Parto in acqua, benefici per mamma e bambino

08 agosto 2022
Aggiornamenti e focus

Parto in acqua, benefici per mamma e bambino



Secondo uno studio pubblicato su BMJ Open, il parto in acqua fornisce benefici per le mamme sane e i loro neonati, con minore necessità di interventi e meno complicazioni durante e dopo il parto rispetto alle cure standard, oltre a livelli più elevati di soddisfazione. «L'immersione in acqua offre benefici per la madre e il neonato, se effettuata in ambito ospedaliero, e può essere considerata un intervento a bassa tecnologia per migliorare la qualità e la soddisfazione delle cure. Si tratta di un metodo efficace per ridurre il dolore durante il travaglio, senza aumentare il rischio» spiega Ethel Burns, della Oxford Brookes University, nel Regno Unito, prima autrice del lavoro. 

Il parto in acqua comporta l'utilizzo di una vasca per rilassarsi e ottenere sollievo dal dolore, utilizzandola solo per il travaglio, e partorendo al di fuori di essa, o rimanendo nella vasca anche per il parto stesso, e portando il neonato in superficie perché inizi a respirare. I ricercatori hanno confrontato l'entità degli interventi sanitari necessari durante e dopo il travaglio nei due diversi tipi di parto in acqua, e valutato se tra un parto in acqua e il parto standard vi fossero esiti differenti. 

Per questo hanno analizzato i dati di 36 studi che hanno coinvolto 157.546 donne, e hanno visto che un parto in acqua, quando effettuato in strutture ospedaliere ostetriche, indipendentemente dal fatto che le donne permangano nell'acqua solo per il travaglio o anche per il parto stesso, ha chiari benefici per le madri, ed è sicuro quanto l'assistenza standard per le donne sane e i loro neonati. Rispetto alle cure standard, inoltre, il parto in acqua ha ridotto significativamente l'uso di epidurali, oppioidi iniettati, episiotomia, dolore e forti emorragie dopo il parto, e ha aumentato i livelli di soddisfazione delle madri e le probabilità di un perineo intatto. 

Non si è vista differenza nel tasso di cesarei, ma ci sono stati più casi di rottura del cordone ombelicale tra i nati in acqua, anche se pochi in assoluto, forse per la trazione del cordone ombelicale quando il neonato viene sollevato dall'acqua. Gli esperti sottolineano che negli studi le informazioni su madre, strutture, interventi ed esiti variavano considerevolmente, e che pochi lavori sono stati condotti in strutture guidate da ostetriche o in ambiente domestico, il che potrebbe aver influenzato i risultati dell'analisi dei dati aggregati.


fonte: Doctor33


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