Vagifem 10 mcg 18 compresse vaginali in applicatori

Ultimo aggiornamento: 28 gennaio 2019

Farmaci - Vagifem

Vagifem 10 mcg 18 compresse vaginali in applicatori




INDICE SCHEDA



INFORMAZIONI GENERALI


TITOLARE AIC:

Novo Nordisk A/S

CONCESSIONARIO:

Novo Nordisk S.p.A.

MARCHIO

Vagifem

CONFEZIONE

10 mcg 18 compresse vaginali in applicatori

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Foglietto illustrativo Vagifem

PRINCIPIO ATTIVO
estradiolo

FORMA FARMACEUTICA
compressa

GRUPPO TERAPEUTICO
Estrogeni

CLASSE
C

RICETTA
medicinale soggetto a prescrizione medica

PREZZO
23,93 €



INDICAZIONI TERAPEUTICHE


A cosa serve Vagifem 10 mcg 18 compresse vaginali in applicatori

Trattamento della vaginite atrofica da carenza estrogenica in donne in postmenopausa .

L'esperienza con il trattamento di donne con più di 65 anni di età è limitata.


CONTROINDICAZIONI


Quando non dev'essere usato Vagifem 10 mcg 18 compresse vaginali in applicatori

  • Carcinoma della mammella in atto, pregresso o sospetto
  • Tumori maligni estrogeno-dipendenti in atto o sospetti (es. carcinoma endometriale)
  • Sanguinamenti genitali non diagnosticati
  • Iperplasia endometriale non trattata
  • Tromboembolismo venoso pregresso o in atto (trombosi venosa profonda, embolia polmonare)
  • Disordini trombofilici noti
  • Malattie tromboemboliche arteriose in atto o recenti (esempio angina, infarto miocardico)
  • Disfunzione epatica acuta o storia di patologia del fegato fino al mancato ritorno alla normalità dei test di funzionalità epatica
  • Ipersensibilità nota al principio attivo o ad uno degli eccipienti
  • Porfiria.


AVVERTENZE E PRECAUZIONI D'USO


Cosa serve sapere prima di prendere Vagifem 10 mcg 18 compresse vaginali in applicatori

Per il trattamento dei sintomi della postmenopausa, la TOS deve essere iniziata solo per i sintomi che influiscono negativamente sulla qualità della vita. In tutti i casi, un'attenta analisi dei rischi e dei benefici deve essere eseguita almeno ogni anno e la TOS deve proseguire solo se i benefici superano i rischi.

Esame clinico/follow-up

Prima di iniziare o ricominciare una TOS, è opportuno valutare un'anamnesi personale e familiare completa. L'esame fisico (comprendente il controllo della pelvi e del seno) deve essere guidato da tale valutazione anamnestica e dalle controindicazioni ed avvertenze per l'uso del farmaco. Durante il trattamento si raccomanda di effettuare controlli clinici periodici la cui frequenza e natura devono essere adattate a ciascuna donna. Alle pazienti occorre spiegare quali modifiche che riscontrano nel loro seno devono riferire al proprio medico o infermiere . Devono essere eseguite indagini, compresa la mammografia, in linea con la pratica clinica attualmente accettata in base alle necessità cliniche del singolo caso.

Il profilo farmacocinetico di Vagifem mostra che vi è un assorbimento sistemico dell'estradiolo molto basso durante il trattamento , tuttavia, essendo una TOS, deve essere considerato, in particolare per il lungo termine o per l'uso ripetuto di questo prodotto.

