Attacchi d'ira

24 aprile 2010

Attacchi d'ira


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18 aprile 2010

Attacchi d'ira

Salve,

anzitutto vi ringrazio per il servizio che offrite e per la chiarezza dei contenuti di questo sito.

Vi scrivo perche' ho il seguente problema.

Ho 41 anni e sono fidanzato e convivo da un anno e mezzo con una donna di 38. Dopo qualche mese che uscivamo insieme ho notato che in particolari condizioni lei aveva scatti d'ira che la portavano ad alzare la voce e alla fine urlare come una matta.

Gli scatti si manifestano a conclusione di una discussione tra me e lei, iniziata per motivi ogni diversi. Tengo a sottolineare che nel giro di un anno ha mostrato 6 o 7 scatti d'ira.

Il motivo scatenante e' la mia richiesta di ottenere da lei qualcosa.
Ricordo ad esempio una nostra discussione:

una domenica pomeriggio verso le 5 torniamo a casa dal supermercato con le borse. Sono molto stanco e le comunico che ho bisogno di stendermi sul letto. Lei accende la radio e io le chiedo di usare le cuffie senza filo, lei dice che non puo' usarle perche' deve stirare. A breve nasce una discussione che sfocia con una sua esplosione d'ira, condita con una bruttissima parolaccia. Io mi metto il cappotto e torno a casa mia con addosso molta amarezza.

Lei reputa le mie richieste come imposizioni.

Sono seriamente preoccupato perche' credevo che il mio amore per lei fosse sufficiente a farla ragionare e a non farla piu' esplodere, e invece mi accorgo che le cose proseguono e se possibile peggiorano.

Tengo a precisare due cose:

1) Lei si e' sempre scusata dopo ogni manifestazione

2) Qualche volta, per non sentirla urlare, prendevo la porta di casa e me ne tornavo a casa mia per qualche giorno, molto amareggiato.


Ho letto l'articolo di Marco Malagutti e qualcosa ho capito.
Sono molto molto preoccupato perche' questa cosa mi spaventa per il futuro.

Vi chiedo gentilmente se e come questa cosa e' curabile.

Grazie per ogni vostro suggerimento,
Un utente

Risposta del 24 aprile 2010

Risposta a cura di:
Dott.ssa MILENA DE MARINIS


Nella mia esperienza, credo che si tratti di aspetti caratteriali in un soggetto adulto e mentalmente copletamente formato.
Dato che difficilmente si riesce a modificare il proprio carattere, pensi lei se la vita con una persona che si comportanei modi che ha descritto le è consona e la rende felice.
Non ci troviamo di fronte ad una malattia e quindi non la possibilità di agire con delle terapie.

Dott. Ssa Milena De Marinis
Universitario
Specialista in Neurologia
Roma (RM)

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