Disabilità, servono maggiori servizi sociali

17 febbraio 2012

Focus

Disabilità, servono maggiori servizi sociali



La disabilità è ancora una questione «invisibile nell'agenda istituzionale, mentre i problemi gravano drammaticamente sulle famiglie, spesso lasciate sole nei compiti di cura». La conferma arriva da due ricerche realizzate dal Censis per la Fondazione Cesare Serono, che coinvolgono direttamente le persone con disabilità e le loro famiglie. Un appello che ha trovato il pronto riscontro del ministro della Salute Renato Balduzzi, che ha annunciato la «prossima emanazione» di un decreto per la revisione delle disabilità. Il decreto, ha spiegato il ministro, «darà un rilievo maggiore a una nozione più ampia del concetto di disabilità, prevedendo non solo la disabilità motoria ma anche profili di carattere psico-sociale». Le ricerche, presentate al convegno organizzato da censis e Fondazione Serono, puntano i riflettori sui malati di sclerosi multipla (Sm) e sulle persone affette da autismo.

Nella prima indagine sono state intervistate 302 persone affette da Sm. I dati, emerge dall'indagine, «confermano la assoluta centralità della famiglia nell'assistenza, a fronte di un sistema di servizi formali evidentemente inadeguato». Spesso drammatico, poi, l'impatto che la malattia ha sulla sfera lavorativa: il 49,8% dei rispondenti indica, infatti, che la malattia ha causato un cambiamento in negativo della loro vita lavorativa. Forti anche le ripercussioni sulla vita sociale con la relativa richiesta di maggiori servizi sociali: dall'interrompere tutte le attivita' del tempo libero (48,3%) all'isolamento sociale a causa della malattia (32,6%). Per il 77,5% dei pazienti, l'assistenza domiciliare è uno dei servizi più utili e il 72,4% ne ritiene necessario il potenziamento. Per quanto concerne, invece, i servizi di supporto, spiccano i dati relativi all'aiuto economico e agli sgravi fiscali (tra i più utili secondo il 52,6% e da potenziare secondo il 47,7%). Su questi ultimi due fronti, il ministro sottolinea come nell'ambito del Patto per la salute «che stiamo condividendo con le Regioni, ci sarà lo spazio per un Piano nazionale per le fragilità e la non autosufficienza, al cui interno la domanda di risorse economiche spero potrà trovare e troverà un'adeguata risposta». Riferendosi alla domanda di assistenza delle persone disabili e delle famiglie, Balduzzi ha sottolineato come l'assistenza domiciliare sia «sicuramente da potenziare: a questo proposito» - ha detto - «abbiamo già molte buone pratiche regionali che bisogna riuscire a generalizzare, facendo diventare la domiciliarità e la continuità assistenziale fatti reali e operativi».


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