E per cena? Batuffoli di cotone!

27 febbraio 2014
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E per cena? Batuffoli di cotone!




Morbidi batuffoli di cotone e un po' di succo di frutta, meglio se senza zucchero. Che dire di questo menù? Forse non è tra i più invitanti per i buongustai e per chi ama la cucina tradizionale, ma è alla base della «Cotton ball diet», la dieta del cotone, che sta spopolando tra i teenager statunitensi e che ha raggiunto anche molti altri Paesi - Italia inclusa - sfruttando il potere della rete. Basta un click e compaiono sullo schermo veri e propri tutorial, video che spiegano in dettaglio come rendere più «appetitosi» i pezzetti di cotone che vengono ingeriti imbevuti di un liquido, per esempio il succo d'arancia o di mela. Ma come spiegano gli esperti, schierati in modo compatto contro la dieta del cotone, l'idea alla base di questa ultima follia alimentare è tanto assurda quanto scientificamente scorretta. Tutto nasce dalla convinzione che ingerire cotone equivale a ingerire fibre un po' come succede quando si opta per una sana alimentazione ricca di fibre derivate dal cibo, ma con la differenza che il batuffolo è a calorie zero. Da non trascurare poi il fatto che il cotone permette di sentirsi subito sazi.

Quali sono le conseguenze sulla salute per chi segue questa assurda dieta? «Il primo problema è la malnutrizione» spiega Ovidio Bermudez dell'Eating Recovery Center di Denver, negli Stati Uniti, sottolineando inoltre che quelli che noi consideriamo batuffoli di cotone in realtà sono spesso costituiti da fibre di poliestere, sbiancati in candeggina e contenenti molte sostanze chimiche potenzialmente tossiche per l'organismo. «È come decidere di mangiare una t-shirt» continuaBermudez «ed è alto il rischio di arrivare a un blocco intestinale che porterebbe in sala operatoria». La dieta del cotone, un tempo diffusa solo tra le modelle, viene seguita oggi anche da ragazzine tra i 9 e i 16 anni e questa realtà ha fatto scattare l'allarme oltre oceano.

«Non la considero affatto una dieta, ma un vero e proprio disturbo alimentare, pericoloso per la salute» spiega Lynn Grefe presidente della National eating disorder association. Ancora più preciso il commento di Karmyn Eddy, del Massachusetts medical hospital di Boston: «Si tratta in realtà di una forma di pica, il disturbo alimentare che spinge a ingerire oggetti non commestibili».

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