Relazione medico-paziente-famiglia

29 marzo 2005

Relazione medico-paziente-famiglia




26 marzo 2005

Relazione medico-paziente-famiglia

Egr. Dott. ho una zia di 80 anni e mezzo affetta da bronchite ostruttiva e un non meglio precisato nodulo al seno riscontrato da recentissima una mammografia di routine (oltre che da una serie di altri disturbi). La zia vive sola ed è relativamente autonoma; io sono la sua unica persona di riferimento perché il resto della nostra famiglia è deceduto. E' seguita privatamente da un oncologo; salvo necessità (neve per le strade o suo eventuale malessere) io non intendo accompagnarla ai controlli, sia per miei impegni professionali (viaggio molto), sia per preservare la sua relativa autonomia. Mia zia desidera firmare al medico la liberatoria che lo autorizzi a fornirmi informazioni telefoniche negli orari a lui più comodi; in tale modo io conoscerei il parere medico di prima mano, gli chiederei gli opportuni chiarimenti e gli integrerei a mia volta le informazioni utili a una sua maggior comprensione del caso. Ma il medico si rifiuta di accettare questo specifico incarico da mia zia (ribadisco: da lei conferito in forma scritta) perché pretende che io mi rechi personalmente al suo studio e ci si veda di persona, se voglio dare e/o ricevere informazioni. Se costui non mi mette in grado di tenere la situazione sotto controllo, ottiene soltanto una vecchietta in sostanziale stato di abbandono. Ovviamente so che posso cambiare medico; i miei genitori erano seguiti altrove e con i loro medici comunicavo sempre al telefono o via e-mail; anche quando per forza dovevo personalmente accompagnarli date le loro condizioni di salute, diventate all'ultime assai compromesse, ma in ogni caso ci parlavamo poi in separata sede, via telefono o via internet: certe cose davanti al paziente non si dicono. Cambiare medico in ogni caso sarebbe traumatico per la zia, anche se l'ha visto soltanto due volte. Mi può consigliare gentilmente qualcosa? Il libero arbitrio del paziente non mi sembra rispettato. . . . . cosa dice la legge al riguardo? RingraziandoLa, Le auguro ogni miglior cosa Cristina Brambilla

Risposta del 29 marzo 2005

Risposta a cura di:
Dott. GIOVANNI MIGLIACCIO


Gentile signora Brambilla,
Se Sua zia, in pieno possesso delle facoltà mentali, quindi in grado di intendere e volere, autorizza il Sanitario Curante a fornire notizie sul proprio stato di salute alla o alle persone designate per iscritto, il Medico non può rifiutarsi di farlo.
C'è da dire però che se non vuole fornire notizie cliniche per telefono è nel suo diritto in quanto potrebbe non essere sicuro della identità dell'interlocutore telefonico.
Potrebbe essere una soluzione il videotelefono, ma non so se ci sono norme al riguardo!
Cordialmente

Dott. Giovanni Migliaccio
Medico Ospedaliero
Specialista in Neurochirurgia
MILANO (MI)



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