29 aprile 2005
Aggiornamenti e focus
Non è solo inquinamento
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Il benzene è stato classificato dalla IARC (International Agency for Research on Cancer) tra i cancerogeni certi. Studi epidemiologici hanno dimostrato chiaramente l'associazione tra esposizione al benzene e patologie di tipo leucemico, nonché l'interazione tra i prodotti metabolici del benzene e il DNA, con effetti mutageni e teratogeni. Non solo. Gli organismi scientifici nazionali e internazionali ritengono che sia opportuno essere cautelativi e considerare esistente un rischio, anche se piccolo, per bassi livelli di esposizione. La sorgente di esposizione prevalente è rappresentata dal traffico, ma non è la sola. Quali sono le altre sorgenti di emissione del benzene e quali i lavoratori più esposti?
Il benzene, come noto, è una sostanza chimica liquida e incolore dal caratteristico odore aromatico pungente. A temperatura ambiente volatilizza assai facilmente, cioè passa dalla fase liquida a quella gassosa. La maggior parte del benzene presente nell'aria è un sottoprodotto delle attività umane. In passato è stato ampiamente utilizzato come solvente in molteplici attività industriali e artigianali. La maggior parte di quello prodotto oggi (85%) trova impiego come materia prima per numerosi composti secondari, a loro volta utilizzati per produrre plastiche, resine, detergenti, pesticidi, intermedi per l'industria farmaceutica, vernici, collanti, inchiostri, adesivi e prodotti per la pulizia. Il benzene poi è contenuto nelle benzine in cui viene aggiunto, insieme ad altri composti aromatici, per conferire le proprietà antidetonanti e per aumentarne il "numero di ottano" in sostituzione del piombo (benzina verde). I lavoratori più esposti, così, finiscono per essere gli addetti ai distributori di carburante o ai grandi impianti di stoccaggio. Ma i rischi maggiori vengono corsi dagli addetti ai processi di produzione, trasporto e utilizzazione del benzene nell'industria petrolifera. Già, perché nel caso di versamenti o perdite accidentali di vapori l'esposizione è molto pericolosa, come pure in alcune situazioni che richiedono degli interventi manuali di manutenzione e pulizia degli impianti produttivi. Di norma, va detto, le esposizioni medie sono basse perché i lavoratori hanno un banco dei comandi posizionato a distanza di sicurezza e perché il macchinario di produzione è installato all'aria aperta. Infine tra i lavoratori esposti vanno segnalati anche gli addetti alle operazioni di carico e scarico del benzene da camion o vagoni cisterna e da navi trasporto possono essere a rischio, come i dipendenti delle industrie di profumeria che utilizzano il benzene come solvente di estrazione e il personale dei laboratori che prevedono l'impiego del benzene nelle attività di ricerca. Questa la lista. Ma quali sono i rischi per la salute?
L'affezione che preoccupa di più a livello professionale è la comparsa di tumori del sangue dovuta all'esposizione ripetuta a concentrazioni di benzene di qualche ppm (parte per milione) per più decine di anni. Diversi studi hanno messo in evidenza il pericolo di contrarre la leucemia mieloide o altra forme di cancro, malattie che insorgono più frequentemente in seguito a esposizioni basse e continuate piuttosto che elevate e intermittenti. Tra gli studi l'ultimo in ordine di tempo è stato pubblicato sulla rivista Occupational and Environmental Medicine ed ha cercato di definire l'incidenza di mortalità e di cancro su una popolazione di lavoratori esposti al benzene in Inghilterra e in Galles. Lo studio ha preso in esame 5515 lavoratori esposti al benzene tra il 1966 e il 1967 o precedentemente e li ha monitorati fino al 2002 per quel che riguarda tassi di mortalità o eventi tumorali. I risultati hanno evidenziato, oltre a un atteso aumento delle leucemie, anche tumori delle labbra o dei polmoni e altre neoplasie secondarie. L'analisi approfondita ha però portato i ricercatori a escludere la responsabilità del benzene. Più probabile che si tratti di altri inquinanti a cui i pazienti esaminati sono stati esposti durante l'attività lavorativa. Il benzene così, confermano i ricercatori, può essere associato con assoluta certezza alla leucemia linfocitica non acuta. Sulla stessa lunghezza d'onda un precedente studio francese, del resto, aveva evidenziato come basti vivere vicino a un distributore di benzina o a un garage pubblico per quadruplicare il rischio di leucemia acuta nei bambini.
