Nipin 30 mg 14 compresse rivestite con film a rilascio modificato

Ultimo aggiornamento: 12 gennaio 2018
Farmaci - Nipin

Nipin 30 mg 14 compresse rivestite con film a rilascio modificato




INDICE SCHEDA



INFORMAZIONI GENERALI


AZIENDA

Lab. It. Biochim. Farm.co Lisapharma S.p.A.

MARCHIO

Nipin

CONFEZIONE

30 mg 14 compresse rivestite con film a rilascio modificato

ALTRE CONFEZIONI DI NIPIN DISPONIBILI

PRINCIPIO ATTIVO
nifedipina

FORMA FARMACEUTICA
compressa rivestita

GRUPPO TERAPEUTICO
Calcioantagonisti

CLASSE
A

RICETTA
medicinale soggetto a prescrizione medica

SCADENZA
36 mesi

PREZZO
5,52 €


INDICAZIONI TERAPEUTICHE



A cosa serve Nipin 30 mg 14 compresse rivestite con film a rilascio modificato

  • Trattamento della cardiopatia ischemica: angina pectoris cronica stabile (angina da sforzo).
  • Trattamento dell'ipertensione arteriosa.



CONTROINDICAZIONI



Quando non dev'essere usato Nipin 30 mg 14 compresse rivestite con film a rilascio modificato

NIPIN non dev'essere somministrato in caso di ipersensibilità nota alla nifedipina o ad uno degli eccipienti .

NIPIN non dev'essere somministrato in caso di shock cardiocircolatorio.

NIPIN non dev'essere somministrato a pazienti con sacca di Kock (ileostomia successiva a proctocolectomia).

La nifedipina non dev'essere somministrata in associazione alla rifampicina in quanto tale combinazione non consente di ottenere livelli plasmatici efficaci della nifedipina a causa dell'induzione enzimatica .


AVVERTENZE E PRECAUZIONI D'USO



Cosa serve sapere prima di prendere Nipin 30 mg 14 compresse rivestite con film a rilascio modificato

Si richiede cautela nei pazienti con pressione arteriosa molto bassa (ipotensione grave con pressione sistolica inferiore a 90 mm HG), in caso di palese insufficienza cardiaca e di grave stenosi aortica.

La nifedipina non dev'essere usata in gravidanza, salvo il caso in cui le condizioni cliniche della donna richiedano il trattamento con nifedipina. L'uso della nifedipina dev'essere riservato alle donne con ipertensione grave che non rispondono alla terapia standard .

L'uso della nifedipina durante l'allattamento è sconsigliato in quanto è stato osservato che la nifedipina viene escreta nel latte materno e gli effetti dell'assorbimento orale di piccole quantità di nifedipina non sono noti .

Occorre monitorare attentamente la pressione arteriosa, quando la nifedipina viene somministrata contestualmente con il solfato di magnesio per via endovenosa, a causa della possibilità di un calo eccessivo di pressione che potrebbe danneggiare sia la madre che il feto.

Come per altri materiali non deformabili, occorre usare cautela nella somministrazione di NIPIN in pazienti con preesistente stenosi gastrointestinale grave, in quanto potrebbero verificarsi sintomi di ostruzione. In casi rarissimi si è verificata la formazione di bezoari che hanno richiesto l'intervento chirurgico.

In casi isolati sono stati riportati sintomi di ostruzione anche in pazienti senza anamnesi nota di disturbi gastrointestinali.

Nel corso di indagini radiologiche (a raggi x) con contrasto di bario, NIPIN può causare effetti falsamente positivi (come dei difetti di riempimento interpretabili come polipi).

Nei pazienti con compromissione della funzione epatica si richiede un attento monitoraggio e, in casi gravi, può essere necessaria una riduzione di dosaggio.

La nifedipina viene metabolizzata tramite il sistema del citocromo P450 3A4. Pertanto tutti i farmaci che notoriamente inibiscano o inducano tale sistema enzimatico possono alterare il primo passaggio o la clearance della nifedipina .

