quanto segue: un contenitore monodose contiene 10 microgrammi di latanoprost. Più del 90% è metabolizzato dal fegato per l'effetto di primo passaggio. L'infusione venosa di 3 microgrammi/kg in volontari sani ha prodotto una concentrazione plasmatica 200 volte superiore a quella osservata durante il trattamento clinico e non ha provocato sintomi, ma alla dose di 5.5-10 microgrammi/kg ha provocato nausea, dolore addominale, capogiri, stanchezza, vampate di calore e sudorazione. Nelle scimmie, latanoprost è stato somministrato per via endovenosa in dosaggio fino a 500 microgrammi/kg senza effetti maggiori sul sistema cardiovascolare.

Nelle scimmie la somministrazione per via endovenosa è stata associata a broncocostrizione transitoria. Comunque, nei pazienti affetti da asma bronchiale moderata, la somministrazione di una dose di latanoprost pari a sette volte la dose clinica di MONOPROST non ha provocato broncocostrizione.

In caso di sovradosaggio di MONOPROST, il trattamento dovrebbe essere sintomatico.


EFFETTI INDESIDERATI



Quali sono gli effetti collaterali di Monoprost 50 mcg/ml collirio, soluzione 30 contenitori monodose 0,2 ml

La maggior parte degli eventi avversi riguarda sistema oculare. In uno studio della durata di 5 anni in aperto di riferimento su latanoprost, il 33% dei pazienti ha sviluppato pigmentazione dell'iride . Altre reazioni avverse a carico dell'occhio sono generalmente transitorie e sono dose dipendenti.

Le reazioni avverse e la relativa frequenza riportate qui di seguito sono quelle descritte per il prodotto di riferimento. Le reazioni avverse sono classificate in base alla frequenza come segue: molto comuni (≥ 1/10), comuni (≥ 1/100 e <1/10), non comune ( ≥1/1000 e < 1/100), raro (≥ 1/100000 e < 1/1000) e molto raro (< 1/10000). Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Infezioni e infestazioni:

Non nota. Cheratite erpetica.

Patologie dell'occhio:

Molto comune: Aumento della pigmentazione dell'iride; iperemia congiuntivale da lieve a moderata; irritazione dell'occhio (bruciore, sensazione di sabbia nell'occhio, prurito, dolore puntorio e sensazione di corpo estraneo); cambiamenti nelle ciglia e nella peluria (aumento della lunghezza, dello spessore, della pigmentazione e del numero) (nella maggioranza dei casi nella popolazione giapponese).

Comune: Erosioni epiteliali puntate transitorie, per lo più senza sintomi; blefarite; dolore dell'occhio.

Non comune: Edema della palpebra; occhio secco; cheratite; offuscamento della visione; congiuntivite.

Raro: Irite/uveite (maggiormente riscontrate in pazienti con concomitanti fattori predisponenti); edema maculare; edema della cornea sintomatico ed erosioni; edema periorbitale; alterato orientamento delle ciglia e conseguente irritazione oculare; ulteriore fila di ciglia in corrispondenza dell'apertura delle ghiandole di Meibomio (distichiasi), fotofobia.

Molto raro: Alterazioni periorbitali e palpebrali dovute all'approfondimento del solco palpebrale.

Non nota: Ciste dell'iride.

Patologie del sistema nervoso:

Non nota: Mal di testa, capogiri.

Patologie cardiache:

Molto raro: Peggioramento dell'angina in pazienti con patologia preesistente.

Non nota: Palpitazioni.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche:

Raro: Asma, peggioramento dell'asma e dispnea.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:

Non comune: Esantema della cute.

Raro: Reazione cutanea localizzata sulle palpebre; inscurimento della cute palpebrale.

Patologie del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo:

Non nota: Mialgia; artralgia.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione:

Molto raro: Dolore toracico.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta all'Agenzia Italiana del Farmaco attraverso il sito web: http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.


CONSERVAZIONE



Conservare a temperatura inferiore ai 25° C.

Per la conservazione del medicinale dopo la prima apertura, vedere paragrafo (qui non riportato) 6.3.


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