Carcinuma uroteliale in situ

06 marzo 2006

Carcinuma uroteliale in situ




27 febbraio 2006

Carcinuma uroteliale in situ

Un anno fa, mio padre, 66 anni allora, è stato operato per un papilloma alla vescica che poi l'esame istologico ha rivelato essere un carcinoma in situ. Di seguito riporto l'esatta indicazione dell'esame istologico: Materiale in esame: frammenti CA papillare vescicale Dati clinici: K vescica Descrizione macroscopica: discreta quantità di materiale bioptico, frustolato Giudizio diagnostico: frammenti di parete vescicale edematosa, alcuni dei quali disepitelizzati, sede di flogosi prevalentemente cronica organizzata talora in aggregati linfoidi con aspetti morfologici da carcinoma uroteliale in situ. In seguito alla TURB, mio padre è stato sottoposto ad un ciclo di instillazioni vescicali con chemioterapico "gemcitalbina" (poiché non poteva fare il BCG) e cistoscopia periodica. A distanza di un anno esatto, nel mese di gennaio 2006, gli è stato riscontrato un edema alla vescica. Il medico consigliava di prendere degli antibiotici e riproporsi a controllo dopo circa 1 mese e mezzo. Nella metà di febbraio, dunque, mio padre si sottoponeva nuovamente a cistoscopia e l'edema è ancora persistente, con una fine granulazione. Gli veniva consigliato di ripassare tra tre mesi, ma molto scrupolosamente il medico che lo ha operato gli consiglia di fare una biopsia, che gli verrà effettuata credo agli inizi della prossima settimana. Da sottolineare che l'esame citologico è andato bene. Ho letto molto in internet, in questi giorni. Volevo pertanto sottoporvi le seguenti domande: 1. Dall'esame istologico che vi ho scritto, si può dedurre il "grado G" del tumore? Ho notato che per il carcinoma in situ non è mai specificato: ciò significa che è G3? 2. Nello stesso esame, cosa si intende per "discreta quantità"? 3. Tenuto conto che per 1 anno non c'è stata recidiva, nel caso adesso si presenti quali sono le probabilità che il tumore sia progredito? 4. Nel caso in cui ci si ritrovi con un carcinoma in situ, è consigliabile un'altra TUR (e poi, bisognerebbe cambiare farmaco chemioterapico per le instillazioni?) o una cistectomia radicale? E se viene operata una cistectomia radicale, quale sarà il follow-up e le possibilità che il tumore si ripresenti in altre parti? 5. Traendo le somme, c'è da stare eccessivamente preoccupati o la diagnosi è ancora buona? Un tempo di prima recidiva di un anno di un carcinoma in situ come si colloca? Spero di essere stato chiaro. Vi ringrazio in anticipo della risposta, che spero sia più celere possibile. Grazie ancora e scusatemi. Sono molto preoccupato.

Risposta del 06 marzo 2006

Risposta a cura di:
Dott. STEFANO DI NICOLA


Rispondere a tutte le sue domande è impossibile: non abbiamo la sfera di cristallo!!!
Comunque il Ca in situ è sempre G3. Qualora vi sia una recidiva deve essere resecata (valutare attentamente la monofocalità o la plurifocalità). Cambiare la chemioterapia topica non è facile perchè l'alternativa è solo il BCG (che però non può essere utilizzato). Per quanto riguarda l'indicazione alla cistectomia ci si deve affidare all'urologo che utilizza protocolli, ormai, internazionali.

Dott. stefano di nicola
Casa di cura convenzionata
Specialista attività privata
Specialista in Urologia
GROTTAFERRATA (RM)

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