Entyvio 300 mg polvere per concentrato per soluzione per infusione 1 flaconcino 20 ml

Ultimo aggiornamento: 14 marzo 2018
Farmaci - Entyvio

Entyvio 300 mg polvere per concentrato per soluzione per infusione 1 flaconcino 20 ml




INDICE SCHEDA



INFORMAZIONI GENERALI


AZIENDA

Takeda Italia S.p.A.

MARCHIO

Entyvio

CONFEZIONE

300 mg polvere per concentrato per soluzione per infusione 1 flaconcino 20 ml

PRINCIPIO ATTIVO
vedolizumab

FORMA FARMACEUTICA
soluzione (uso interno)

GRUPPO TERAPEUTICO
Immunosoppressivi

CLASSE
H

RICETTA
medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa, vendibile al pubblico su prescrizione di centri ospedalieri o di specialisti internista e gastroenterologo

SCADENZA
36 mesi

PREZZO
3360,28 €


INDICAZIONI TERAPEUTICHE



A cosa serve Entyvio 300 mg polvere per concentrato per soluzione per infusione 1 flaconcino 20 ml

Colite ulcerosa

Entyvio è indicato per il trattamento di pazienti adulti con colite ulcerosa attiva da moderata a grave, che hanno manifestato una risposta inadeguata, hanno perso la risposta o sono risultati intolleranti alla terapia convenzionale o alla somministrazione di un antagonista del fattore di necrosi tumorale alfa (TNFα).

Malattia di Crohn

Entyvio è indicato per il trattamento di pazienti adulti con malattia di Crohn attiva da moderata a grave, che hanno manifestato una risposta inadeguata, hanno perso la risposta o sono risultati intolleranti alla terapia convenzionale o alla somministrazione di un antagonista del fattore di necrosi tumorale alfa (TNFα).


CONTROINDICAZIONI



Quando non dev'essere usato Entyvio 300 mg polvere per concentrato per soluzione per infusione 1 flaconcino 20 ml

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo (qui non riportato) 6.1.

Gravi infezioni attive come tubercolosi, sepsi, citomegalovirus, listeriosi e infezioni opportunistiche come la leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML) .


AVVERTENZE E PRECAUZIONI D'USO



Cosa serve sapere prima di prendere Entyvio 300 mg polvere per concentrato per soluzione per infusione 1 flaconcino 20 ml

La somministrazione di vedolizumab deve avvenire in strutture sanitarie adeguatamente attrezzate, in modo da consentire il trattamento di eventuali reazioni di ipersensibilità acuta, inclusa l'anafilassi. Durante la somministrazione di vedolizumab devono essere prontamente disponibili all'uso idonee misure di monitoraggio e di supporto medico. Tutti i pazienti devono essere tenuti sotto osservazione continua durante ogni infusione. Per le prime due infusioni devono anche essere posti sotto osservazione per circa due ore dopo il completamento dell'infusione per rilevare segni e sintomi di reazioni di ipersensibilità acuta. Per tutte le infusioni successive, i pazienti devono essere posti sotto osservazione per circa un'ora dopo il completamento dell'infusione.

Reazioni correlate all'infusione

Negli studi clinici sono state riferite reazioni all'infusione (IRR, Infusion-Related Reactions) e reazioni di ipersensibilità, la maggior parte delle quali di intensità lieve o moderata .

In presenza di una IRR grave, di una reazione anafilattica o di altra reazione grave, la somministrazione di Entyvio deve essere interrotta immediatamente e si deve istituire un trattamento appropriato (p. es. epinefrina e antistaminici) .

Se si verifica una IRR lieve o moderata, si può ridurre la velocità di infusione o interrompere l'infusione e istituire un trattamento appropriato. Si potrà proseguire l'infusione una volta che la IRR lieve o moderata sarà cessata. Nei pazienti con precedenti di IRR lievi o moderate al vedolizumab, il medico deve valutare l'opportunità di somministrare un pretrattamento (per es. con antiistamina, idrocortisone e/o paracetamolo) prima dell'infusione successiva per minimizzarne i rischi .

Infezioni

Vedolizumab è un antagonista dell'integrina selettiva per l'intestino senza evidenze di attività immunosoppressiva sistemica .

Il medico deve essere consapevole del potenziale aumento di rischio di infezioni opportunistiche o infezioni per le quali l'intestino rappresenta una barriera difensiva . Il trattamento con Entyvio non deve essere iniziato in pazienti con infezioni attive gravi fino a quando tali infezioni siano poste sotto controllo e il medico deve valutare l'opportunità di sospendere il trattamento nei pazienti che sviluppano un'infezione grave durante la terapia cronica con Entyvio. Si deve esercitare cautela nel valutare l'impiego di vedolizumab in pazienti con un'infezione cronica controllata o precedenti di infezioni gravi ricorrenti. I pazienti devono essere monitorati attentamente per rilevare eventuali infezioni prima, durante e dopo il trattamento. Entyvio è controindicato nei pazienti con tubercolosi attiva . Prima di iniziare il trattamento con vedolizumab, i pazienti devono essere sottoposti a screening per la tubercolosi in base alla prassi locale. Di fronte alla diagnosi di tubercolosi latente si deve istituire un'appropriata terapia anti-tubercolosi in conformità con le raccomandazioni locali prima di iniziare la terapia con vedolizumab. Nei pazienti che ricevono una diagnosi di tubercolosi durante la terapia con vedolizumab tale terapia deve essere interrotta fino alla risoluzione dell'infezione da tubercolosi.

