Oncaspar 750 U/ml polvere per soluz. iniett. per infusione uso im, ev 1 flaconcino 3750 U

Ultimo aggiornamento: 30 aprile 2019

Farmaci - Foglietto illustrativo Oncaspar

Oncaspar 750 U/ml polvere per soluz. iniett. per infusione uso im, ev 1 flaconcino 3750 U




INDICE SCHEDA



INFORMAZIONI GENERALI


TITOLARE AIC:

Baxalta Innovations GmbH

CONCESSIONARIO:

Shire Italia S.p.A.

MARCHIO

Oncaspar

CONFEZIONE

750 U/ml polvere per soluz. iniett. per infusione uso im, ev 1 flaconcino 3750 U

ALTRE CONFEZIONI DI ONCASPAR DISPONIBILI

PRINCIPIO ATTIVO
pegaspargase

FORMA FARMACEUTICA
soluzione

GRUPPO TERAPEUTICO
Antineoplastici

CLASSE
H

RICETTA
medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa, utilizzabile esclusivamente in ambiente ospedaliero o in struttura ad esso assimilabile - vietata la vendita al pubblico

SCADENZA
24 mesi

PREZZO
2457,65 €

NATURA E CONTENUTO DEL CONTENITORE


Flaconcino di vetro flint di tipo I) con tappo in elastomero clorobutilico, ricoperto da un sigillo a strappo da 20 mm, contenente 3.750 U di pegaspargasi.

Confezione da 1 flaconcino.


FOGLIETTO ILLUSTRATIVO


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Foglietto illustrativo Oncaspar


INDICAZIONI TERAPEUTICHE


A cosa serve Oncaspar 750 U/ml polvere per soluz. iniett. per infusione uso im, ev 1 flaconcino 3750 U

Oncaspar è indicato come componente di una terapia di associazione antineoplastica per il trattamento della leucemia linfoblastica acuta (acute lymphoblastic leukaemia, ALL) nei pazienti pediatrici dalla nascita a 18 anni e negli adulti.


POSOLOGIA E MODO DI SOMMINISTRAZIONE


Come si usa Oncaspar 750 U/ml polvere per soluz. iniett. per infusione uso im, ev 1 flaconcino 3750 U

Oncaspar deve essere prescritto e somministrato da medici e personale sanitario esperto nell'uso di antineoplastici. Deve essere somministrato solo in ambito ospedaliero con la disponibilità di adeguati presidi per la rianimazione.

Posologia

Oncaspar viene di solito impiegato nell'ambito di protocolli chemioterapici di associazione con altri agenti antineoplastici (vedere anche paragrafo 4.5).

Pazienti pediatrici e adulti di età ≤21 anni

La dose raccomandata nei pazienti con superficie corporea ≥ 0,6 m2 ed età ≤ 21 anni è di 2.500 U di pegaspargasi (equivalenti a 3,3 ml di Oncaspar)/m2 di superficie corporea ogni 14 giorni.

Ai bambini con superficie corporea <0,6 m² si devono somministrare 82,5 U di pegaspargasi (equivalenti a 0,1 ml di Oncaspar)/kg di peso corporeo ogni 14 giorni.

Adulti di età > 21 anni

Se non altrimenti prescritto, la posologia raccomandata negli adulti di età >21 anni è di 2.000 U/m2 ogni 14 giorni.

Il trattamento può essere monitorato in base ai livelli minimi di attività sierica di asparaginasi, misurata prima della somministrazione della dose successiva di pegaspargasi. Se i valori dell'attività di asparaginasi non raggiungono i livelli target, si può considerare il passaggio a un diverso preparato a base di asparaginasi (vedere paragrafo 4.4).

Popolazioni particolari

Compromissione renale

Trattandosi di una proteina a elevato peso molecolare, pegaspargasi non viene escreta per via renale e non è necessario alcun aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione renale.

Compromissione epatica

Non è necessario alcun aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione epatica.

Anziani

I dati disponibili per i pazienti con più di 65 anni di età sono limitati.

Modo di somministrazione

Oncaspar può essere somministrato per iniezione intramuscolare o infusione endovenosa.

Per volumi ridotti, si preferisce la via di somministrazione intramuscolare. Quando si somministra Oncaspar con un'iniezione intramuscolare, il volume iniettato in una sede non deve superare i 2 ml nei bambini e negli adolescenti e i 3 ml negli adulti. Se si somministra un volume più elevato, la dose deve essere frazionata e somministrata in più sedi di iniezione.

