La spalla della massaia oggi si può risolvere con le staminali

18 giugno 2013

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La spalla della massaia oggi si può risolvere con le staminali


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Lo chiamano anche "disturbo della massaia" perché colpisce più o meno una donna italiana su 3 tra i 40 e i 65 anni e soprattutto le lavoratrici manuali (quindi anche le casalinghe): si tratta del dolore alla spalla dovuto all'usura o alla lesione dei tendini causate dalla ripetitività dei movimenti e dal frequente sollevamento di pesi, una sofferenza che spesso viene trascurata, portando un serio danno all'area della spalla denominata cuffia dei rotatori. Ne hanno parlato pochi giorni fa gli ortopedici riuniti a Roma all'Ospedale San Camillo Forlanini in occasione del convegno Artroscopia e medicina rigenerativa: nuove prospettive, soprattutto perché oggi, grazie alle cellule staminali prelevate dal bacino, si può intervenire con la medicina rigenerativa sulle lesioni a uno o più dei quattro tendini della cuffia dei rotatori evitando interventi invasivi. Come? Prelevando il concentrato midollare dalle ossa del bacino del paziente con il quale si può rigenerare uno dei tendini rotti. Una tecnica che sta dando risultati sorprendenti anche nei casi di danni alla cartilagine del ginocchio di cui sono vittima moltissimi sportivi. Sandro Rossetti, primario della Divisione di Ortopedia e Traumatologia dell'Ospedale San Camillo e presidente onorario del convegno, ha spiegato: «Il concentrato midollare che noi preleviamo dalla cresta iliaca del bacino del paziente contiene le cosiddette cellule staminali mesenchimali. Sono cellule che possiedono una elevata capacità proliferativa in grado di stimolare naturalmente la rigenerazione, per quanto riguarda il nostro ambito, del tessuto osseo, della cartilagine articolare e del tessuto tendineo».


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