Condizioni che richiedono un particolare controllo

Nel caso in cui qualsiasi delle seguenti condizioni dovesse presentarsi, essersi manifestata precedentemente, e/o essersi aggravata durante una gravidanza o un trattamento ormonale pregresso, la paziente deve essere controllata attentamente. È da considerare che tali condizioni possono ripresentarsi o aggravarsi durante il trattamento estrogenico, in particolare:
  • Leiomioma (fibroma uterino) o endometriosi
  • Fattori di rischio per malattie tromboemboliche
  • Fattori di rischio per tumori estrogeno-dipendenti, es. 1° grado di eredità per carcinoma mammario
  • Ipertensione
  • Epatopatie (es. adenoma epatico)
  • Diabete mellito con o senza complicanze vascolari
  • Colelitiasi
  • Emicrania o (severa) cefalea
  • Lupus eritematoso sistemico
  • Storia di iperplasia dell'endometrio
  • Epilessia
  • Asma
  • Otosclerosi.
Il profilo farmacocinetico di Vagifem mostra che vi è un assorbimento sistemico dell'estradiolo molto basso durante il trattamento . Per questo la recidiva o l'aggravamento delle sopra menzionate condizioni è meno probabile di quanto si osserva con il trattamento estrogenico sistemico.

Ragioni per una immediata sospensione della terapia

La terapia deve essere sospesa nel caso venga rilevata una controindicazione e nelle seguenti situazioni:
  • Ittero o deterioramento della funzione epatica
  • Incremento significativo della pressione arteriosa
  • Comparsa di cefalea tipo emicrania
  • Gravidanza
Iperplasia endometriale e carcinoma

Le donne con un utero intatto che presentano sanguinamenti anomali di eziologia incerta o le donne con utero intatto precedentemente trattate con estrogeni non bilanciati devono essere controllate attentamente al fine di escludere una possibile iperstimolazione/neoplasia maligna dell'endometrio prima di iniziare il trattamento con Vagifem.

Nelle donne che hanno l'utero intatto, quando vengono somministrati solo estrogeni sistemici per periodi prolungati, il rischio di iperplasia endometriale e carcinoma è aumentato. Per i medicinali a base di estrogeni per uso vaginale la cui esposizione sistemica rimane nel normale range postmenopausale, come Vagifem, non è consigliabile aggiungere un progestinico.

Durante il trattamento con Vagifem, in alcune pazienti può avvenire un modesto assorbimento sistemico, in particolare durante le prime due settimane di somministrazione quotidiana. Comunque, la concentrazione plasmatica media di E2 (0-24) in tutti i giorni considerati è rimasta all'interno del normale intervallo postmenopausale in tutti i soggetti.

La sicurezza endometriale è incerta per somministrazioni a lungo termine (più di un anno) o per l'uso ripetuto di estrogeno somministrato localmente. Pertanto, se ripetuto, il trattamento deve essere riesaminato almeno una volta all'anno, con particolare attenzione a eventuali sintomi di iperplasia endometriale o carcinoma.

In linea generale, la terapia sistemica estrogenica sostitutiva non dovrebbe essere prescritta per periodi superiori ad un anno senza effettuare un'altra valutazione clinica comprendente l'esame ginecologico.

Se dovessero comparire in qualsiasi momento della terapia sanguinamenti e spotting, deve esserne accertata la causa, eventualmente anche con la biopsia dell'endometrio, per escludere neoplasie maligne dell'endometrio. Occorre raccomandare alla donna di contattare il medico in caso di sanguinamento o spotting durante il trattamento con Vagifem.

Una stimolazione sistemica estrogenica non bilanciata può portare alla trasformazione premaligna o maligna di foci residui di endometriosi. Pertanto si consiglia cautela nell'uso del prodotto in donne sottoposte ad isterectomia per endometriosi, specialmente in caso di endometriosi residua.

I seguenti rischi sono stati associati alla TOS sistemica e si verificano in misura minore ai medicinali contenenti estrogeni per uso vaginale, la cui l'esposizione sistemica estrogenica rimane nel normale range postmenopausale. Tuttavia, devono essere presi in considerazione in caso di un uso a lungo termine e ripetuto del medicinale.

Carcinoma mammario

L'evidenza complessiva suggerisce un aumentato rischio di carcinoma mammario in donne in trattamento con TOS combinata estro-progestinica sistemica e potenzialmente anche solo estrogenica sistemica, che dipende dalla durata del trattamento.

