Coronavirus 2019-nCoV: intervista esclusiva al virologo Fabrizio Pregliasco

05 febbraio 2020

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Coronavirus 2019-nCoV: intervista esclusiva al virologo Fabrizio Pregliasco


In questa intervista rilasciata in esclusiva per Dica33 il Prof. Fabrizio Pregliasco, virologo, Direttore Sanitario dell'IRCCS Galeazzi di Milano, spiega qual è la situazione in Italia.





Rimane alta l'attenzione sul nuovo Coronavirus, 2019-nCoV. La situazione è monitorata dal Ministero della Salute che è in contatto continuo con le autorità sanitarie internazionali. In Italia è stata attivata una rete di sorveglianza sul nuovo coronavirus e tutti i viaggiatori in arrivo dai voli internazionali vengono sottoposti a controlli sullo stato di salute.


Dobbiamo aver paura di questo nuovo coronavirus?


Il coronavirus deve preoccupare le istituzioni perché si tratta di una nuova variante virale verso la quale nessuno nel Pianeta è immune. Quello a cui si stanno preparando le autorità, è lo scenario peggiore che potrebbe presentarsi se non si fossero attuate le misure già prese, quali controllo, isolamento e quarantena. Il rischio potenziale che potrebbe presentarsi è quello che è avvenuto per la Spagnola, che all'epoca - con tutte le limitazioni del tempo - ha colpito il 35% della popolazione. Lo scenario più probabile, vista la rete di sorveglianza e controllo che si è subito creata, è quello più recente della Sars, virus 'cugino' di quello attuale.


In che cosa è diverso dal virus influenzale?


In alcuni casi i sintomi possono essere sovrapponibili, ma il virus è differente. Lo spettro di sintomi è molto variegato e in alcuni casi sembra essere asintomatico. I soggetti più anziani sviluppano una polmonite virale. La mortalità ad oggi è stimata al 2%, cioè minore della Sars che era al 30% e superiore a quella dell'influenza. È bene ricordare che gli unici casi di cornonavirus ad oggi in Italia sono stati importati dalla Cina.


Qual è la situazione in Italia?

Ad oggi in Italia il coronavirus non sta circolando nella comunità, abbiamo solo due casi importati dalla regione epicentro e sembra che non ci siano casi secondari, cioè persone contagiate da contatti stretti con queste due persone cinesi, anche se per essere certi si devono aspettare i 14 giorni di incubazione. Non ha senso quindi agitarsi come i media ci spingono a fare, ma continuare a proteggersi dall'influenza stagionale che è al suo picco massimo proprio in questi giorni.


Quali comportamenti sono opportuni e quali inutili?

L'OMS ha ribadito i comportamenti di buon senso, quelli che ogni anno ricordiamo per evitare il diffondersi dell'influenza e le infezioni respiratorie acute: lavarsi le mani, non toccarsi la bocca e gli occhi con le mani dopo aver toccato una maniglia, areare gli ambienti e prestare attenzione alle persone con sintomi evidenti. Ma ribadisco che ad oggi queste misure in Italia hanno il solo scopo di ridurre la diffusione dell'influenza che quest'anno evidenzia una stagione piuttosto vivace. Ad ora, in Italia, le mascherine sono inutili nella normale vita comunitaria; sono invece indicate per gli operatori sanitari che assistono casi sospetti.


Chiara Romeo



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