I farmaci inibitori del sistema del citocromo P450 3A4 e che pertanto possono provocare un aumento delle concentrazioni plasmatiche della nifedipina sono, p. es.:

  • antibiotici macrolidi (p. es. eritromicina),
  • inibitori della proteasi anti-HIV (p.es., ritonavir),
  • antimicotici azolici (p.es. ketoconazolo),
  • gli antidepressivi nefazodone e fluoxetina,
  • chinupristina/dalfopristina,
  • acido valproico,
  • cimetidina.
In caso di co-somministrazione di questi farmaci, occorre monitorare la pressione arteriosa e, se necessario, prendere in considerazione la possibilità di ridurre la dose della nifedipina.

Durante il trattamento di pazienti diabetici o a rischio diabetico, la glicemia deve essere accuratamente controllata; se compare iperglicemia la terapia deve essere sospesa.

Per quanto riguarda l'impiego in popolazioni speciali vedi paragrafo (qui non riportato) 4.2.


INTERAZIONI



Quali farmaci o principi attivi possono interagire con l'effetto di Nipin 30 mg 14 compresse rivestite con film a rilascio modificato

Farmaci che influiscono sulla nifedipina:

La nifedipina viene metabolizzata tramite il sistema del citocromo P450 3A4 localizzato sia a livello della mucosa intestinale che del fegato. Pertanto i farmaci che notoriamente inibiscono o inducono questo sistema enzimatico possono alterare l'effetto di primo passaggio (dopo somministrazione orale) o la clearance della nifedipina .

Occorre quindi prendere in considerazione sia la portata che la durata delle interazioni quando si somministra la nifedipina insieme ai seguenti farmaci.

Rifampicina

La rifampicina è un forte induttore del sistema del citocromo P450 3A4. Se co-somministrata con la rifampicina, la biodisponibilità della nifedipina viene nettamente ridotta, con conseguente indebolimento della sua efficacia. L'uso della nifedipina in associazione con la rifampicina è pertanto controindicato .

In caso di co-somministrazione con i seguenti inibitori da deboli a moderati del sistema del citocromo P450 3A4, è necessario monitorare la pressione arteriosa e, se necessario, prendere in considerazione la possibilità di ridurre la dose della nifedipina .

Antibiotici macrolidi (p.es. eritromicina)

Non sono stati effettuati studi sull'interazione tra la nifedipina e gli antibiotici macrolidi. È noto che alcuni antibiotici macrolidi inibiscono il metabolismo mediato dal citocromo P450 3A4 di altri farmaci. Pertanto, in caso di co-somministrazione di questi farmaci, non si può escludere la possibilità di un aumento delle concentrazioni plasmatiche della nifedipina .

L'azitromicina, sebbene strutturalmente correlata alla classe degli antibiotici macrolidi, non è inibitore di CYP3A4.         

Inibitori della proteasi anti-HIV (p. es. ritonavir)

Non sono stati ancora eseguiti studi clinici per investigare le potenziali interazioni farmacologiche tra nifedipina e alcuni inibitori della proteasi anti-HIV. È noto che farmaci di questa classe inibiscono il sistema del citocromo P450 3A4. È stato inoltre dimostrato che farmaci di questa classe inibiscono in vitro il metabolismo della nifedipina mediato dal citocromo P450 3A4. Pertanto in caso di co-somministrazione di farmaci di questa categoria con la nifedipina non si può escludere un sostanziale aumento delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina a causa della diminuzione del metabolismo di primo passaggio e della riduzione dell'eliminazione .

Antimicotici azolici (p. es. ketoconazolo)

Non è stato ancora condotto nessuno studio formale per investigare la potenziale interazione farmacologica tra la nifedipina e alcuni antimicotici azolici. È noto che i farmaci di questa classe inibiscono il sistema del citocromo P450 3A4. In caso di co-somministrazione orale con la nifedipina non si può escludere un sostanziale aumento della biodisponibilità sistemica della nifedipina a causa di una diminuzione del metabolismo di primo passaggio .

Fluoxetina

Non sono stati ancora condotti studi clinici per investigare la potenziale interazione farmacologica tra la nifedipina e la fluoxetina. È stato dimostrato che la fluoxetina inibisce in vitro il metabolismo della nifedipina mediato dal citocromo P450 3A4. Non si può pertanto escludere un aumento delle concentrazioni plasmatiche della nifedipina in caso di co-somministrazione dei due farmaci .