L'infusione endovenosa di Oncaspar si somministra di solito per un periodo da 1 a 2 ore in 100 ml di soluzione iniettabile di cloruro di sodio 9 mg/ml (0,9%) o di soluzione di glucosio al 5%

La soluzione diluita può essere somministrata insieme a un'infusione già in corso di cloruro di sodio 9 mg/ml o di glucosio al 5%. Non infondere altri medicinali attraverso la stessa linea endovenosa durante la somministrazione di Oncaspar.

Per le istruzioni sulla ricostituzione e diluizione di questo medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.


CONTROINDICAZIONI


Quando non dev'essere usato Oncaspar 750 U/ml polvere per soluz. iniett. per infusione uso im, ev 1 flaconcino 3750 U

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Compromissione epatica grave (bilirubina >3 volte il limite superiore della norma [upper limit of normal, ULN]; transaminasi > 10 volte l'ULN).

Anamnesi positiva per trombosi grave con una precedente terapia a base di L-asparaginasi.

Anamnesi positiva per pancreatite (vedere paragrafo 4.4).

Anamnesi positiva per eventi emorragici gravi con una precedente terapia a base di L-asparaginasi (vedere paragrafo 4.4).


AVVERTENZE E PRECAUZIONI D'USO


Cosa serve sapere prima di prendere Oncaspar 750 U/ml polvere per soluz. iniett. per infusione uso im, ev 1 flaconcino 3750 U

Al fine di escludere una riduzione accelerata dell'attività dell'asparaginasi, è possibile effettuare la misurazione del livello di attività dell'asparaginasi nel siero o nel plasma.

Anticorpi anti-asparaginasi possono essere associati a bassi livelli di attività di asparaginasi a causa della potenziale attività neutralizzante di questi anticorpi. In tali casi, si deve considerare il passaggio a un diverso preparato a base di asparaginasi.

Durante la terapia, possono verificarsi reazioni da ipersensibilità a pegaspargasi, inclusa anafilassi potenzialmente fatale. Come misura precauzionale di routine, il paziente deve essere monitorato per un'ora dopo la somministrazione, avendo pronti adeguati presidi per la rianimazione e altri mezzi necessari al trattamento dell'anafilassi (adrenalina, ossigeno, steroidi per via endovenosa, ecc.). Nei pazienti con reazioni allergiche gravi Oncaspar deve essere sospeso (vedere paragrafi 4.3 e 4.8). In base alla gravità dei sintomi, come contromisura può essere indicata la somministrazione di antistaminici, corticosteroidi e vasopressori.

Nei pazienti che assumono pegaspargasi possono verificarsi eventi trombotici gravi, compresa la trombosi del seno sagittale. Nei pazienti con eventi trombotici gravi Oncaspar deve essere sospeso.

Nei pazienti che assumono pegaspargasi possono verificarsi un incremento del tempo di protrombina (prothrombin time, PT), un incremento del tempo di tromboplastina parziale (partial thromboplastin time, PTT) e ipofibrinogenemia. I parametri della coagulazione devono essere monitorati al basale e periodicamente durante e dopo il trattamento; in particolare quando si utilizzano contemporaneamente altri medicinali con effetti inibitori sulla coagulazione, come l'acido acetilsalicilico e i medicinali antinfiammatori non steroidei (vedere paragrafo 4.5).

È necessario un monitoraggio regolare del profilo della coagulazione. Il fibrinogeno può essere considerato un parametro del sistema pro- e anti-coagulativo. In presenza di una marcata diminuzione del fibrinogeno o di un deficit di antitrombina III (ATIII), prendere in considerazione l'utilizzo di un prodotto sostitutivo mirato (es., plasma fresco congelato).

Pegaspargasi può svolgere attività immunosoppressiva. È quindi possibile che l'impiego di questo medicinale favorisca l'insorgere di infezioni nei pazienti.

La terapia di associazione con Oncaspar può dare luogo a tossicità epatica grave e a tossicità a livello del sistema nervoso centrale.

È necessario procedere con cautela quando si somministra Oncaspar in associazione con altre sostanze epatotossiche, soprattutto in presenza di una compromissione epatica preesistente. In questo caso i pazienti devono essere monitorati per evidenziare un'eventuale compromissione epatica.

In presenza di sintomi di iperammoniemia (es., nausea, vomito, letargia, irritazione), è necessario un rigoroso monitoraggio dei livelli di ammoniaca.

Esiste la possibilità di un aumento del rischio di epatotossicità quando si somministra L-asparaginasi con gli inibitori della tirosin chinasi per il trattamento della LLA Ph+, quindi è necessaria cautela quando si decide di utilizzare Oncaspar in questa popolazione di pazienti.

