Fibromi uterini: quale soluzione?

15 settembre 2017

Fibromi uterini: quale soluzione?




11 settembre 2017

Fibromi uterini: quale soluzione?

Buongiorno.
Da una visita ginecologica mi è stato riscontrato un fibroma posteriore intramurale a salienza sottosierosa di 40x34 mm con tipica vascolarizzazione e altro fibroma anteriore di 13 mm. Il fibroma più grande sporge completamente sul profilo superiore del fondo dell'utero. Un ecoaddome risalente a due anni e mezzo fa non rivelava anomalie.
Ho 46 anni, attualmente non accuso sintomatologia se non a volte gonfiore addominale, non sono anemica e ad oggi il flusso del ciclo più consistente dura al massimo 3 giorni anche se leggermente più abbondante del solito.
Mi è stato consigliato di controllare la crescita dei fibromi fra 6 mesi e nel caso si fossero ingrossati di programmare un intervento di asportazione in laparoscopia.
La mia idea è che un approccio di questo tipo non sfrutterebbe l'approssimarsi della menopausa, che da sola poi farebbe la sua parte. Ossia aspettando di vedere se i fibromi sono in crescita, senza fare nulla di preventivo per contenerne le dimensioni, rischio di ritrovarmeli aumentati e di andare incontro a un inevitabile intervento.
Mi è stato anche detto che le cure farmacologiche alternative sono la pillola anticoncezionale e un farmaco per ridurre i fibromi che è prescrivibile però solo in vista di un successivo intervento chirurgico. Questa informazione è corretta?
Quale percorso di cura sarebbe più indicato al mio caso ed eventualmente che tipo di chirurgia?
Grazie mille.

Risposta del 15 settembre 2017

Risposta a cura di:
Dott.ssa MARIA TERESA SILVESTRI


I fibromi non sono pericolosi e una cura viene fatta solo se danno sintomi. Quindi il consiglio del suo curante è assolutamente corretto, si ricontrollano nel tempo e si tolgono solo se crescono rapidamente. Quindi niente pillola e niente Esmya, fantastico e costosissimo (per la collettività, perchè per chi ha le indicazioni è gratis) farmaco che permette di evitare molti interventi chirurgici o, eventualmente, in previsione di una chirurgia, di ridurre l'anemia (sempre in donne che abbiano una grave anemia sicuramente imputabile alla fibromatosi o sintomatologia dolorosa non altrimenti trattabile).

Dott. Ssa maria teresa silvestri
Medicina Territoriale
Specialista in Ginecologia e ostetricia
Asolo (TV)

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