Nefazodone       

Non sono stati ancora condotti studi clinici per investigare la potenziale interazione farmacologica tra la nifedipina e il nefazodone. È noto che il nefazodone inibisce il metabolismo di altri farmaci, qualora esso sia mediato dal sistema del citocromo P450 3A4. Non si può pertanto escludere un aumento delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina in caso di co-somministrazione dei due farmaci .

Chinupristina/dalfopristina

La somministrazione contemporanea di chinupristina/dalfopristina e nifedipina può far aumentare le concentrazioni plasmatiche della nifedipina .

Acido valproico

Non sono stati ancora condotti studi formali per investigare la potenziale interazione tra la nifedipina e l'acido valproico. Poiché è stato dimostrato che, a causa dell'inibizione enzimatica, l'acido valproico aumenta la concentrazione plasmatica della nimodipina, un calcio antagonista strutturalmente simile alla nifedipina, non si può quindi escludere un aumento delle concentrazioni plasmatiche della nifedipina e, di conseguenza, un aumento della sua efficacia .

Cimetidina

A causa del suo effetto di inibizione del citocromo P450 3A4, la cimetidina fa aumentare le concentrazioni plasmatiche di nifedipina, con la possibilità di potenziarne l'effetto antipertensivo .

Ulteriori studi

Cisapride

La somministrazione contemporanea di cisapride e nifedipina può condurre ad un aumento delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina.

Farmaci anti-epilettici induttori del sistema del citocromo P450 3A4, come la fenitoina, la carbamazepina e il fenobarbital

La fenitoina è un induttore del sistema del citocromo P450 3A4. Se la nifedipina viene co-somministrata con la fenitoina, la sua biodisponibilità è ridotta con conseguente indebolimento della sua efficacia. Se i due farmaci vengono co-somministrati, occorre monitorare la risposta clinica alla nifedipina e, se necessario, si deve prendere in considerazione un aumento della dose della nifedipina. Se durante il trattamento in associazione dei due farmaci, si aumenta la dose della nifedipina, occorre prendere in considerazione una riduzione della dose di nifedipina, nel momento in cui si sospende il trattamento con la fenitoina.

Non sono stati condotti studi formali per investigare la potenziale interazione tra la nifedipina e la carbamazepina o il fenobarbital. Poiché è stato dimostrato che entrambi i farmaci riducono le concentrazioni plasmatiche della nimodipina, un calcio-antagonista con struttura analoga alla nifedipina, a causa dell'induzione enzimatica, non si può escludere una diminuzione delle concentrazioni plasmatiche della nifedipina e, di conseguenza, una diminuzione della sua efficacia.

Effetti della nifedipina su altri farmaci:

Farmaci antipertensivi

La nifedipina può potenziare l'effetto antipertensivo di farmaci antipertensivi contestualmente somministrati, quali:

  • diuretici,
  • β-bloccanti,
  • ACE-inibitori,
  • antagonisti dei recettori dell'angiotensina 1 (AT-1),
  • altri calcio-antagonisti,
  • agenti bloccanti α-adrenergici,
  • inibitori della PDE5,
  • α-metildopa.
Quando la nifedipina viene somministrata contestualmente con beta-bloccanti, il paziente dev'essere attentamente monitorato, perchè in alcuni casi isolati si è osservato un peggioramento dell'insufficienza cardiaca.

Digossina

La co-somministrazione di nifedipina e digossina può provocare una riduzione della clearance della digossina e quindi un aumento delle concentrazioni plasmatiche della digossina. Per precauzione occorre quindi monitorare il paziente per sintomi di sovradosaggio di digossina e, se necessario, ridurre la dose del glicoside, tenendo conto della concentrazione plasmatica della digossina.

Chinidina

Con la co-somministrazione di nifedipina e chinidina in casi isolati sono stati osservati una diminuzione delle concentrazioni plasmatiche della chinidina o, una volta sospesa l'assunzione della nifedipina, un netto aumento delle concentrazioni plasmatiche di chinidina. Per questo motivo, se si aggiunge o si sospende la somministrazione della nifedipina, è necessario tenere sotto controllo la concentrazione plasmatica della chinidina e, se necessario, regolarne il dosaggio. Alcuni autori riportano un aumento delle concentrazioni plasmatiche della nifedipina in caso di co-somministrazione dei due farmaci, mentre altri non hanno osservato alcun cambiamento nella farmacocinetica della nifedipina.

