Artin 4% soluzione iniett. c/adrenalina 1:200.000 100 cartucce da 1,8

Ultimo aggiornamento: 05 marzo 2018
Farmaci - Artin

Artin 4% soluzione iniett. c/adrenalina 1:200.000 100 cartucce da 1,8




INDICE SCHEDA



INFORMAZIONI GENERALI


AZIENDA

Omnia S.p.A.

MARCHIO

Artin

CONFEZIONE

4% soluzione iniett. c/adrenalina 1:200.000 100 cartucce da 1,8

ALTRE CONFEZIONI DI ARTIN DISPONIBILI

PRINCIPIO ATTIVO
articaina + adrenalina

FORMA FARMACEUTICA
siringhe preriempite/fiala + siringa

GRUPPO TERAPEUTICO
Anestetici locali

CLASSE
C

RICETTA
medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa, utilizzabile esclusivamente da specialisti: anestesisti rianimatori, specialisti in odontoiatria e stomatologia, odontoiatri, chirurghi maxillo-facciali

SCADENZA
24 mesi

PREZZO
70,24 €


INDICAZIONI TERAPEUTICHE



A cosa serve Artin 4% soluzione iniett. c/adrenalina 1:200.000 100 cartucce da 1,8

Anestesia di tipo plessico, tronculare o intralegamentoso.


CONTROINDICAZIONI



Quando non dev'essere usato Artin 4% soluzione iniett. c/adrenalina 1:200.000 100 cartucce da 1,8

Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti o ad altro anestetico locale di tipo amidico.

Il prodotto, come tutti gli anestetici locali che contengono adrenalina, non deve essere somministrato per via endovenosa. L'adrenalina associata come vasocostrittore agli anestetici locali è controindicata nei casi di: cardiopatia, gravi arteriopatie, ipertensione, manifestazioni ischemiche di qualsiasi tipo, emicrania essenziale, nefropatie, ipertiroidismo, diabete, glaucoma dell'angolo della camera anteriore dell'occhio, gravidanza presunta o accertata, allattamento.

Bambini di età inferiore ai 4 anni.




AVVERTENZE E PRECAUZIONI D'USO



Cosa serve sapere prima di prendere Artin 4% soluzione iniett. c/adrenalina 1:200.000 100 cartucce da 1,8

Prima dell'uso il Medico deve accertarsi dello stato delle condizioni circolatorie del soggetto da trattare. Occorre evitare qualsiasi sovradosaggio di anestetico e non somministrare 2 dosi massime se non è trascorso un intervallo minimo di 24 ore. È necessario, comunque, usare le dosi e la concentrazione più bassa che possano consentire di ottenere l'effetto desiderato. La somministrazione per via endovenosa è strettamente controindicata, pertanto è assolutamente necessario assicurarsi che l'ago non penetri un vaso sanguigno; l'iniezione accidentale può essere associata a convulsioni seguite da depressione del sistema nervoso centrale e/o depressione cardiorespiratoria e coma. La soluzione anestetica deve essere pertanto iniettata con cautela in piccole dosi, dopo 10 secondi circa da una preventiva aspirazione.

Specialmente quando si devono infiltrare zone molto vascolarizzate è consigliabile lasciare trascorrere circa 2 minuti prima di procedere al blocco loco-regionale vero e proprio.

Come per tutti gli anestetici locali, per evitare danni meccanicamente indotti del sistema nervoso centrale e possibili parestesie, il paziente deve essere mantenuto sotto accurato controllo sospendendo immediatamente la somministrazione al primo segno di allarme (per esempio modificazioni del sensorio: bruciore, formicolio, sensazione di scossa elettrica).

È necessario avere la disponibilità immediata dell'equipaggiamento dei farmaci e del personale idonei al trattamento di emergenza, poichè in rari casi sono state riferite reazioni gravi, talvolta ad esito infausto, anche in assenza di ipersensibilità individuale. L'anestesia locale deve essere evitata nelle zone infette e nelle infiammazioni.

Come altri anestetici di tipo amidico metabolizzati dal sistema microsomiale epatico, citocromo P450, Artin deve essere utilizzato con cautela in pazienti affetti da malattie epatiche; pazienti con gravi danni epatici sono maggiormente esposti al rischio di concentrazioni plasmatiche tossiche.