L'eccesso di rischio diventa evidente dopo alcuni anni di utilizzo, ma ritorna allo stato iniziale entro pochi (al massimo 5) anni dopo l'interruzione del trattamento.

Carcinoma ovarico

Il carcinoma ovarico è molto più raro del carcinoma mammario.

L'evidenza epidemiologica derivata da una vasta meta-analisi indica un leggero aumento del rischio nelle donne che assumono una terapia ormonale sostitutiva sistemica a base di soli estrogeni, tale rischio è maggiore entro 5 anni di utilizzo della terapia e si riduce col tempo dopo l'interruzione di essa.

Tromboembolie venose

La TOS sistemica si associa ad un rischio da 1,3 a 3 volte maggiore di sviluppare tromboembolie venose (TEV), come la trombosi venosa profonda o l'embolia polmonare. Il verificarsi di tali episodi è più probabile nel primo anno di TOS che negli anni successivi .

Pazienti con stati trombofilici noti hanno un aumentato rischio di TEV e l'uso di TOS potrebbe aumentare questo rischio. La TOS è pertanto controindicata in questi pazienti .

I fattori di rischio per la TEV generalmente riconosciuti comprendono l'uso sistemico di estrogeni, l'età avanzata, la chirurgia maggiore, una prolungata immobilizzazione, l'obesità (BMI >30 kg/m2), la gravidanza/il periodo postparto, il lupus eritematoso sistemico (LES) e il cancro. Non c'è consenso unanime sul possibile ruolo favorente delle varici sugli episodi di TEV.

Come in tutti i pazienti nel periodo post-operatorio, è necessario considerare misure di profilassi per prevenire TEV successive all'intervento. Se una prolungata immobilizzazione deve seguire l'intervento, si raccomanda di interrompere il trattamento della TOS da 4 a 6 settimane prima. Il trattamento non deve essere ripreso se la donna è ancora immobilizzata.

In donne che non hanno una storia personale di TEV ma che hanno un parente di primo grado con una storia di trombosi in giovane età, può essere proposto uno screening dopo attenta valutazione riguardo alle sue limitazioni (solo una parte di difetti trombofilici sono identificati dallo screening).

Se viene identificato un difetto trombofilico che ha come conseguenza trombosi nei membri della famiglia oppure se il difetto è ‘importante' (es. carenza di antitrombina, di proteina S o proteina C o combinazione di carenze), la TOS è controindicata.

Le donne già in trattamento cronico con anticoagulanti necessitano di un'attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio della TOS.

Se la TEV si manifesta dopo aver iniziato la terapia, è bene sospendere subito il trattamento. Alle donne, qualora si presentino sintomi riferibili a possibili episodi tromboembolici (ad esempio tensione dolorosa alle gambe, dolore toracico improvviso, dispnea), deve essere raccomandato di contattare immediatamente il proprio medico.

Coronaropatia (CAD)

I dati randomizzati controllati non hanno evidenziato un aumentato rischio di CAD in donne isterectomizzate in trattamento sistemico con solo estrogeni.

Ictus ischemico

La terapia sistemica a base di soli estrogeni è associata ad un rischio di ictus ischemico aumentato fino a 1,5 volte. Il rischio relativo non cambia con l'età o con il tempo dalla menopausa. Tuttavia, poichè il rischio di ictus al baseline dipende molto dall'età, il rischio complessivo di ictus in donne che utilizzano la TOS aumenta con l'età .

Altre condizioni

Gli estrogeni sistemici possono causare ritenzione idrica, e quindi è opportuno monitorare attentamente le donne affette da cardiopatie o nefropatie.

Le donne con preesistente ipertrigliceridemia devono essere seguite attentamente durante la terapia sostitutiva con estrogeni o ormoni, in quanto rari casi di forti aumenti di trigliceridi nel plasma con conseguente pancreatite sono stati riportati con la terapia estrogenica in questa condizione.

