Danni da cannabis

29 settembre 2014

Danni da cannabis




24 settembre 2014

Danni da cannabis

Salve sono una ragazza di 21 anni. Per diversi anni ho fatto uso di cannabis a partire dai 16-17 anni ed ho smesso da alcuni mesi. Già un anno fa in seguito ad un periodo depressivo smisi di farne uso, ma non appena ricominciai a sentirmi un po' più sollevata ripresi a fumare e a frequentare le vecchie amicizie; questo mi aiutò a rimettermi almeno per il momento. Da giugno di quest'anno (anche se con alcuni ma rari riutilizzi) ho deciso nuovamente di smettere poichè la sostanza non mi permetteva di vivere tutti gli aspetti di una vita soddisfacente ed attiva che mi consentisse anche di sostenere gli esami universitari. Arrivando al dunque, mi ritrovo ora con alcuni problemi tra i quali difficoltà di concentrazione, scarsa memoria in fatto di nomi (se mi dicono un nome nuovo in una conversazione esempio di artista o personaggio famoso fatico a ricordarlo nonostante me lo ripeti), un peggioramento nel liguaggio, poco fluido, non mi vengono in mente termini o parole e spesso li sbaglio, lentezza nel concentrarsi su due cose contemporaneamente. Questo mi crea molto disagio essendo anche una persona emotiva e che si abbatte facilmente, con il risultato tra l'altro che continuo a rimuginare sugli sbagli che faccio. Riconosco i miei errori, ma cambiare il passato non è possibile. Volevo sapere se potrebbero considerarsi sintomi d'astinenza oppure dovrei in qualche modo rassegnarmi a questo declino cognitivo e sperare di migliorare con degli esercizi e continuando lo studio (esistono terapie di recupero in questo senso?quali esercizi prediligere?). Dovrei fare una visita neurologica? Aspetto una risposta in ogni caso confortante. Grazie in anticipo.

Risposta del 29 settembre 2014

Risposta a cura di:
Dott. MARCO PAOLEMILI


Quelli che descrive non sintomi da astinenza da cannabis. Ha fatto bene a smettere. quello che le stava accadendo lo descrive bene lei ed è quello che succede a molte persone che assumono cannabinoidi: " la sostanza non mi permetteva di vivere tutti gli aspetti di una vita soddisfacente ed attiva che mi consentisse anche di sostenere gli esami universitari".
Quello che le succede ora può essere in parte dovuto agli effetti tossici che ha il THC (principio attivo della cannabis) sul sistema nervoso: calo delle prestazioni cognitive. Fortunatamente, essendo giovane, il suo cervello recupererà le sue funzioni e, se non fumerà più cannabis, tornerà ad essere brillante come prima e più di prima. Non si deve abbattere dunque, ma deve andare avanti, tenendo attivo il suo cervello, studiando, coltivando degli interessi e delle relazioni sociali. Non ha bisogno di esercizi di stimolazione cognitiva, quelli sono riservati agli anziani, che hanno problemi cognitivi diversi dal suo.

Dott. Marco Paolemili
Medico Ospedaliero
Specialista attività privata
Ricercatore
Psicoterapia
Specialista in Psichiatria
Roma (RM)

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