Artin deve essere somministrato con particolare attenzione in soggetti con precedente anamnesi di epilessia.

Per evitare morsicature alle labbra, alla lingua ed alle mucose il paziente deve essere sensibilizzatoa non masticare nulla e a mangiare solo dopo che sia tornata la sensibilità.

Le cartucce aperte non devono essere più usate.

Attenzione: il prodotto contiene sodio metabisolfito: tale sostanza può provocare in soggetti sensibili e particolarmente negli asmatici, reazioni di tipo allergico ed attacchi asmatici gravi.

Artin contiene adrenalina che può causare localmente necrosi tissutale e tossicità sistemica, devono pertanto essere osservate le usuali precauzioni per la somministrazione di adrenalina.

È vietata un'assunzione diversa, per schema posologico e per via di somministrazione, da quelle riportate.



INTERAZIONI



Quali farmaci o principi attivi possono interagire con l'effetto di Artin 4% soluzione iniett. c/adrenalina 1:200.000 100 cartucce da 1,8

Non hanno determinato effetti diversi da quelli desiderati gli oppiacei usati di routine per la premedicazione e per la medicazione supplementare od altri analgesici, l'atropina, gli psicofarmaci o gli analettici periferici o, in caso di anestesia generale supplementare, i barbiturici, gli anestetici da inalazione, le chetamine ed i neuroleptoanalgesici.

La cimetidina e i betabloccanti rallentano il catabolismo epatico degli anestetici locali; i digitalici aumentano il rischio di brachicardia e di disturbi della conduzione auricolo- vestibolare. La guanetidina potenzia e prolunga l'azione dell'adrenalina; la L-dopa, essendo un precursore dell'adrenalina, può determinare degli attacchi ipertensivi.

I vasocostrittori di tipo simpaticomimetico, come l'adrenalina, possono essere potenziati nel loro effetto ipertensivo dagli antidepressivi ciclici o dagli IMAO; anche se interazioni di questo tipo sono state riferite con concentrazioni massime di adrenalina di 1:80.000 è bene utilizzare il prodotto con estrema cautela in caso di trattamento con i farmaci sopracitati.

Fenotiazine e butirrofenoni possono ridurre o inibire gli effetti pressori dell'adrenalina.


POSOLOGIA E MODO DI SOMMINISTRAZIONE



Come si usa Artin 4% soluzione iniett. c/adrenalina 1:200.000 100 cartucce da 1,8

Per le estrazioni normali di denti dell'arcata superiore in assenza di flogosi, è sufficiente iniettare una cartuccia (1,8 ml) per ogni dente nel fornice vestibolare, eccezionalmente, anche per evitare il dolore dell'iniezione palatina, può essere necessaria una seconda iniezione di 1-1,8 ml.

Nei casi in cui si debba praticare un'incisione o una sutura nel palato, è sufficiente iniettare nel palato circa 0,1 ml per volta.

In caso di estrazioni multiple di denti adiacenti il numero delle iniezioni vestibolari può essere ridotto.

Per le estrazioni normali di premolari dell'arcata inferiore è sufficiente l'anestesia plessica con una cartuccia (1,8 ml) per ogni dente. Nel caso in cui l'anestesia non fosse completa, si consiglia di effettuare un'ulteriore iniezione di 1-1,8 ml in sede vestibolare; se anche in questo caso l'effetto analgesico non fosse completo, è indicata la consueta iniezione nel forame mandibolare.

Per gli interventi preparatori di cavità o monconi per corone sono indicati, a seconda dell'entità e della durata del trattamento, da 0,5 ml ad una cartuccia (1,8 ml) per ogni dente in sede vestibolare(ad eccezione dei molari dell'osso mandibolare).


SOVRADOSAGGIO



Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Artin 4% soluzione iniett. c/adrenalina 1:200.000 100 cartucce da 1,8

Al primo segno di allarme occorre interrompere la somministrazione, porre il paziente in posizione orizzontale ed assicurarne la pervietà delle vie aeree. In caso di dispnea grave somministrargli l'ossigeno o effettuare la ventilazione artificiale.

