Malattie mentali ereditarie per forza?

01 febbraio 2005

Malattie mentali ereditarie per forza?




Domanda del 28 gennaio 2005

Malattie mentali ereditarie per forza?


Gentile dottore, ho un quesito un pò particolare da porle che cercherò di riassumere meglio che posso, inanzitutto ho 29 anni, sono mamma di due bimbi e figlia di un malato di mente. Sono cresciuta in un'ambiente per nulla sereno, mio padre era sempre depresso, faceva dentro e fuori dagli ospedali (reparto psichiatria) alternava periodi in cui era allegro e normale a periodi in cui era "cattivo" e quindi litigava praticamnete tutti i gg con mia madre. Non sò esattamente che tipo di disturbi precisi avesse, quello che sò è che aveva delle ossessioni, tipo dove era una certa cosa, come si chiamava quel tale, cose alcuanto leggere potrei dire sennonchè abbinate a depressione l'hanno portato a tentare il suicidio parecchie volte. Io l'ho sempre accusato di non volerci bene perchè noi potevamo essere lo scopo per vivere che cercava e che qualsiasi malattia andava combattuta, anzi, devo ammettere che non ho mai creduto che la malattia mentale nel suo caso fosse una realtà. Ora però la mia mente alcune volte mi fà degli scherzi tanto che mi chiedo, non starò diventando come lui? Non ho nessun desiderio di farla finita, anzi, sono felice di ogni gg che passo con la mia famiglia però talvolta ho dei pensieri ossessivi che compaiono dal nulla e per quanto io razionalizzi non riesco a scacciarli. Non ho nessuna intenzione di soccombere a nessuna malattia mentale e neanche di rivolgermi a qualche specialista in cui non credo, mi chiedo solo, sono destinata per forza ad ammalarmi come mio padre, la malattia mentale è per forza ereditaria?E se sì, quando in me si manifesta solo con qualche pensiero ricorrente, i miei figli in futuro non rischiano inevitabilmente di sofffrire di qualche disturbo ereditato dal nonno? La ringrazio per la risposta e la saluto
Risposta del 01 febbraio 2005

Risposta di:
Dott.ssa GIULIA MARIA D'AMBROSIO


Cara signora, l'ambiente difficile in cui ha vissuto ha lasciato le tracce. Non sia testarda, la prego, trovi una persona che la ispira con cui parlare di ciò che le capita.
Probabilmente quello che ha lei non ha connessione con quello che aveva suo padre, ma la vita difficile che viviamo e la progressione dell'età possono far diventare tale disturbo, che per ora riesce a nascondere, qualcosa di più pesante per la famiglia.
Rispetto il suo dolore, che la porta a vedere gli specialisti del settore con diffidenza. Capisco benissimo. Le ragioni però devono essere la spinta giusta per andare a scovare la persona giusta per lei, e mi creda, ho conosciuto diverse persone davvero splendide tra gli psicoterapeuti. Le ragioni non devono diventare un pregiudizio, altrimenti perderà quell'elasticità mentale utile a capire cosa le sta succedendo e a ritrovare la serenità.
Un caro abbraccio.

Dott.ssa Giulia Maria D'Ambrosio
Specialista attività privata
MILANO (MI)

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