Aivlosin 42,5 mg/g premiscela per suini sacco da 20 kg

07 marzo 2021
Prodotti veterinari - Scheda Aivlosin

Aivlosin 42,5 mg/g premiscela per suini sacco da 20 kg


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TITOLARE:

ECO Animal Health Ltd

CONCESSIONARIO:

Ecuphar Italia S.r.l.

MARCHIO

Aivlosin

CONFEZIONE

42,5 mg/g premiscela per suini sacco da 20 kg

FORMA FARMACEUTICA
granulato

PRINCIPIO ATTIVO
acetilisovaleriltilosina tartrato

GRUPPO TERAPEUTICO
Antibiotici

RICETTA
ricetta medica in triplice copia non ripetibile

SCADENZA
24 mesi

PREZZO
-------- €

CONFEZIONI DI AIVLOSIN DISPONIBILI IN COMMERCIO

INDICAZIONI

A cosa serve Aivlosin 42,5 mg/g premiscela per suini sacco da 20 kg

trattamento e metafilassi della polmonite enzootica suina, causata da ceppi sensibili di Mycoplasma hyopneumoniae nei suini. Alla dose raccomandata, diminuiscono le lesioni polmonari e la perdita di peso, ma l'infezione da Mycoplasma hyopneumoniae non è eliminata. Trattamento dell'enteropatia proliferativa porcina (ileite) causata da Lawsonia intracellularis in mandrie in cui la diagnosi è basata sull'anamnesi clinica, sui referti autoptici e sugli esiti clinicopatologici. Trattamento e metafilassi della dissenteria suina, causate da Brachyspira hyodysenteriae in mandrie in cui è stata diagnosticata la patologia.

MODO D'USO

Come si usa Aivlosin 42,5 mg/g premiscela per suini sacco da 20 kg

uso nei mangimi. Da incorporare solo nei mangimi secchi. Trattamento e metafilassi della polmonite enzootica suina: 2,125 mg di tilvalosina per kg di peso corporeo al giorno nel mangime per 7 giorni consecutivi; tasso di inclusione nel mangime 1 kg/tonnellata*. L'infezione secondaria da organismi come Pasteurella multocida e Actinobacillus pleuropneumoniae può complicare la polmonite enzootica e richiedere pertanto il trattamento con medicinali specifici.
Trattamento dell'enteropatia proliferativa suina (ileite): 4,25 mg di tilvalosina per kg di peso corporeo al giorno nel mangime per 10 giorni consecutivi; tasso di inclusione nel mangime 2 kg/tonnellata*.
Trattamento e metafilassi della dissenteria suina: 4,25 mg di tilvalosina per kg di peso corporeo al giorno nel mangime per 10 giorni consecutivi; tasso di inclusione nel mangime 2 kg/tonnella*.
*Importante: questi tassi di inclusione sono basati sul presupposto che il suino assuma l'equivalente del 5% del peso corporeo al giorno.
Nei suini più vecchi oppure in quelli con appetito ridotto o a regime alimentare limitato, è possibile che i livelli di inclusione debbano essere incrementati per ottenere la dose desiderata. Nei casi di ridotto regime alimentare, includere il prodotto in base alla seguente formula:
kg premiscela/tonnellata di mangime = Dose (mg/kg peso corporeo) x peso corporeo (kg) : Razione di mangime giornaliera (kg) x dosaggio nella premiscela (mg/g)
I casi acuti e i suini gravemente ammalati con ridotta assunzione di mangime o acqua devono essere trattati con un prodotto iniettabile appropriato. Per ridurre il rischio di infezione e controllare l'accumulo di resistenze, è buona regola instaurare buone pratiche di gestione e di igiene quale prassi aggiuntiva al trattamento farmacologico.
Istruzioni per la miscelazione: utilizzare un miscelatore orizzontale a nastro per incorporare il prodotto nel mangime. Si consiglia di miscelare Aivlosin dapprima in 10 kg di mangime e di aggiungere successivamente il resto del mangime, mescolando accuratamente. Il mangime medicato può essere quindi pellettato. Le condizioni di pellettatura comportano una sola fase di precondizionamento a vapore per 5 minuti, seguito dalla fase di pellettatura a temperatura non superiore a 70°C in condizioni normali.

AVVERTENZE

i casi acuti e i suini gravemente ammalati con ridotta assunzione di mangime o acqua devono essere trattati con un prodotto iniettabile appropriato. I valori della concentrazione minima inibente (MIC) sono di regola più elevati nei ceppi di B. hyodysenteriae in presenza di resistenza verso altri macrolidi, come la tilosina. Il significato clinico di questa ridotta sensibilità non è stato completamente esaminato. È impossibile escludere il verificarsi di resistenza crociata tra tilvalosina ed altri macrolidi.
Precauzioni speciali per l'impiego negli animali: al fine di ridurre il rischio di re-infezione devono essere seguite buone pratiche di gestione e igiene. È buona pratica clinica basare il trattamento su test di sensibilità dei batteri isolati dall'animale. Se ciò non è possibile, la terapia deve basarsi sulle informazioni epidemiologiche locali (regionali, a livello di allevamento) sulla sensibilità dei batteri bersaglio. L'uso del medicinale veterinario non conforme a quanto indicato, può aumentare il rischio di sviluppo e selezione di batteri resistenti e ridurre l'efficacia del trattamento con altri macrolidi, a causa della potenziale insorgenza di resistenza crociata.


Data ultimo aggiornamento: 03/11/2020

Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico

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