Pediculosi del pube: tutto sulle piattole

30 agosto 2019

Pediculosi del pube: tutto sulle piattole



Indice


Definizione


La pediculosi del pube è una parassitosi causata da un insetto parassita dell'uomo, il Phthirus pubis (volgarmente chiamato piattola, per la sua forma schiacciata), che può colonizzare la zona del pube, dove si nutre del sangue alla base del bulbo pilifero, e lì riprodursi tramite deposizione delle uova.
Esistono tre diverse specie di pidocchi: quello della testa (Pediculus capitis), quello del corpo (Pediculus humanus) e quello del pube (Phthirus pubis). Il primo è di gran lunga il più diffuso ed è quasi indistinguibile da quello del corpo, ormai piuttosto raro. Il pidocchio del pube ha invece una forma decisamente più schiacciata rispetto alle due specie (da cui il nome comune "piattola").
Se la Pediculosi non viene trattata adeguatamente, l'infestazione tende ad estendersi alle regioni scrotale (uomo), perianale ed ai peli del tronco o degli arti inferiori. La Pediculosi del pube è contagiosa, deve essere prevenuta e curata precocemente.

Per approfondire...


Cause


L'infestazione da pidocchi può essere considerata una malattia sessualmente trasmissibile. Il contagio, infatti, avviene in genere durante l'attività sessuale, ma può verificarsi anche attraverso il contatto fisico con gli oggetti contaminati dai parassiti o dalle loro uova, come ad esempio i servizi igienici, i posti a sedere, la biancheria personale, lenzuola e coperte.


Sintomi

Si manifesta con un intenso prurito a livello della peluria pubica, soprattutto nelle ore notturne, e la presenza, sulla pelle intorno ai peli, di piccole macchioline bluastre appena visibili ad occhio nudo, dovute ai morsi del pidocchio. La pediculosi non interessa le mucose genitali e non compromette la funzionalità degli organi genitali, ma se non trattata l'infestazione tende ad estendersi nelle regioni scrotale (uomo) e perianale. 



Diagnosi

La diagnosi spesso viene fatta dal paziente stesso, che nota i parassiti sui peli pubici, dato che sono visibili ad occhio nudo o con una lente di ingrandimento. Il medico conferma la diagnosi con l'esame dei genitali esterni, dove si vedono i piccoli parassiti o le loro uova (lendini), di colore bianco-grigiastro traslucido, attaccate ai peli pubici.
In presenza di sintomi a livello pubico occorre una visita di controllo presso il medico di base o il medico specialista (Dermatologo) che, grazie all'osservazione con una lente di ingrandimento o su vetrino per microscopia, effettuerà la diagnosi sulla base del riscontro delle caratteristiche lendini attaccate ai peli e del pidocchio stesso.


Cure

La terapia più utilizzata è quella locale che prevede l'applicazione di creme, polveri, lozioni o schiume a base di permetrina e/o piretrina, tetrametrina o malathion. Il prodotto scelto va applicato accuratamente su tutta la zona colpita, e per lavare la zona interessata si dovranno utilizzare prodotti anti parassitari. Il trattamento locale va eseguito e ripetuto dopo una settimana circa o dieci giorni per essere sicuri di avere eradicato tutte le uova dei parassiti. Terminato il trattamento, è utile un controllo dopo una settimana, in particolare se i sintomi persistono. I partner sessuali che hanno avuto contatti con la persona infetta fino ad un mese prima, vanno informati e devono sottoporsi al trattamento a loro volta.
In gravidanza e nelle donne che allattano si utilizza solo il trattamento locale.
In alcuni casi è necessario ricorrere a una terapia orale, a base di ivermectina, per due settimane.


Prevenzione e altri trattamenti

Tutta la biancheria personale utilizzata e la biancheria dei letti andrà trattata e lavata ad alte temperature, da sola. Gli indumenti e le coperte, che potrebbero essere stati contagiati dai parassiti, vanno lavati ad alte temperature oppure a secco. Per evitare l'infestazione è utile:

  • la cura dell'igiene personale
  • un'adeguata informazione
  • il trattamento completo di entrambi i partner.


Vedi anche:


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