Marco Malagutti
Salute oggi:
...e inoltre su Dica33:
Lavori pericolosi
Il benzene, come noto, è una sostanza chimica liquida e incolore dal caratteristico odore aromatico pungente. A temperatura ambiente volatilizza assai facilmente, cioè passa dalla fase liquida a quella gassosa. La maggior parte del benzene presente nell'aria è un sottoprodotto delle attività umane. In passato è stato ampiamente utilizzato come solvente in molteplici attività industriali e artigianali. La maggior parte di quello prodotto oggi (85%) trova impiego come materia prima per numerosi composti secondari, a loro volta utilizzati per produrre plastiche, resine, detergenti, pesticidi, intermedi per l'industria farmaceutica, vernici, collanti, inchiostri, adesivi e prodotti per la pulizia. Il benzene poi è contenuto nelle benzine in cui viene aggiunto, insieme ad altri composti aromatici, per conferire le proprietà antidetonanti e per aumentarne il "numero di ottano" in sostituzione del piombo (benzina verde). I lavoratori più esposti, così, finiscono per essere gli addetti ai distributori di carburante o ai grandi impianti di stoccaggio. Ma i rischi maggiori vengono corsi dagli addetti ai processi di produzione, trasporto e utilizzazione del benzene nell'industria petrolifera. Già, perché nel caso di versamenti o perdite accidentali di vapori l'esposizione è molto pericolosa, come pure in alcune situazioni che richiedono degli interventi manuali di manutenzione e pulizia degli impianti produttivi. Di norma, va detto, le esposizioni medie sono basse perché i lavoratori hanno un banco dei comandi posizionato a distanza di sicurezza e perché il macchinario di produzione è installato all'aria aperta. Infine tra i lavoratori esposti vanno segnalati anche gli addetti alle operazioni di carico e scarico del benzene da camion o vagoni cisterna e da navi trasporto possono essere a rischio, come i dipendenti delle industrie di profumeria che utilizzano il benzene come solvente di estrazione e il personale dei laboratori che prevedono l'impiego del benzene nelle attività di ricerca. Questa la lista. Ma quali sono i rischi per la salute?
Gli effetti sulla salute
L'affezione che preoccupa di più a livello professionale è la comparsa di tumori del sangue dovuta all'esposizione ripetuta a concentrazioni di benzene di qualche ppm (parte per milione) per più decine di anni. Diversi studi hanno messo in evidenza il pericolo di contrarre la leucemia mieloide o altra forme di cancro, malattie che insorgono più frequentemente in seguito a esposizioni basse e continuate piuttosto che elevate e intermittenti. Tra gli studi l'ultimo in ordine di tempo è stato pubblicato sulla rivista Occupational and Environmental Medicine ed ha cercato di definire l'incidenza di mortalità e di cancro su una popolazione di lavoratori esposti al benzene in Inghilterra e in Galles. Lo studio ha preso in esame 5515 lavoratori esposti al benzene tra il 1966 e il 1967 o precedentemente e li ha monitorati fino al 2002 per quel che riguarda tassi di mortalità o eventi tumorali. I risultati hanno evidenziato, oltre a un atteso aumento delle leucemie, anche tumori delle labbra o dei polmoni e altre neoplasie secondarie. L'analisi approfondita ha però portato i ricercatori a escludere la responsabilità del benzene. Più probabile che si tratti di altri inquinanti a cui i pazienti esaminati sono stati esposti durante l'attività lavorativa. Il benzene così, confermano i ricercatori, può essere associato con assoluta certezza alla leucemia linfocitica non acuta. Sulla stessa lunghezza d'onda un precedente studio francese, del resto, aveva evidenziato come basti vivere vicino a un distributore di benzina o a un garage pubblico per quadruplicare il rischio di leucemia acuta nei bambini.
Marco Malagutti
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