Ipertrofia vs .disfunzione diastolica  tipo 1

05 aprile 2015

Ipertrofia vs .disfunzione diastolica tipo 1




30 marzo 2015

Ipertrofia vs .disfunzione diastolica tipo 1

Salve. Scrivo per avere cortesemente un parere sulla mia situazione cardiologica fonte per negli ultimi tempi di forte apprensione. Ho 68 anni. Fin da ragazzo ho sofferto di sporadiche crisi di tachicardia parossistica. A 50 anni in seguito a episodio di fibrillazione, regredito farmacologicamente, sono stato sottoposto a studio elettrofisiologico con esito: TPSV DA RIENTRO NODALE. Dopo essere stato in cura per una decina di anni con sotalolo, per la ricomparrsa di disturbi del ritmo sono stato sottoposto ad ablazione perTPSV, sostanzialmente efficace anche se ho dovuto continuare ad assumere metoprololo (attualmente bisoprololo), asa, e farmaci per controllare adeguatamente l'Ipertensione divenuta negli anni da lieve a media. Attualmente tra i contorlli eseguiti sia per routine, sia per persistenti fastidi inerenti pressione e palpitazioni palpitazioni, a preoccuparmi particolarmente sono i referti degli ultimi ecocardio sui quali qualche specialista ha espresso valutazioni piuttosto allarmate e pessimistiche. Questi i referti:
1° - Funzione sistolica globale del ventricolo dx normale. Funzione sistolica globale del ventricolo sx normale con FE di circa 55%. Funzione sistolica segmentaria del ventricolo sx normale. DISFUNZIONE DIASTOLICA DEL VENTRICOLO SX DI 1° grado. Lieve ipertrofia del siv. Lieve Insufficienza tricuspidale con PAPs stimata ai limiti alti della norma. Dimensioni cavitarie normali. Pericardio normale.

2° - VS di normali dimensioni con conservata funzione sistolica FE: 60% in assenza di anomalie della cinesi segmentale. Pattern diastolico da alterato rilasciamento. Radice aortica ed aorta ascendente nei limiti. Valvola aortica, tripartita e continente. Minima insufficienza mitralica. Sezioni destre nei limiti con lieve insufficienza tricuspdale e PAPs 35 mmHg. Pericardio indenne.
Alla luce di tali referti chiedo all'esperto di esprimere un parere circa la gravità di un tale quadro e su che si può e conviene fare. Grazie.

Risposta del 05 aprile 2015

Risposta a cura di:
Prof. ALBERTO TITTOBELLO


Non capisco perché l'abbiano allarmata così tanto. I ventricoli funzionano bene, e questa è la cosa più importante. Gli atri hanno un rilasciamento ridotto, perchè fanno una fatica maggiore, dovuta alla insufficienza (peraltro minima) delle valvole. Non vedo particolari pericoli nella sua situazione. Sono d'accordo sulla terapia in corso.


Prof. Alberto Tittobello
Casa di cura privata
Specialista attività privata
Universitario
Specialista in Gastroenterologia
Specialista in Cardiologia
Milano (MI)

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