Reflusso gastroesofageo ed intervento chirurgico

16 maggio 2002

Reflusso gastroesofageo ed intervento chirurgico




15 maggio 2002

Reflusso gastroesofageo ed intervento chirurgico

Ho 24 anni, sesso femminile. Da sei anni sono in terapia medica per reflusso GE associato a completa beanza del cardias. Nonostante la terapia, è persistita per tutti quest anni alla endoscopia una esofagite di II grado e duodenite erosiva bulbare. Da circa 6 mesi sto eseguendo un solo pasto al giorno (la sera), poichè in questo modo i sintomi (pirosi, distensione addominale) sono minori. Ho eseguito poco fa un'altra endoscopia, e l'esofagite è scesa al I grado, mentre la duodenite è scomparsa. Io però non ce la faccio più a vivere con questi sintomi e mangiando così poco, per cui il medico, visti anche i risultati della phmetria, mi ha consigliato l'intervento di fundoplicatio. Una vicina di casa, però, con il mio stesso problema, mi ha detto che il suo gastroenterologo le ha spiegato che ultimamente si è scoperto che la frequenza di cancro è maggiore nei soggetti operati che in quelli sotto terapia medica. E' vero questo? secondo lei devo continuare con terapia medica e dieta? Capirà, io mi opero per evitare un tumore all'esofago, non vorrei invece fare la scelta che me lo rende più probabile. Grazie molte per la sua risposta

Risposta del 16 maggio 2002

Risposta a cura di:
Dott. ANTONIO MARRAFFA


Sono dell'idea che nel suo caso è comunque consigliabile l'intervento chirurgico. Per due ordini di motivi:il primo è che la sua qualità di vita potrebbe essere sicuramente migliore dal punto di vista clinico;il secondo è che, nel caso di non intervento, l' Esofagite a lungo andare creerebbe sicuramente problemi.
Per quanto riguarda l'ipotesi di cancro esofageo, rimane un'eventualità rara in assenza di Esofagite da reflusso cronica.
Semmai, c'è da sottolineare che dopo l'intervento, in un 20-25% dei casi vi può essere recidiva dei sintomi(15%reflusso, 5-10%scivolamento della fundoplicatio). In ogni caso, dalla gravità dei sintomi che lei riferisce, il mio consiglio è comunque quello di praticare l'intervento chirurgico per i motivi suesposti. Cordiali saluti.

Dott. ANTONIO MARRAFFA
Medicina generale convenz.
Specialista attività privata

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