Idelt

25 ottobre 2020

Idelt



Idelt: a cosa serve , come si usa, controindicazioni. Confezioni e formulazioni di Idelt disponibili in commercio.


Idelt è un farmaco a base di prednisolone, appartenente al gruppo terapeutico Corticosteroidi. E' commercializzato in Italia da Bruno Farmaceutici S.p.A.


Confezioni e formulazioni di Idelt (prednisolone) disponibili e foglietto illustrativo


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A cosa serve Idelt (prednisolone) e perchè si usa


Prednisolone è indicato per il trattamento di condizioni per le quali vengono richiesti gli effetti antinfiammatori ed immunosoppressivi del prednisolone. Esempi sono l'artrite reumatoide, il lupus eritematoso sistemico (LES), alcune vasculiti quali l'arterite temporale e la poliarterite nodosa, sarcoidosi, asma bronchiale, la colite ulcerosa, anemia emolitica e granulocitopenia e gravi condizioni allergiche.

Idelt è indicato per il trattamento dei tumori (per alcuni casi di leucemia acuta, linfoma, tumore della mammella e tumore della prostata).



Come usare Idelt (prednisolone): posologia, dosi e modo d'uso


La dose da somministrare può variare in funzione della malattia, della sua gravità e della risposta clinica ottenuta. Deve essere usato il dosaggio più basso in grado di produrre un risultato accettabile. I seguenti schemi posologici sono forniti solo in via indicativa.

In generale, somministrare 10-30 mg al giorno per un periodo compreso tra una e tre settimane. In condizioni gravi e acute, possono essere somministrati 50-60 mg o più per alcuni giorni. Generalmente il dosaggio viene suddiviso in più somministrazioni.

Una volta ottenuta la risposta prevista, la dose deve essere ridotta gradualmente fino a raggiungere il dosaggio più basso che permetta di mantenere un'adeguata risposta clinica. La dose giornaliera deve essere diminuita di 2,5 – 5 mg ogni 2-5 giorni (più velocemente nei dosaggi più elevati) e la dose giornaliera di mantenimento non deve superare i 10 mg al giorno.

Se la dose di mantenimento giornaliera viene somministrata al mattino (8 del mattino), prednisolone seguirà il ciclo giornaliero naturale della corteccia surrenale e ciò comporterà una minima soppressione della corteccia surrenale stessa. Questa strategia può essere testata all'inizio. In molti casi sarà da preferire una dose da somministrare nella tarda serata o una dose suddivisa (ad es. in caso di pazienti reumatici senza rigidità articolare mattutina e in pazienti asmatici per i quali è necessaria una protezione corticosteroidea durante la notte).

In alcuni casi di asma, condizioni allergiche, dermatosi, ecc., il paziente può ottenere beneficio della somministrazione di una dose giornaliera doppia, con la quale però il prednisolone viene somministrato solamente ogni due giorni, al mattino.

La terapia deve essere ridotta gradatamente, specialmente dopo la somministrazioni di dosi elevate, poichè la secrezione endogena di ACTH e cortisolo può risultare ridotta dopo trattamento a lungo termine.

Precedentemente o nel corso di situazioni di stress può essere somministrata una dose superiore.

In caso di febbre e stress, può essere richiesto un aumento della dose.

I pazienti diabetici trattati con prednisolone devono ricevere dosi maggiori di insulina.

Artrite reumatoide: da 7,5 a 10 mg al giorno. Per la terapia di mantenimento deve essere usato il dosaggio efficace più basso.



Controindicazioni: quando non dev'essere usato Idelt (prednisolone)


  • Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
  • Infezione sistemica, tranne nel caso in cui sia in atto una specifica terapia anti-infettiva.
  • Ulcera ventricolare o duodenale.
  • Vaccini contenenti virus vivi, attenuati o batteri non devono essere somministrati a pazienti in terapia con elevate dosi di corticosteroidi per immunodeficienza indotta dal trattamento.
In generale le controindicazioni non si applicano in quei casi in cui l'uso di glucocorticoidi può rivelarsi essenziale per la sopravvivenza del paziente.



Idelt (prednisolone) può essere usato durante la gravidanza e l'allattamento?


Fertilità:

Negli studi sugli animali i corticosteroidi hanno dimostrato di ridurre la fertilità (vedere paragrafo 5.3).

Gravidanza

La somministrazione di corticosteroidi ad animali in stato di gravidanza può causare anomalie dello sviluppo fetale, quali palatoschisi, ritardo della crescita intrauterina ed effetti sulla crescita e sullo sviluppo cerebrale. Non vi è evidenza che i corticosteroidi producano nell'uomo un aumento dell'incidenza di anomalie congenite quali palatoschisi/labioschisi. Tuttavia, quando somministrati per periodi prolungati o ripetutamente durante la gravidanza, i corticosteroidi possono aumentare il rischio di ritardo della crescita intrauterina. In teoria, a seguito di esposizione prenatale ai corticosteroidi, nel neonato può svilupparsi iposurrenalismo, condizione che di solito si risolve spontaneamente dopo il parto e raramente è di rilevanza clinica.

Come tutti i medicinali, i corticosteroidi devono essere prescritti solo quando i benefici per la madre e il bambino superano i rischi. Tuttavia, quando la terapia con corticosteroidi risulta essenziale, le pazienti in cui la gravidanza presenti un decorso normale possono essere trattate come se non fossero in gravidanza. Le pazienti con pre-eclampsia o ritenzione idrica richiedono un attento monitoraggio.

Allattamento al seno

I corticosteroidi sono escreti in piccole quantità nel latte materno. I neonati di madri che assumono dosi maggiori possono sviluppare un certo grado di soppressione surrenalica, ma è verosimile che i vantaggi dell'allattamento al seno superino qualsiasi rischio teorico.



Vedi patologie correlate:



Nota: Nel contenuto della scheda possono essere presenti dei riferimenti a paragrafi non riportati.

Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico




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