Sofferenza ischemica cronica

22 settembre 2015

Sofferenza ischemica cronica




16 settembre 2015

Sofferenza ischemica cronica

Buongiorno a voi. . . Circa quattro mesi fa mi è stata diagnosticata una sofferenza ischemica cronica sottoponendomi ad una TAC per strane fitte molto dolorose alla testa al movimento e/o al respiro, , Ero già in terapia anticoagulante preventiva (non convenzionale) per Trombosi ad una gamba poco più di tre anni fa; per'risolvere'il problema mi è stato prescritto oltre la terapia orale in atto, un ciclo di terapia per sei mesi (non convenzionale) con Acetylsalicylsaure (iniezioni ); dalla prima iniezione ad oggi il problema non è più comparso e per valutare se continuare ancora con la terapia ho da ripetere la TAC trascorsi i sei mesi di terapia. . . . Io mi sento bene ma sono preoccupato per le possibili complicazioni, tuttavia non mi è stato possibile usare terapie convenzionali per allergie e/o effetti collaterali invalidanti; insomma un disastro di prove e prove ancora finché con un farmaco pensavo di morire e ho deciso di seguire altre terapie nonostante la difficoltà di trovare professionisti del settore che mi accettassero come paziente. . . . Il mio medico di famiglia mi dice che con queste iniezioni potrei continuare per tutta la vita e scongiurare un ischemia. . . Io vorrei sapere se è proprio necessario continuare a fare questa terapia essendo affetto da alterazione genetica (trombofilia ). . Con questa terapia devo fare attenzione a non prendere colpi a non tagliarmi, ma con il lavoro che faccio è difficile prevenire piccoli incidenti, per cui capita che mi taglio ed è difficile fermare il sangue, non ce cerotto che tenga. . . Come posso decidere al meglio limitando i rischi di una ischemia? Cosa mi consigliate di fare. . . Grazie molte, Saluti e buona giornata.

Risposta del 22 settembre 2015

Risposta a cura di:
Prof. ALBERTO TITTOBELLO


È difficile darle una risposta precisa, ma nella sua situazione (trombofilia) una dose quotidiana di aspirina (anche per bocca) la deve prendere. Se è necessario instaurare una terapia anticoagulante più " spinta " lo può dire solo un ematologo.


Prof. Alberto Tittobello
Casa di cura privata
Specialista attività privata
Universitario
Specialista in Gastroenterologia
Specialista in Cardiologia
Milano (MI)

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