La riduzione del numero dei linfoblasti circolanti è spesso piuttosto marcata, e frequentemente nei primi giorni successivi all'inizio della terapia si osservano conte leucocitarie normali o troppo basse. Ciò può essere associato a un marcato incremento del livello sierico dell'acido urico. Può svilupparsi una nefropatia da acido urico. Per controllare l'effetto terapeutico, è necessario un attento monitoraggio della conta ematica periferica e del midollo osseo del paziente.

Sono state riportate reazioni indesiderate sotto forma di pancreatite. I pazienti devono essere informati dei sintomi caratteristici della pancreatite che, se non trattata, potrebbe diventare fatale: dolore addominale persistente che potrebbe essere intenso, eventualmente irradiato al dorso. Se si sospetta una pancreatite, Oncaspar deve essere sospeso; se la pancreatite viene confermata non si deve riprendere la somministrazione di Oncaspar. È quindi necessario eseguire esami diagnostici adeguati dopo la sospensione della terapia con pegaspargasi. Non essendo nota con precisione la patogenesi, si possono raccomandare solo misure di supporto.

Le misurazioni dell'amilasi sierica devono essere eseguite di frequente per identificare i segni precoci di infiammazione del pancreas.

In singoli casi, è stata segnalata pancreatite emorragica o necrotizzante con esito fatale.

Durante il trattamento con Oncaspar si deve effettuare il monitoraggio dei livelli di glucosio nel sangue e nelle urine poichè potrebbero aumentare.

Durante il trattamento e per almeno 6 mesi dopo la sospensione di Oncaspar si deve utilizzare un metodo contraccettivo efficace non orale. L'uso della contraccezione orale non è considerato un metodo contraccettivo accettabile, dal momento che non si può escludere un'interazione indiretta tra i contraccettivi orali e pegaspargasi (vedere paragrafi 4.5 e 4.6).

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per dose, per cui è essenzialmente ‘privo di sodio'.


INTERAZIONI


Quali farmaci o principi attivi possono interagire con l'effetto di Oncaspar 750 U/ml polvere per soluz. iniett. per infusione uso im, ev 1 flaconcino 3750 U

La diminuzione delle proteine sieriche causata da pegaspargasi può aumentare la tossicità di altri medicinali legati alle proteine.

Inoltre, inibendo la sintesi proteica e la divisione cellulare, pegaspargasi può disturbare il meccanismo d'azione di altre sostanze che richiedono la divisione cellulare per esercitare il loro effetto, come per esempio il metotrexato.

Metotrexato e citarabina possono interferire in modi differenti: la somministrazione precedente di queste sostanze può incrementare in modo sinergico l'azione di Oncaspar. Se queste sostanze vengono somministrate successivamente, l'effetto di pegaspargasi può essere indebolito per antagonismo.

Pegaspargasi può interferire con il metabolismo enzimatico di altri medicinali, soprattutto nel fegato.

L'uso di Oncaspar può indurre fluttuazione nei fattori della coagulazione. Ciò può favorire la tendenza al sanguinamento e/o alla trombosi. È necessario quindi procedere con cautela quando si somministrano in concomitanza anticoagulanti come cumarina, eparina, dipiridamolo, acido acetilsalicilico o antinfiammatori non steroidei.

Quando si somministrano contemporaneamente glucocorticoidi (es., prednisone) e pegaspargasi, le alterazioni dei parametri della coagulazione (per es., riduzione del fibrinogeno e deficit di ATIII) possono essere più pronunciate.

Il trattamento immediatamente precedente o simultaneo con vincristina può incrementare la tossicità di pegaspargasi e aumenta il rischio di reazioni anafilattiche. La somministrazione di Oncaspar prima di vincristina può aumentare la neurotossicità di vincristina. Pertanto, vincristina deve essere somministrata almeno 12 ore prima della somministrazione di Oncaspar al fine di minimizzare la tossicità.

A causa dell'epatotossicità di pegaspargasi che può alterare la clearance epatica dei contraccettivi orali, non si può escludere un'interazione indiretta tra pegaspargasi e contraccettivi orali. Pertanto, si sconsiglia di associare Oncaspar con contraccettivi orali. Nelle donne potenzialmente fertili si deve utilizzare un metodo alternativo alla contraccezione orale (vedere paragrafi 4.4 e 4.6).

