Vasi capillari

02 luglio 2008

Vasi capillari




Domanda del 29 giugno 2008

Vasi capillari


salve dottore sono carmela da napoli,come molte donne ho il problema di capillari alle gambe,e già a 17 anni mi sono accorta di avere questo problema,non l'ho ereditato da mia madre poichè ha avuto 5 figli e solo ora a 48 anni ha cominciato ad avere qualche problemino.io invece a 28 anni e senza aver bambini sto cominciando a notare capillari e vene di colore verde affiorare sulla superfice epidermica,sopratutto dietro le ginocchia a salire su per la coscia prima,ma nell'ultimo anno anche giù sulla gamba.in estate a volte di sera bagno le gambe con acqua fredda talmente non sopporto il caldo.sbaglio facendo questo?vorrei avere una conferma,ora visto che non sono ancora evidentissimi, posso trattare i capillari al laser?
Risposta del 02 luglio 2008

Risposta di LUCIO PISCITELLI


Gentile Carmela.
la presenza di capillari dilatati (teleangectasie) e di varicosità reticolari è una manifestazione di insufficienza venosa che purtroppo affligge una elevata percentuale di donne anche alla sua età e non sempre in presenza di familiarità.
D'altra parte è proprio alla sua età che risulta conveniente una corretta valutazione dello stato del suo sistema venoso e la messa in atto delle opportune misure preventive che comprendono una vasta gamma di possibilità non solo e non necessariamente farmacologiche, prima che le manifestazioni diventino più consistenti ed estese. L'impiego di applicazione di acqua fredda è utile e non controindicato.
L'eliminazione o quanto meno il miglioramento delle teleangectasie è possibile ed indicato nel suo caso, ma non con il laser: si tratta infatti di una metodica scarsamente diffusa e che , al di là della vasta propaganda e delle aspettative promesse, non ha mostrato particolare efficacia e vantaggi, trovando scarse e limitate indicazioni.
Per completezza le "incollo" il prospetto informativo che sono solito sottoporre alle mie pazienti:

vene indesiderate degli arti inferiori, conosciute dai medici come teleangectasie o varicosità superficiali, sono capillari della pelle dilatati. Questi con il tempo possono diventare antiestetici e possono provocare un dolore sordo dell’arto dopo una prolungata stazione eretta.
La scleroterapia e la microscleroterapia sono tecniche di iniezione di una specifica soluzione in questi vasi (piccoli capillari o più voluminose Vene varicose ), usando un piccolo ago sottile. La soluzione irrita e distrugge lo strato interno del vaso sanguigno così che esso non è più in grado di trasportare il sangue. L’organismo ripara poi questo minimo danno con un impercettibile tessuto cicatriziale; tutto ciò non danneggia la circolazione, anzi la migliora eliminando la vena malata e non più necessaria.
Per una particolare area di teleangectasie possono essere necessarie varie iniezioni. La procedura è praticamente indolore.
Ogni zona da trattare generalmente richiede da una a tre sedute. In ogni seduta possono essere trattati da 10 a 40 capillari, compatibilmente con le dosi massime di farmaco da somministrare. La durata totale del trattamento non è quindi facilmente prevedibile e dipende dal numero delle zone da trattare, dalla loro estensione e dalla risposta individuale, che è molto variabile. Le teleangectasie scompaiono in un periodo di tempo molto variabile da soggetto a soggetto e a seconda del farmaco che è più opportuno utilizzare: a volte anche immediatamente, a volte tra due settimane e sei mesi. Lo scopo è quello di ottenere un miglioramento del 75-90 %. Le recidive possono comparire dopo un periodo di 1 - 5 anni; questo trattamento infatti non impedisce la comparsa di nuove teleangectasie.
La maggior parte delle persone sottoposte a scleroterapia andrà incontro a guarigione o per lo meno otterrà un notevole miglioramento. Circa il 10 % delle pazienti che si sottopongono a scleroterapia ottengono tuttavia scarsi risultati (“scarsi risultati” significa che i capillari non sono totalmente scomparsi dopo sei sedute). In casi estremamente rari le teleangectasie possono peggiorare dopo la scleroterapia.

La scleroterapia, come ogni trattamento medico-chirurgico, può comportare effetti collaterali e/o complicazioni:
- intorno al vaso iniettato possono formarsi piccole bolle che si risolvono nel giro di un giorno o poco più.
- in rari casi possono comparire piccole macchie più o meno scure (come lentiggini) in prossimità del vaso iniettato; questo inestetismo (pigmentazione) si risolve nell’ 80% dei casi entro tre - sei mesi; pochissime pazienti hanno pigmentazioni persistenti per più di un anno.
- nel capillare iniettato si forma spesso un piccolo coagulo, che viene spontaneamente riassorbito; tale fenomeno può a volte assumere maggiore evidenza e durata, soprattutto se le calze elastiche consigliate non vengono indossate con assiduità.
- In meno dell’ 1 % delle pazienti che si sottopongono a scleroterapia può comparire una piccola Ulcerazione sul luogo dell’iniezione, che guarisce lentamente nel giro di 30-60 giorni
- In casi assolutamente eccezionali possono verificarsi reazioni allergiche nei confronti dell’agente sclerosante, di solito lievi; episodi estremamente rari di reazioni più gravi, anche mortali (anafilassi), vengono riferiti in letteratura. Tali reazioni tendono per lo più a manifestarsi in pazienti con anamnesi nota per farmacoallergia. I farmaci attualmente impiegati (Polidocanolo, Sodio tetradecile solfato) sono tra i più sicuri da questo punto di vista.

Esistono metodiche alternative alla scleroterapia, ma, allo stato attuale delle conoscenze, meno valide o convenienti:
Trattamento laser: metodica recentemente riproposta, trova applicazioni limitate soprattutto a causa dell’alto costo e della scarsa diffusione degli apparecchi effettivamente dotati di caratteristiche appropriate per questa specifica applicazione (esistono diversi tipi di laser per la cura di malattie diverse) e per il relativo elevato costo delle sedute. Non tutte le teleangectasie sono sensibili a questo trattamento e il suo utilizzo non è indolore, né scevro di possibili inconvenienti (depigmentazioni, piccole Ustioni ); è sicuramente indicato per il trattamento dei sottili vasi del volto e per i vasi che non rispondono al trattamento iniettivo.
Elettrocoagulazione: questo metodo, ormai abbandonato, produce una distruzione non specifica dei vasi e della cute soprastante, determinando così un’alta incidenza di cicatrici.

http://xoomer.alice.it/luciopiscitelli/Home.html



Dott. Lucio Piscitelli
Medico Ospedaliero
Specialista attività privata
Specialista in Chirurgia generale
Specialista in Chirurgia vascolare, angiologia
NAPOLI (NA)



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