Ematoma in paziente dializzata

07 settembre 2014

Ematoma in paziente dializzata




31 agosto 2014

Ematoma in paziente dializzata

Gent. Medici Vi scrivo per delucidazioni in merito al caso di mia moglie purtroppo venuta a mancare circa un mese fa a soli 48 anni. In breve la sua storia:paz. Dializzata da circa 24 aa(3 gg. a sett. ), per varie cause interv. per perf. Ne diverticolare, polmonite, e nei primi aa chiamata per trapianto solo come 2^scelta quindi mai effettuato era in lista definitiva da 5 anni. Ad ott. 2013 ha avuto anche FA con CVE avvenuta solo a febbr. 2014. Già ad ott. 2013 era stata instaurata terapia con Coumadin, proseguita anche dopo la CVE oltre alle solite medicine per ipert. Ne che prendeva da sempre. Nel frattempo è stata chiusa la vecchia fistola artero venosa al braccio sn. , ne è stata approntata un altra al braccio dx. ed è stato inserito un CVC. Che ancora portava. Il 9 luglio 2014 recidiva della FA con CVE effettuata nella stessa giornata in pronto soccorso con proseguimento della solita terapia. All'improvviso il 19 luglio senza nessun preavviso mentre misurava la p. A. in casa è scivolata in terra iniziando ad avere fase di afasia e probabile emiparesi del braccio e gamba sn. I primi 7-8 minuti ha risposto anche a mie domande mentre si attendeva l'intervento del 118 che avevo chiamato che mi ha detto nel portarla via che era già in coma.
Circa 1 ora dopo dal fatto era comunque in rian. Ne, lo stesso medico dopo la tac e consulto ha detto che non si poteva intervenire chirurgicamente la situazione era gravissima, portata in T. I. dopo 2 gg. ed esame eecf piatto è stata dichiarata deceduta. Questo il referto tac:voluminoso ematoma intraparenchimale(circa64mmx59mmx51mm) in sede nucleo-capsulare a ds, etc Cortesemente chiedo: 1)come mai studi esteri riportano l'inutilità del coumadin nei dializzati ed anzi il maggior rischio di sanguinamento e qui si continua a proporlo senza cercare alternative meno rischiose?2)come mai con questa sit. Ne devastante non ci sia stato alcun sintomo premonitore nei gg precedenti e men che meno fino al momento dell'accaduto? Grazie x le risposte.

Risposta del 07 settembre 2014

Risposta a cura di:
Dott. NICOLA GIOTTA


L'obiettivo della cosiddetta'anticoagulazione'del sangue e', per il medico, quello di prevenire la formazione dei trombi che possono essere molto pericolosi per la vita. Si pensi alla tromboembolia polmonare, gli ictus ischemici, l'Infarto del miocardio, ancor più per il soggetto in dialisi. Tutti i farmaci usati mettono a rischio del problema opposto, cioè il rischio emorragico. Nel caso del warfarin (ilcoumadin ), il rischio viene tenuto sotto controllo monitorando l'INR, che viene mantenuto entro certi limiti proprio a scopo protettivo. Questo controllo tuttavia non è sempre possibile per gli altri anticoagulanti, pertanto a volte si evita di usarli proprio per questo. Cioè il medico non ha la possibilità di monitorarne il funzionamento. Inoltre non tutti i nuovi farmaci anticoagulanti sono stati studiati nel soggetto in dialisi che risulta più difficile da trattare perché sottoposto tre volte a settimana a un supplemento di anticoagulante utilizzato nel circuito macchina, el alcuni sono controindicati nell'insufficienza renale.
Nel caso descritto mi sembra ci sia stata una prescrizione più cardiologica che nefrologica pertanto tutti i medici che hanno visitato sua moglie hanno ritenuto utile l'uso delwarfarin come prevenzione per fatti ischemici cerebrali da trombi a partenza dal cuore affetto da FA.
In merito ai tempi di insorgenza dell'emorragia cerebrale, potrà essere più preciso uno specialista Neurochirurgo, tuttavia posso anticipare che a volte bastano pochi minuti per lo sviluppo di un quadro come quello descritto e diventa evidente e sintomatico (i cd segni di lato: emiparesi braccio e gamba) quando vi è un effetto massa, cioè il tessuto nervoso viene compresso, in qs caso dall'ematoma.
Se l'ematoma e'piccolo non determina effetto massa e passa inosservato.
Spero di aver soddisfatto almeno in parte il suo bisogno di risposte

Dott. Nicola Giotta
Medico Ospedaliero
Specialista in Nefrologia
Asti (AT)

Ultime risposte di Rene e vie urinarie


Vedi anche:


Ultimi articoli
Seguici su:

Seguici su FacebookSeguici su Youtube