Pertanto se alla terapia con nifedipina si affianca la chinidina, occorre esercitare un attento monitoraggio della pressione arteriosa. Se necessario, si deve diminuire la dose di nifedipina.

Tacrolimus

È stato dimostrato che il tacrolimus viene metabolizzato tramite il sistema del citocromo P450 3A4. Dati pubblicati recentemente indicano che la dose di tacrolimus somministrata simultaneamente con la nifedipina in alcuni casi può risultare ridotta. In caso di co-somministrazione dei due farmaci, occorre monitorare le concentrazioni plasmatiche del tacrolimus e, se necessario, occorre considerare una riduzione della dose di tacrolimus.

Interazioni con alimenti:

Succo di pompelmo

Il succo di pompelmo inibisce il sistema del citocromo P450 3A4. Pertanto la somministrazione di nifedipina insieme al succo di pompelmo provoca un aumento delle concentrazioni plasmatiche della nifedipina e ne prolunga l'azione a causa della diminuzione del metabolismo di primo passaggio o della ridotta eliminazione. Di conseguenza l'effetto antipertensivo può risultare amplificato. Dopo una regolare assunzione di succo di pompelmo questo effetto può durare per almeno 3 giorni dopo l'ultima assunzione di succo di pompelmo.

Si raccomanda pertanto di evitare l'assunzione di pompelmo/succo di pompelmo durante il trattamento con la nifedipina .

Altre forme d'interazione

La nifedipina può causare il falso innalzamento dei valori spettrofotometrici dell'acido vanilmandelico nelle urine. Essa non influisce invece sulla misurazione con HPLC.


SOVRADOSAGGIO



Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Nipin 30 mg 14 compresse rivestite con film a rilascio modificato

Sintomi

Nei casi di grave intossicazione da nifedipina si osservano i sintomi seguenti.

Disturbi della coscienza fino al coma, calo della pressione arteriosa, alterazioni del ritmo cardiaco di tipo tachicardico/bradicardico, iperglicemia, acidosi metabolica, ipossia, shock cardiogeno con edema polmonare.

Trattamento del sovradosaggio

Per quanto riguarda il trattamento, hanno la priorità l'eliminazione della sostanza attiva e la stabilizzazione delle condizioni cardiovascolari.

A seguito d'ingestione orale si raccomanda un'accurata lavanda gastrica associata, se necessario, a irrigazione dell'intestino tenue.

Specialmente in casi d'intossicazione con formulazioni di nifedipina a rilascio lento come NIPIN a rilascio modificato l'eliminazione dev'essere il più completa possibile e quindi anche dall'intestino tenue, al fine di prevenire l'inevitabile assorbimento successivo della sostanza attiva.

In caso di sovradosaggio l'emodialisi è inutile, dato che la nifedipina non è dializzabile. Tuttavia si raccomanda la plasmaferesi (per l'elevato legame con le proteine plasmatiche e il relativamente basso volume di distribuzione).

I disturbi del ritmo cardiaco di tipo bradicardico possono essere trattati sintomaticamente con β-simpatomimetici e, in caso di bradicardia con rischio di morte, si raccomanda l'applicazione temporanea di pace maker.

L'ipotensione conseguente a shock cardiogeno e vasodilatazione arteriosa può essere trattata con calcio (10 - 20 ml di soluzione di calcio gluconato 10% somministrata per iniezione endovenosa lenta e ripetuta se necessario). Come risultato il calcio sierico può raggiungere il livello superiore del range normale o valori leggermente superiori. Se la somministrazione di calcio non ottiene un aumento sufficiente della pressione arteriosa, si possono somministrare anche farmaci simpatomimetici vasocostrittori come la dopamina o la noradrenalina. Il dosaggio di questi farmaci è determinato unicamente dall'effetto ottenuto.

Occorre invece cautela nella somministrazione di liquidi o plasma expander per il rischio di sovraccaricare il cuore.


CONSERVAZIONE



Il principio attivo fotosensibile è sostanzialmente protetto dalla luce all'interno ed al di fuori della confezione; si consiglia tuttavia di non esporre a lungo le compresse alla luce solare diretta.

La protezione dall'umidità è garantita solo all'interno della confezione; le compresse dovrebbero quindi essere estratte dall'astuccio solo immediatamente prima dell'uso.


PATOLOGIE ASSOCIATE







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