Gli estrogeni aumentano la globulina legante della tiroide (TBG) portando ad un aumento della circolazione totale dell'ormone tiroideo (PBI), dei livelli di T4 (metodo su colonna o dosaggio radioimmunologico) o livelli di T3 (dosaggio radioimmunologico). La captazione di T3 è diminuita, riflettendo la TBG. Le concentrazioni di T4 e T3 liberi rimangono inalterate. Altre proteine leganti possono essere elevate nel siero, come la globulina legante i corticosteroidi (CBG), la globulina legante gli ormoni sessuali (SHBG) portando a un aumento rispettivamente dei corticosteroidi e steroidi sessuali circolanti. Le concentrazioni degli ormoni biologicamente attivi o liberi sono immutate. Altre proteine plasmatiche possono essere aumentate (substrato angiotensinogeno/renina, alfa-1-antitripsina, ceruloplasmina).

L'assorbimento sistemico minimo di estradiolo con somministrazione vaginale a livello locale può provocare effetti meno pronunciati sulle proteine leganti del plasma rispetto agli ormoni sistemici.

La TOS non migliora la funzione cognitiva. Dallo studio WHI c'è una qualche evidenza di un aumentato rischio di probabile demenza in donne che iniziano la terapia combinata continua o la TOS con solo estrogeni dopo i 65 anni.

L'applicatore intravaginale potrebbe causare traumi locali minori, specialmente in donne con grave atrofia vaginale.

Vi sono limitate evidenze sui rischi associati alla TOS nel trattamento della menopausa precoce. Tuttavia, il rapporto beneficio/rischio è più favorevole nelle donne più giovani rispetto a quelle più anziane a causa del basso livello di rischio assoluto presente nelle donne più giovani.


INTERAZIONI


Quali farmaci o principi attivi possono interagire con l'effetto di Vagifem 10 mcg 18 compresse vaginali in applicatori

A causa della somministrazione vaginale e dell'assorbimento sistemico minimo, è improbabile che si verifichino interazioni farmacologiche clinicamente rilevanti con Vagifem. Tuttavia, devono essere considerate le interazioni con altri trattamenti vaginali applicati localmente.


POSOLOGIA E MODO DI SOMMINISTRAZIONE


Come si usa Vagifem 10 mcg 18 compresse vaginali in applicatori

Vagifem è somministrato per via intravaginale come terapia estrogenica locale mediante un apposito applicatore.

Dose iniziale: una compressa vaginale al giorno per due settimane.

Dose di mantenimento: una compressa vaginale due volte a settimana.

Il trattamento può essere iniziato in qualsiasi giorno.

In caso la paziente dimentichi una dose, è opportuno che la assuma non appena lo ricorda. L'assunzione di una dose doppia deve essere evitata.

Per l'inizio ed il proseguimento del trattamento dei sintomi postmenopausali, si deve ricorrere alla più bassa dose efficace per la durata più breve possibile .

Per i medicinali a base di estrogeni per uso vaginale la cui esposizione sistemica rimane nel normale range postmenopausale, come Vagifem, non è consigliabile aggiungere un progestinico .

Vagifem può essere usato nelle donne con o senza utero intatto.

Le infezioni vaginali devono essere trattate prima dell'inizio della terapia con Vagifem.

Somministrazione:

  1. Aprire il blister dalla parte del pulsante.
  2. Inserire l'applicatore nella vagina fino ad incontrare resistenza (8-10 cm).
  3. Rilasciare la compressa premendo il pulsante.
  4. Rimuovere l'applicatore e gettarlo via.




SOVRADOSAGGIO


Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Vagifem 10 mcg 18 compresse vaginali in applicatori

Vagifem è concepito per un utilizzo locale intravaginale e la dose di estradiolo è molto bassa. Il sovradosaggio è quindi improbabile, ma se si verifica il trattamento deve essere sintomatico.


CONSERVAZIONE


Non conservare in frigorifero.


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