Alcuni antagonisti dell'integrina e alcuni agenti immunosoppressivi sistemici sono stati associati a leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML), un'infezione opportunistica rara e spesso fatale provocata dal virus di John Cunningham (JC). Legandosi all'integrina α4β7 espressa sui linfociti gut-homing, vedolizumab esercita un effetto immunosoppressivo sull'intestino. Sebbene non siano stati osservati effetti immunosoppressivi sistemici in soggetti sani, gli effetti sulla funzionalità del sistema immunitario sistemico in pazienti con malattia infiammatoria intestinale non sono noti.

Anche se negli studi clinici sull'uso di vedolizumab non sono stati riferiti casi di PML, gli operatori sanitari devono monitorare i pazienti in terapia con vedolizumab per rilevare un'eventuale nuova insorgenza o un peggioramento dei segni e sintomi neurologici, come evidenziato nel materiale educazionale per i medici, e valutare in questo caso l'opportunità di un consulto neurologico. Al paziente deve essere consegnata la scheda di allerta del paziente . Se si sospetta la PML, il trattamento con vedolizumab deve essere sospeso; in caso di conferma della diagnosi, il trattamento deve essere interrotto in via permanente.

Neoplasie

Il rischio di neoplasie risulta aumentato nei pazienti con colite ulcerosa e malattia di Crohn. I medicinali immunomodulatori possono aumentare il rischio di sviluppare neoplasie .

Utilizzo precedente e concomitante di prodotti biologici

Non sono disponibili dati da studi clinici sull'uso di vedolizumab in pazienti precedentemente trattati con natalizumab o rituximab. Si deve esercitare cautela nel valutare l'uso di Entyvio in questi pazienti.

I pazienti precedentemente esposti a natalizumab devono attendere normalmente almeno 12 settimane prima di iniziare la terapia con Entyvio, salvo diversa indicazione basata sulle condizioni cliniche del paziente.

Non sono disponibili dati clinici sull'uso concomitante di vedolizumab e di immunosoppressori biologici. L'uso di Entyvio in questi pazienti non è pertanto raccomandato.

Vaccini vivi e orali

In uno studio controllato con placebo condotto su volontari sani, una singola dose di vedolizumab da 750 mg non ha abbassato i tassi di immunità protettiva verso il virus dell'epatite B in soggetti che avevano ricevuto tre dosi di vaccino per via intramuscolare con l'antigene di superficie ricombinante dell'epatite B. I soggetti esposti a vedolizumab hanno fatto osservare tassi di sieroconversione inferiori dopo aver ricevuto un vaccino orale inattivato contro il colera. L'impatto su altri vaccini orali e nasali non è noto. Si raccomanda che tutti i pazienti effettuino le dovute vaccinazioni e i richiami previsti dalle attuali linee guida per l'immunizzazione prima di iniziare la terapia con Entyvio. I pazienti sottoposti al trattamento con vedolizumab possono continuare a ricevere vaccini non vivi. Non vi sono dati sulla trasmissione secondaria di infezioni mediante vaccini vivi in pazienti in terapia con vedolizumab. La somministrazione del vaccino influenzale deve avvenire mediante iniezione, in linea con l'abituale prassi clinica. È possibile somministrare altri vaccini vivi in concomitanza con vedolizumab soltanto se i benefici sono chiaramente superiori ai rischi.

Induzione della remissione nella malattia di Crohn

L'induzione della remissione nella malattia di Crohn in alcuni pazienti potrebbe richiedere fino a 14 settimane. I motivi di ciò non sono del tutto noti e sono forse correlati al meccanismo d'azione. Questo dato si deve tenere in considerazione, soprattutto nei pazienti che presentano al basale una malattia grave attiva non precedentemente trattata con antagonisti del TNFα. (Vedere anche paragrafo (qui non riportato) 5.1.)

Le analisi esplorative di sottogruppi condotte negli studi clinici sulla malattia di Crohn suggeriscono che la somministrazione di vedolizumab a pazienti non trattati allo stesso tempo con corticosteroidi potrebbe rivelarsi meno efficace per l'induzione della remissione nella malattia di Crohn rispetto ai pazienti già in trattamento con corticosteroidi .


INTERAZIONI



Quali farmaci o principi attivi possono interagire con l'effetto di Entyvio 300 mg polvere per concentrato per soluzione per infusione 1 flaconcino 20 ml

Non sono stati effettuati studi d'interazione.