La vaccinazione concomitante con vaccini vivi aumenta il rischio di infezioni gravi da attribuire all'attività immunosoppressiva di pegaspargasi e alla presenza della malattia di base e alla chemioterapia di associazione (vedere paragrafo 4.4). Di conseguenza, la vaccinazione con vaccini vivi deve essere somministrata non prima di 3 mesi dopo la conclusione dell'intero trattamento antileucemico.


SOVRADOSAGGIO


Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Oncaspar 750 U/ml polvere per soluz. iniett. per infusione uso im, ev 1 flaconcino 3750 U

Qualche caso di sovradosaggio dovuto a somministrazione accidentale è stato segnalato con Oncaspar. In seguito al sovradosaggio sono stati osservati enzimi epatici aumentati, eruzione cutanea e iperbilirubinemia. Non esiste un trattamento farmacologico specifico per il sovradosaggio. In caso di sovradosaggio, i pazienti devono essere sottoposti a un attento monitoraggio alla ricerca di segni e sintomi di reazioni indesiderate, e gestiti adeguatamente con un trattamento sintomatico e di supporto.


GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO


Assumere Oncaspar 750 U/ml polvere per soluz. iniett. per infusione uso im, ev 1 flaconcino 3750 U durante la gravidanza e l'allattamento

Donne in età fertile/Contraccezione negli uomini e nelle donne

Durante il trattamento e per almeno 6 mesi dopo la sospensione di Oncaspar gli uomini e le donne devono utilizzare una contraccezione efficace. I contraccettivi orali non sono considerati sufficientemente sicuri in questa situazione clinica, dal momento che non si può escludere un'interazione indiretta tra i contraccettivi orali e pegaspargasi. Nelle donne potenzialmente fertili si deve utilizzare un metodo diverso dai contraccettivi orali (vedere paragrafi 4.4 e 4.5).

Gravidanza

I dati sull'uso di L-asparaginasi in donne in gravidanza sono limitati e non esistono dati relativi all'uso di Oncaspar. Non sono stati effettuati studi sulla riproduzione negli animali con pegaspargasi, ma gli studi negli animali con L-asparaginasi hanno mostrato teratogenicità (vedere paragrafo 5.3). Per questo motivo e a causa delle sue proprietà farmacologiche, Oncaspar non deve essere usato durante la gravidanza a meno che le condizioni cliniche della donna rendano necessario il trattamento con pegaspargasi.

Allattamento

Non è noto se pegaspargasi sia escreta nel latte materno. Sulla base delle sue proprietà farmacologiche, il rischio per i neonati/lattanti allattati al seno non può essere escluso. Come misura precauzionale, l'allattamento al seno deve essere interrotto durante il trattamento con Oncaspar e non deve essere ripreso dopo l'interruzione del trattamento.

Fertilità

Non è stato effettuato alcuno studio per indagare l'effetto di pegaspargasi sulla fertilità.


GUIDA DI VEICOLI E USO DI MACCHINARI


Effetti di Oncaspar 750 U/ml polvere per soluz. iniett. per infusione uso im, ev 1 flaconcino 3750 U sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari

Oncaspar compromette la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari, alterando la capacità di reazione.

Si deve consigliare ai pazienti di non guidare né usare macchinari in presenza di confusione o sonnolenza o di altre reazioni avverse che possano compromettere la loro capacità di guidare o di usare macchinari.


CONSERVAZIONE


Conservare in frigorifero (2 °C - 8 °C).

Non congelare.

Per le condizioni di conservazione del medicinale ricostituito e diluito, vedere paragrafo 6.3.


PRINCIPIO ATTIVO


Ogni flaconcino contiene 3.750 Unità (U)** di pegaspargasi*.

Dopo la ricostituzione, 1 ml di soluzione contiene 750 U di pegaspargasi (750 U/ml).

* Il principio attivo è un coniugato covalente di L-tirosin derivata da Escherichia coli con monometossi-polietilen-glicole

** Una U è definita come la quantità di enzima necessaria a liberare 1 µmole di ammoniaca al minuto a pH 7,3 e 37 °C

La potenza del medicinale non deve essere confrontata con quella di un'altra proteina pegilata o non pegilata della stessa classe terapeutica. Per maggiori informazioni, vedere paragrafo 5.1.

Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.


ECCIPIENTI


Oncaspar 750 U/ml polvere per soluz. iniett. per infusione uso im, ev 1 flaconcino 3750 U contiene i seguenti eccipienti:

Sodio fosfato bibasico eptaidrato

Sodio diidrogeno fosfato monoidrato

Sodio cloruro

Saccarosio

Idrossido di sodio (per la correzione del pH)

Acido cloridrico (per la correzione del pH)





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