Fibrosi dei corpi cavernosi

15 novembre 2019

Fibrosi dei corpi cavernosi




08 novembre 2019

Fibrosi dei corpi cavernosi

Come si cura e cosa si può fare per curare la fibrosi dei corpi cavernosi? cosa si deve evitare e come si può curare? Grazie

Risposta del 12 novembre 2019

Risposta a cura di:
Dott. FRANCO ZAMBELLO


Le consiglio di sottoporsi a Visita Specialistica : ANDROLOGO o UROLOGO-ANDROLOGO che le consiglierà indagini strumentali ed ad eventuale cura.

Dott. Franco Zambello
Medicina generale convenz.
Rovigo (RO)
Risposta del 15 novembre 2019

Risposta a cura di:
Dott. GIOVANNI BERETTA


Gentile lettore,

una fibrosi dei corpi cavernosi, conosciuta anche come l'Induratio Penis Plastica (IPP) o malattia di La Peyronie, è una patologia caratterizzata dalla formazione di placche fibrotiche all'interno della tunica albuginea del pene.

Questa malattia è facilmente associata a dolore e spesso a curvature anomale del pene durante l'erezione, nelle fasi più avanzate della malattia possono subentrare disturbi dell'erezione.
La causa della malattia è poco nota. Molti sono i fattori ipotizzati e spesso associati alla patologia. Tra questi i traumi sono ritenuti i più importanti, soprattutto i microtraumatismi che causano sanguinamento e successiva deposizione di fibrina con attivazione della normale reazione infiammatoria.

Altri fattori chiamati in causa sono quelli vascolari (aterosclerosi, ipertensione arteriosa) ed infettivi (uretriti, ecc. ).

Una recente osservazione che antigeni HLA della classe II sono più comuni in uomini con induratio penis plastica fa ritenere molto suggestiva una causa autoimmunitaria.

Il disturbo erettivo interessa circa il 40% degli uomini colpiti da malattia di La Peyronie e le cause sembrano da imputare ad un problema vascolare di tipo arterioso, quando la placca allunga e assottiglia i vasi, oppure di tipo venoso per l'alterazioni dei normali meccanismi di occlusione venosa con conseguente aumentata fuga del sangue dai corpi cavernosi.

La malattia presenta un decorso molto variabile e a volte capita anche di osservare una risoluzione spontanea della placca. Per questo motivo il trattamento deve essere all'inizio di tipo farmacologico, conservativo con l'utilizzo di prodotti a base di vitamina E, farmaci antiinfiammatori ed “antifibrotici” (tra questi vi è il PABA, cioè l’acido parammino benzoato di potassio).

Sono state provate anche altre terapie come gli ultrasuoni, la diatermia, la laserterapia, le iniezioni intraplacca di farmaci antinfiammatori o di collagenasi.

Da ultimo solo a nodulo stabilizzato ed in presenza di gravi incurvamenti o disturbi dell'erezione, può essere utile ricorrere ad un trattamento chirurgico che può prevedere l'inserimento di una protesi oppure l'uso di tecniche di chirurgia plastica che permettono l'escissione della placca stessa e la correzione dell'incurvamento.

Un cordiale saluto


Dott. Giovanni Beretta
Specialista attività privata
Specialista in Urologia
Specialista in Andrologia
Milano (MI)

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