Cambio medico di base, come fare

18 giugno 2021
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Cambio medico di base, come fare


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Come scegliere e cambiare il medico di base o il pediatra di famiglia


Secondo i dati Enpam, ente di previdenza dei medici, entro il 2023 andranno in pensione 21.700 medici di famiglia: in alcune città, ad esempio a Milano, la situazione è già difficile, perché sono andati in pensione molti medici negli ultimi mesi. Ma cosa si deve fare quando il proprio medico di base, o il pediatra di libera scelta, vanno in pensione?

Il medico va in pensione. Come trovare il nuovo medico?


Il passaggio ad un nuovo medico di medicina generale o ad un pediatra di libera scelta non è automatico. Si deve infatti fare nuovamente una scelta del professionista a cui rivolgersi, come avviene ad esempio quando si cambia residenza (o per i pediatri di libera scelta quando nasce un bambino). Ogni regione ha procedure leggermente diverse, ma in generale vi sono due modalità: o ci si reca all'ufficio predisposto per la Scelta e Revoca nella struttura regionale di competenza (anche questo è indicato con una sigla diversa come ATS, AUSL, o ASL, a seconda della Regione) oppure - dove attivo il servizio - si procede online, attraverso il proprio computer, o, in alternativa presso le farmacie territoriali.

Cosa fa il medico di base

Se si vuole garantita l'assistenza territoriale è necessario avere un medico di base, o in caso di minori di 14 anni del pediatra di libera scelta. Il Servizio sanitario nazionale, infatti, garantisce, attraverso i medici ed i pediatri convenzionati, la gestione ambulatoriale e domiciliare delle patologie acute e croniche secondo la migliore pratica ed in accordo con il malato, inclusi gli interventi e le azioni di promozione e di tutela globale della salute.

Ecco alcune delle principali attività svolte dal medico di base:
  • l'educazione sanitaria del paziente e dei suoi familiari, il counselling per la gestione della malattia o della disabilità e la prevenzione delle complicanze;
  • l'attivazione di percorsi assistenziali a favore del bambino, che prevedano la presa in carico entro il primo mese di vita, in collaborazione con consultori ed ospedali, e a favore dell'adulto, anche attraverso la valutazione multidimensionale e la tenuta della scheda sanitaria, il consulto con lo specialista e la continuità assistenziale nelle fasi dell'accesso al ricovero ospedaliero, della degenza e in quella successiva alla dimissione, con particolare riguardo alle patologie ad andamento cronico ed evolutivo;
  • le visite ambulatoriali e domiciliari a scopo preventivo, diagnostico, terapeutico e riabilitativo;
  • la prescrizione di medicinali inclusi nel prontuario terapeutico nazionale, la prescrizione di prestazioni specialistiche incluse nel Nomenclatore dell'assistenza specialistica ambulatoriale, la proposta di prestazioni di assistenza integrativa, la proposta di ricovero e la proposta di cure termali;
  • le prestazioni sanitarie e socio-sanitarie previste dalla normativa nazionale e dalla normativa regionale applicativa;
  • l'esecuzione degli screening previsti dalla normativa nazionale e dalla normativa regionale applicativa;
  • l'assistenza domiciliare programmata alle persone con impossibilità a raggiungere lo studio del medico perché non deambulanti, o con gravi limitazioni funzionali o non trasportabili con mezzi comuni, anche in forma integrata con l'assistenza specialistica, infermieristica e riabilitativa ed in collegamento, se necessario, con l'assistenza sociale;
  • le certificazioni obbligatorie per legge ai fini della riammissione alla scuola dell'obbligo, agli asili nido, alla scuola materna e alle scuole secondarie superiori, nonché ai fini dell'astensione dal lavoro del genitore a seguito di malattia del bambino;
  • la certificazione di idoneità allo svolgimento di attività sportive non agonistiche di cui al decreto del Ministro della sanità del 24 aprile 2013 e successive modifiche e integrazioni, art. 3, lettera a) e c) nell'ambito scolastico, a seguito di specifica richiesta dell'autorità scolastica competente;
  • la certificazione per l'incapacità temporanea al lavoro;
  • la certificazione per la riammissione al lavoro, ove prevista;
  • le vaccinazioni obbligatorie e le vaccinazioni raccomandate alla popolazione a rischio;
  • l'osservazione e la rilevazione di reazioni indesiderate post-vaccinali.

Vado all’Asl, che documenti porto?

Facciamo un esempio di quello che serve per cambiare medico in Lombardia. Se si decide di recarsi presso un qualsiasi ufficio di scelta e revoca, delle ASST è necessario portare con sé: la Carta Regionale dei Servizi (CRS) o la Tessera Sanitaria Nazionale, il nominativo del Medico da scegliere e il suo codice regionale. Se si vuole operare la scelta anche per altri membri della famiglia o conoscenti è necessario inoltre consegnare: una delega firmata, una fotocopia del documento di identità (carta di identità, patente o passaporto), una fotocopia della Carta Regionale dei Servizi (gialla) o della Tessera Sanitaria Nazionale (azzurra).

Con lo Spid si fa online

Se si è in possesso del codice PIN della Carta Regionale dei Servizi o della SPID (identità digitale) si può effettuare l'operazione di cambio, scelta o revoca direttamente online dal portale della Regione Lombardia. Si può cambiare online il medico di medicina generale (MMG) o il pediatra di libera scelta (PLS), purché appartenente all'ambito territoriale di competenza. Inoltre, in questo momento di emergenza COVID-19, è possibile visualizzare solo i medici che si possono scegliere online perché non richiedono una valutazione da parte del personale dei punti di Scelta e Revoca in funzione del numero elevato di assistiti a loro associato. Per scegliere un medico non disponibile online, ci si deve necessariamente recare presso gli uffici per verificare l'effettiva possibilità di scelta.

Link utili

Di seguito alcuni link utili per la scelta e revoca del medico di base o il pediatra di famiglia nelle varie regioni italiane:

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