Selezen

10 aprile 2020

Selezen




Selezen è un farmaco a base di imidazato, appartenente al gruppo terapeutico Antiaggreganti piastrinici, Antipiretici, Analgesici FANS. E' commercializzato in Italia da Teofarma.


Confezioni e formulazioni di Selezen (imidazato) disponibili e foglietto illustrativo


Seleziona una delle seguenti confezioni di Selezen (imidazato) per accedere alla scheda relativa, visualizzare il prezzo e scaricare il foglietto illustrativo (bugiardino):


A cosa serve Selezen (imidazato) e perchè si usa


Compresse, gocce, supposte

Stati infiammatori delle vie aeree o di pertinenza otorino-laringoiatrica (O.R.L.). Stati febbrili.



Come usare Selezen (imidazato): posologia, dosi e modo d'uso


Compresse

Ragazzi e adulti: 1 compressa da 750 mg, 2-3 volte al giorno.

Le compresse vanno deglutite con un po' d'acqua.

Gocce

Bambini fino a 6 anni: 5 gocce (pari a 100 mg) per ogni 10 kg di peso corporeo, da 1 a 3 volte al giorno.

Bambini dai 6 ai 12 anni: 10-20 gocce, da 1 a 3 volte al giorno.

Ragazzi e adulti: 20-40 gocce, da 1 a 3 volte al giorno.

Supposte

Lattanti e bambini: da 1 a 3 supposte da 100 mg al giorno.

Anziani

Nel trattamento di pazienti anziani la posologia deve essere attentamente stabilita dal medico, che dovrà valutare una eventuale riduzione dei dosaggi sopraindicati.

Non superare le dosi consigliate senza il parere del medico. L'assunzione delle preparazioni per uso orale deve avvenire a stomaco pieno, particolarmente quando sia necessario somministrare il prodotto ad alte dosi o per periodi prolungati.

Le  gocce vanno diluite in un po' d'acqua.

Dopo impiego senza risultati apprezzabili, consultare il medico. L'impiego di alte dosi e/o per lungo tempo va effettuato sotto il controllo del medico.



Controindicazioni: quando non dev'essere usato Selezen (imidazato)


Ipersensibilità al principio attivo a ad uno qualsiasi degli eccipienti. Ipersensibilità ai salicilati o ai derivati imidazolici.

Ulcera gastrica e duodenale in fase attiva ed altre gastropatie. Diatesi emorragiche (in particolare emofilia, ipoprotrombinemia e deficit di vitamina K) ed altre malattie emorragiche.

Emorragie gastrointestinali in atto. Insufficienza renale o epatica grave. Asma bronchiale, particolarmente se associata a poliposi nasale ed angioedema.

Terzo trimestre di gravidanza (vedere par. 4.6)



Selezen (imidazato) può essere usato durante la gravidanza e l'allattamento?


L'inibizione della sintesi di prostaglandine può interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale.

Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumento rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l'uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni cardiache aumentava da meno dell'1% fino a circa l'1,5%. Èstato ritenuto che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia. Negli animali, al somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita di pre e post-impianto di mortalità embrione-fetale.

Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, è stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori di sintesi delle prostaglandine, durante il periodo organogenetico.

Durante il primo ed il secondo trimestre di gravidanza, Selezen non deve essere somministrato se non in casi strettamente necessari.

Se Selezen è usato da una donna in attesa di concepimento, o durante il primo o secondo trimestre di gravidanza, la dose e la durata del trattamento devono essere mantenute le più basse possibili.

Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre il feto a:

  • tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare);
  • disfunzione renale, che può progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios;
  • la madre ed il neonato, alla fine della gravidanza, a:
  • possibile prolungamento del tempo di snaguinamento, ed effetto antiaggregante che può occorrere anche a dosi molto basse;
  • inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio

Conseguentemente, Selezen è controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza.

L'uso di Selezen, come di qualsiasi farmaco inibitore della sintesi delle prostanglandine e della cicloossigenasi è sconsigliato nelle donne che intendano iniziare una gravidanza.

La somministrazione di Selezen dovrebbe essere sospesa nelle donne che hanno problemi di fertilità o che sono sottoposte a indagini sulla fertilità.

Allattamento

Il prodotto è sconsigliato durante l'allattamento.



Quali sono gli effetti collaterali di Selezen (imidazato)


Gli effetti indesiderati più  comuni sono a carico dell'apparato gastrointestinale. Questi disturbi possono essere ridotti con l'assunzione del medicinale a stomaco pieno. La maggior parte degli effetti indesiderati sono dipendenti sia dalla dose che dalla durata del trattamento.

Disturbi del sangue e del sistema linfatico

Prolungamento del tempo di coagulazione. Occasionalmente epistassi ed emorragie gengivali

Disturbi del sistema nervoso

Cefalea, vertigini

Disturbi uditivi e vestibolari

Tinnito e ronzii

Disturbi gastrointestinali

Nausea, vomito, pirosi, dolore epigastrico, dolore addominale, diarrea. In casi rari ed in pazienti predisposti possono verificarsi erosioni, ulcere ed emorragie gastrointestinali.

Disturbi epatobiliari

In casi rari epatotossicità con aumento delle transaminasi.

Disturbi renali ed urinari

Alterazioni della funzione renale  

Disturbi generali e alterazioni del sito di somministrazione

Reazioni di ipersensibilità: rash cutanei, orticaria, angioedema, rinite, asma.



Vedi patologie correlate:



Nota: Nel contenuto della scheda possono essere presenti dei riferimenti a paragrafi non riportati.

Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico


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