Il clima cambia, il cibo è a rischio

17 ottobre 2008
Aggiornamenti e focus

Il clima cambia, il cibo è a rischio



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Il 14 ottobre a Roma, in occasione dell'apertura della settimana di celebrazioni per la Giornata mondiale dell'alimentazione promossa da FAO, OMS ed EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) è stata lanciata un'azione a livello mondiale per salvaguardare salute, cibo e acqua a livello mondiale dagli effetti dei cambiamenti climatici in atto e di quelli futuri.
Anche se le cause del cambiamento del clima sono ancora dibattute, i fatti, cioè l'innalzamento della temperatura media del pianeta e l'estremizzazione degli eventi climatici, sono realtà inconfutabili. Marc Danzon, Direttore Regionale OMS per l'Europa ha dichiarato: "Di fronte a quello che sappiamo sulle serie minacce alla salute poste dal cambiamento climatico, la questione che oggi dobbiamo affrontare non è centrata sul decidere se un'azione di sanità pubblica è necessaria, ma quale azione intraprendere e come".

Pronti a reagire


"Il cambiamento climatico - ha dichiarato Catherine Geslain-Lanéelle, Direttore Esecutivo EFSA - potrà presentare una serie di nuove sfide sia nell'ambito della sicurezza alimentare e del mangime per gli animali che in quelli correlati con la salute di piante e animali. L'EFSA è pronta a valutare i rischi potenziali per la catena alimentare al fine di contribuire alla salute dei consumatori. Sostanziali passi in avanti - ha aggiunto - sono stati mossi in questa direzione, per esempio, dedicando un dipartimento esclusivamente al problema. Ma non basta: l'EFSA e altri organismi lavoreranno tra loro, ma anche con le organizzazioni internazionali e con gli stati membri per condividere le informazioni indispensabili per analizzare e rispondere ai rischi emergenti innescati dal cambiamento del clima".

Monitorare e collaborare


Ezzedine Boutrif, direttore della divisione Nutrizione e protezione dei consumatori della Fao ha aggiunto: "Il riscaldamento del pianeta e i fenomeni innescati di conseguenza influiranno in maniera massiccia sulla sicurezza alimentare. Il nostro intento è davvero dimezzare il numero degli affamati entro il 2015, occorre iniziare a raccogliere dati reali e attivare sistemi di sorveglianza nazionale e transnazionale per affrontare il problema nel modo davvero efficace". Questi processi devono poggiare le basi su fondamenta solide costituite da scambio di informazioni e monitoraggio delle condizioni che mutano nel tempo. Su questa linea anche Vittorio Silano, presidente del comitato scientifico dell'EFSA. "Solo potendo contare su una rete efficiente di collaborazioni potremo affrontare con qualche speranza di vittoria le difficili sfide lanciate dal cambiamento climatico. "Oggi è arrivato il momento, gli ha fatto eco Brian Thompson, economista ed esperto di nutrizione senior della FAO - di intraprendere misure coraggiose per far aumentare la produzione agricola anche nei Paesi in via di sviluppo e migliorare l'accesso a cibo e acqua sicuri per milioni di contadini poveri che oggi soffrono la fame".

Gianluca Casponi



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