Picchi di calore notturni.

28 gennaio 2006

Picchi di calore notturni.




25 gennaio 2006

Picchi di calore notturni.

Gentili dottori, sono una donna di 33 anni, sposata, senza figli. Da qualche anno sono iniziati degli episodi notturni di "vampate" di calore (mi sveglio per l'eccessivo caldo, sono completamente sudata e devo raffreddare me stessa e il letto prima di potermi nuovamente coricare, ma mi riaddormento rapidamente). Questi episodi sono diventati proggressivamente più frequenti: da sporadici, oggi capitano anche 3-4 volte nella stessa settimana e/o anche 2 volte per notte. Premetto che presto attenzione alla temperatura nella stanza (mai >17°) e a non coprirmi troppo. Ho fatto gli esami del sangue, prescritti dal medico (ematocrito, glucosio, ioni, proteina C) ma tutto è nella norma. Prendo la pillola. In questi ultimi due anni il mio peso è aumentato da 52Kg a 58Kg, senza aver aumentato la quantità di cibo consumata; parallelamente, mi risulta estremamente difficile riuscire a perdere peso, anche con forti rinunce. Avrei bisogno almeno di un suggerimento. Grazie

Risposta del 28 gennaio 2006

Risposta a cura di:
Dott. ALBERTO MOSCHINI


Potrebbe essere un funzionamento lievemente basso della tiroide, oppure un iniziale sindrome metabolica, "In questi ultimi due anni il mio peso è aumentato da 52Kg a 58Kg, senza aver aumentato la quantità di cibo consumata; parallelamente, mi risulta estremamente difficile riuscire a perdere peso, anche con forti rinunce", sta cominciando una sindrome metabolica, che va fermata subito, (iperinsulinemia, iinsulino-resistenza, obesità. . . . . . ); prima di tutto va calcolata l'analisi della composizione corporea, che ci dice i liquidi totali intra ed extracellulari, massa magra (muscolo), massa grassa (grasso), metabolismo basale, angolo di fase per valutare la permeabilità delle membrane cellulari, questa non è semplicemente una impedenziometria, ma qualcosa di più scientifico, aggiunta aquesta la valutazione degli elettroliti, con il TOMEEX, tomografia elettrolitica extracellulare, si può calcolare l' Elaborazione Diagnostica Nutrizionale, il carico glicemico delle 24 ore in base ai cibi assunti, andamento risultato metabolico finale, da cui si valuta esattamente i cibi da assumere. Inoltre si va a cercare quelle zone, 17, che sono in infiammazione asintomatica, per determinare l'origine dei sintomi vaghi e aspecifici. Le due cose unite determinano uno squilibrio ormonale, acuito dall'assunzione della pillola, che non sempre è innocua, le consiglio:
Transaminasi, gammaGT,
emocromo e formula, piastrne, Tipizzazione linfocitaria e sottopopolazioni:
CD3, CD4, CD5, CD8, CD19, CD20, CD16/56, CD23, CD25,
anticorpi sierici anti tireoglobulina
anticorpi sierici anti microsoma tiroideo (TPO)
Tireoglobulina
anticorpi sierici anti recettore TSH (anti TRAK)
FT3, FT4, TSH
· ANTICORPI ANTI-CHLAMYDIA PNEUMONIAE lgG e lgM
· ANTICORPI ANTI-CHLAMYDIA TRACHOMATIS ]gG e lgA
ANTICORPI ANTI-CITOMEGALOVIRUS lgG e lgM
· ANTICORPI ANTI-EPSTEIN BARR (EBNA-IgG, EBNA-IGM, VCA-IGG, VCA-IGM, EA-IGG, EA-IGM)
· ANTICORPI ANTI-HELICOBACTER PYLORI lgG e lgA
per una valutazione più completa della sua sintomatologia

SAluti

Dott. Alberto Moschini
Specialista in Medicina alternativa (omeopatia, agopuntura. . . )
MASSA (MS)

Risposta del 28 gennaio 2006

Risposta a cura di:
Dott. TONINO GRASSO


L'assunzione della pillola può spiegare l'aumento di peso resistente alla dieta (ritenzione idrosalina) e le vampate in analogia a quanto avviene nella disendocrinia Menopausa le.

Dott. Tonino Grasso
Medicina Territoriale
MARTANO (LE)

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