L'uso di analettici bulbari deve essere evitato per non aggravare la situazione aumentando il consumo di ossigeno. Eventuali convulsioni possono essere controllate con l'uso di diazepam alla dose di 10-20 mg per via endovenosa; sono sconsigliabili, invece, i barbiturici che possono accentuare la depressione bulbare.

Il circolo può essere sostenuto con la somministrazione di cortisonici in dosi appropriate per via endovenosa; possono aggiungersi soluzioni diluite di stimolanti ad azione vasocostrittrice (mefentemina, metaminolo ed altro) o di solfato di atropina. Come antiacidosico può essere impiegato il bicarbonato di sodio in concentrazione mirata, per via endovenosa.


EFFETTI INDESIDERATI



Quali sono gli effetti collaterali di Artin 4% soluzione iniett. c/adrenalina 1:200.000 100 cartucce da 1,8

Si possono avere reazioni tossiche e reazioni allergiche sia all'anestetico che al vasocostrittore.

Reazioni tossiche: fenomeni di stimolazione nervosa centrale con eccitazione, tremori, disorientamento, vertigini, midriasi, aumento del metabolismo e della temperatura corporea e, per dosi molto elevate, trisma e convulsioni. Se è interessato il midollo allungato si ha la compartecipazione dei centri cardiovascolare/respiratorio/emetico con sudorazione, aritmie, ipertensione, tachipnea, broncodilatazione, nausea e vomito. Effetti di tipo periferico possono interessare l'apparato cardiovascolare con bradicardia e vasodilatazione.

Reazioni allergiche: manifestazioni a carattere locale quali eruzioni cutanee di vario tipo, orticaria, prurito; manifestazioni a carattere generale quali broncospasmo, edema laringeo fino al collasso cardiorespiratorio da shock anafilattico.

Il vasocostrittore può determinare effetti di vario tipo specialmentenei soggetti con problemi cardiocircolatori: ansia, sudorazione, ambascia respiratoria, aritmie cardiache, ipertensione (particolarmente grave nei soggetti già ipertesi e negli ipertiroidei), cefalea acuta, fotofobia, dolore retrosternale e faringeo, vomito; nel caso comparissero sintomi di questo tipo si deve sospendere subito la somministrazione.

Le classi di frequenza delle reazioni avverse sono definite come segue: molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100, < 1/10); non comune (≥ 1/1000,< 1/100); raro (≥ 1/10.000, < 1/1000), non noto (la frequenza non può essere stimata dai dati disponibili).

Disturbi del sistema immunitario

Raro: reazioni allergiche, nei casi più gravi, shock anafilattico

Disturbi psichiatrici

Raro: ansia, nervosismo

Patologie del sistema nervoso

Comune: cefalea

Non comune: parestesia, (perdita della sensibilità e sensazione di bruciore) della lingua, del labbro o entrambi, ipoestesia.

Raro: vertigini, irrequietezza, tremori, tachipnea, sonnolenza, disorientamento, trisma, convulsioni, coma e paralisi respiratoria.

Patologie dell'occhio

Raro: diplopia, midriasi, ptosi, miosi e enoftalmo, fotofobia.

Patologie cardiache

Comune: bradicardia, tachicardia,

Non comune: ipertensione

Raro: depressione cardiocircolatoria e arresto cardiaco

Patologie gastrointestinali

Non comune: nausea e vomito.

Patologie delle cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: edema della faccia

Non comune: prurito, orticaria

Raro: angio-edema, necrosi

Patologie respiratorie,toraciche e mediastiniche

Non noto: tachipnea, broncodilatazione, broncospasmo, dolore retrosternale e faringeo

Patologie sistemiche:

Non noto: aumento del metabolismo e della temperatura corporea con sudorazione. Dolore e ulcere in sede d'inoculo

Sono stati riportati casi di paralisi dei muscoli oculari, dopo iniezione alveolare posteriore e superiore (durante l'anestesia); i sintomi includono diplopia, midriasi, ptosi difficoltà di abduzione oculare. Questi sintomi possono comparire immediatamente dopo l'iniezione e persistere da pochi minuti ad alcune ore.


CONSERVAZIONE



Conservare a temperatura inferiore ai 30°C, conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce. Non refrigerare.






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