Vedolizumab è stato studiato in pazienti adulti con colite ulcerosa e malattia di Crohn in terapia concomitante con corticosteroidi, immunomodulatori (azatioprina, 6-mercaptopurina e metotressato) e aminosalicilati. Le analisi di farmacocinetica di popolazione suggeriscono che la somministrazione concomitante di tali agenti non ha un effetto clinicamente significativo sulla farmacocinetica di vedolizumab. L'effetto di vedolizumab sulla farmacocinetica di composti medicinali comunemente somministrati in concomitanza non è stato studiato.

Vaccinazioni

I vaccini vivi, in particolare i vaccini vivi orali, devono essere utilizzati con cautela in concomitanza con Entyvio .


POSOLOGIA E MODO DI SOMMINISTRAZIONE



Come si usa Entyvio 300 mg polvere per concentrato per soluzione per infusione 1 flaconcino 20 ml

Il trattamento con Entyvio deve essere iniziato dietro indicazione e portato avanti sotto la supervisione di operatori sanitari specializzati nella diagnosi e nel trattamento della colite ulcerosa o della malattia di Crohn . Ai pazienti deve essere consegnato il foglio illustrativo e la scheda di allerta del paziente.

Posologia

Colite ulcerosa

Il regime posologico raccomandato di Entyvio è 300 mg da somministrarsi mediante infusione endovenosa a zero, due e sei settimane e successivamente ogni otto settimane.

Se non si osserva un beneficio terapeutico entro la Settimana 10 si deve rivalutare attentamente se proseguire la terapia nei pazienti con colite ulcerosa .

Alcuni pazienti che hanno fatto osservare una riduzione della risposta potrebbero trarre beneficio da un aumento della frequenza di somministrazione fino ad arrivare a 300 mg di Entyvio ogni quattro settimane.

Nei pazienti che hanno risposto al trattamento con Entyvio, la somministrazione di corticosteroidi può essere ridotta e/o interrotta in base allo standard di cura.

Ripresa del trattamento

Se la terapia viene interrotta e vi è la necessità di riprendere il trattamento con Entyvio, si può valutare la somministrazione ogni quattro settimane . Il periodo di interruzione del trattamento negli studi clinici è arrivato fino a un anno. Durante la ripresa del trattamento con vedolizumab l'efficacia è stata ripristinata senza un evidente aumento degli eventi avversi o delle reazioni correlate all'infusione .

Malattia di Crohn

Il regime posologico raccomandato di Entyvio è 300 mg da somministrarsi mediante infusione endovenosa a zero, due e sei settimane e successivamente ogni otto settimane.

I pazienti con malattia di Crohn che non manifestano una risposta potrebbero trarre beneficio dalla somministrazione di una dose di Entyvio alla Settimana 10 . Nei pazienti che rispondono al trattamento, proseguire la terapia ogni otto settimane a partire dalla Settimana 14.

La terapia nei pazienti con malattia di Crohn non deve essere proseguita se non si osserva un beneficio terapeutico entro la Settimana 14 .

Alcuni pazienti su cui è stata osservata una riduzione della risposta potrebbero trarre beneficio da un aumento della frequenza di somministrazione fino ad arrivare a 300 mg di Entyvio ogni quattro settimane.

Nei pazienti che hanno risposto al trattamento con Entyvio, la somministrazione di corticosteroidi può essere ridotta e/o interrotta in base allo standard di cura.

Ripresa del trattamento

Se la terapia viene interrotta e vi è la necessità di riprendere il trattamento con Entyvio, si può valutare la somministrazione ogni quattro settimane . Il periodo di interruzione del trattamento negli studi clinici è arrivato fino a un anno. Durante la ripresa del trattamento con vedolizumab l'efficacia è stata ripristinata senza un evidente aumento degli eventi avversi o delle reazioni correlate all'infusione .

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l'efficacia di vedolizumab nei bambini di età compresa tra 0 e 17 anni non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili.

Pazienti anziani

Non sono necessari aggiustamenti della dose per i pazienti anziani. Le analisi di farmacocinetica di popolazione non hanno mostrato alcun effetto del fattore età .

Pazienti con compromissione renale o epatica

Entyvio non è stato studiato in queste popolazioni di pazienti. Non possono essere quindi fornite raccomandazioni sulla dose.

Modo di somministrazione

Entyvio è solo per uso endovenoso. Prima della somministrazione endovenosa deve essere ricostituito e ulteriormente diluito; per le istruzioni vedere paragrafo (qui non riportato) 6.6.

Entyvio si somministra mediante infusione endovenosa della durata di 30 minuti. I pazienti devono essere monitorati durante e dopo l'infusione .


SOVRADOSAGGIO



Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Entyvio 300 mg polvere per concentrato per soluzione per infusione 1 flaconcino 20 ml

Negli studi clinici sono state somministrate dosi fino a 10 mg/kg (circa 2,5 volte la dose raccomandata). Non è stata osservata nessuna tossicità dose-limitante negli studi clinici.


CONSERVAZIONE



Conservare in frigorifero (2°C-8°C). Tenere il flaconcino nell'imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.

Per le condizioni di conservazione dopo la ricostituzione e la diluizione vedere paragrafo (qui non riportato) 6.3.


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