Terza età: si vive meglio se la bocca è in salute

23 novembre 2018

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Terza età: si vive meglio se la bocca è in salute



L'allungamento della vita media e la volontà da parte di tutti i pazienti di conservare il più a lungo possibile i propri denti pone una serie di indicazioni al trattamento dei pazienti anziani.

Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che le possibilità di curare tutte le patologie dentali in età inoltrata rimangono intatte, quindi, è possibile risolvere brillantemente, qualsiasi sia il problema odontoiatrico che si presenti. È altresì evidente che rimangono problemi di carattere strutturale quali la disponibilità da parte del paziente a farsi curare e la reale capacità di essere collaborativo.


Farmaci e stato di salute


Nessuna preclusione quindi per le cure ma solo un inquadramento corretto dello stato di salute del soggetto anziano per vedere entro che limiti ci si possa muovere per portare le cure al paziente.

Nei soggetti di una certa età bisogna anche tener presente il numero di farmaci che i pazienti assumono, molti dei quali possono interagire con i processi di coagulazione. Questi devono essere esaminati con attenzione quando si debbano eseguire delle estrazioni: il punto sostanziale è quello di tenere sempre controllati gli indici della coagulazione e, soprattutto, di evitare le sospensioni dei farmaci.

In molti casi si possono eseguire interventi odontoiatrici minori - piccole estrazioni o piccole incisioni gengivali - anche in presenza di terapie anticoagulanti senza ricorrere alla sospensione del farmaco, fatto che comporterebbe dei rischi non gradevoli. Nei casi più complessi, onde evitare l'interruzione della terapia anticoagulante, è bene impostare una terapia sostitutiva consultando il proprio medico curante.


Piani di trattamento personalizzati per l’età


Un punto fondamentale nella terapia odontoiatrica dell'anziano è quello si studiare dei piani di trattamento che siano pertinenti, il che non vuol dire semplificare le terapie ma significa eseguire terapie che non generino ansie al paziente e che limitino al massimo le sequele post-operatorie. Con quest'ottica il paziente dovrà giudicare le proposte dell'odontostomatologo; semplificare spesso non significa trascurare le istanze dei pazienti ma rendere fruibili delle cure che portino a un risultato accettabile senza generare ansie e lunghe sedute a pazienti che, per ovvi motivi, non possono sopportarle.

Professor Massimo Gagliani

Professore Associato di Malattie Odontostomatologiche presso l'Università degli Studi di Milano



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