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Ultimo aggiornamento: 05/11/03

Al nonno ne servono tanti

Assumere molti farmaci contemporaneamente sottopone l'organismo a un superlavoro per eliminarli, moltiplica gli effetti collaterali e incrementa il rischio di possibili interazioni tra i farmaci stessi. Tuttavia esistono situazioni in cui più malattie affliggono lo stesso paziente, che così è obbligato ad assumere più farmaci. Si tratta spesso di patologie a decorso cronico, che necessitano cure continuative e sono più frequenti nei soggetti anziani. Con le opportune precauzioni è possibile, oltre che doveroso, trarre beneficio dai farmaci minimizzando gli effetti secondari e, soprattutto, evitando gli esiti debilitanti che deriverebbero dalla mancanza di cure appropriate. Le statistiche (ANSA 1998) dicono che il consumo di farmaci triplica dopo i 65 anni; infatti, tra gli ultrasessantacinquenni, il 52% degli uomini e il 66% delle donne dichiara di soffrire di almeno 2 malattie croniche, che salgono a 3 rispettivamente nel 44 e 51% dei casi. Invecchiando, quindi, ci si ammala di più: colpa dell'organismo che rallenta molti dei suoi processi, del sistema immunitario meno efficiente ma anche di una scarsa o cattiva alimentazione e, talora, dell'uso improprio di alcuni medicinali. 

Quali patologie
Le patologie croniche devono essere trattate con i farmaci indicati dal medico: è vero che non guariscono ma è altrettanto vero che, in assenza di cure adeguate, peggiorano, arrivando spesso a limitare l'autosufficienza di chi ne soffre. 

Ipertensione arteriosa: ne soffre il 60% degli ultrasessantacinquenni e quasi la metà non ne è consapevole. Tenere sotto controllo i valori pressori è importantissimo perché aiuta a prevenire l'ictus cerebrale, le demenze su base vascolare e lo scompenso cardiaco, gravi patologie frequenti nell'anziano.

Diabete mellito: dopo i 65 anni colpisce il 12% della popolazione, in particolar modo i soggetti obesi. Le complicanze associate al diabete sono particolarmente severe (malattie cardiovascolari, infezioni, neuropatie, malattie oculari) e contribuiscono in modo rilevante alla disabilità nella popolazione anziana. Terapia adeguata e controllo costante della glicemia consentono di convivere con il diabete senza grandi sacrifici.

Demenze: colpiscono il 5,3% degli uomini e il 7,2% delle donne dopo i 65 anni e l'incidenza cresce con l'età, raggiungendo il 20% negli ottantenni. Le demenze su base vascolare si possono prevenire curando l'ipertensione arteriosa; il morbo di Alzheimer e le demenze degenerative, invece, non si possono prevenire. Tuttavia una diagnosi precoce e l'utilizzo dei farmaci oggi disponibili permettono di ritardarne significativamente il decorso, allontanando negli anni gli esiti invalidanti.

Morbo di Parkinson: altra malattia mediamente diffusa (3%) tra gli anziani, cronica ma curabile con i farmaci. È importante rispettare la terapia prescritta per evitare i disturbi, motori e cognitivi, che comprometterebbero la qualità di vita del paziente.

Deficit sensoriali: abbassamento della vista e dell'udito vanno di pari passo con l'avanzamento dell'età, ma non c'è motivo di subirli passivamente, precludendosi così molte attività. Occhiali e protesi acustiche, oggi, possono correggere egregiamente qualsiasi difetto sensoriale. Analogamente, cataratta, glaucoma e retinopatia diabetica sono condizioni patologiche dell'occhio, prevedibili nell'anziano e facilmente trattabili se riconosciute in fase precoce.

Malattie respiratorie: bronchite cronica, enfisema e asma affliggono più del 20% degli anziani. La terapia farmacologica, in questi casi, funziona bene se è supportata dalla prevenzione, vale a dire niente fumo, vaccinazione antinfluenzale ogni anno e minima esposizione (quando possibile) all'inquinamento atmosferico.

Osteoporosi: la perdita di massa ossea avanza con l'età, colpisce sia uomini che donne ed è responsabile del maggior rischio di fratture. La prevenzione, tramite un maggior consumo di alimenti contenenti calcio, va effettuata in giovane età, dopo si deve ricorrere a farmaci specifici.

Quali precauzioni
Chi soffre di una o più di queste malattie si troverà a dover assumere molti medicinali ogni giorno. Un promemoria scritto può essere utile, per evitare dimenticanze o per non prendere 2 volte lo stesso farmaco. Il medico di base e i vari specialisti cui ci si rivolge devono sempre essere messi al corrente di tutti i farmaci che il paziente assume, così che possano evitare prescrizioni che interagiscano tra loro o, eventualmente, ridurre in maniera appropriate le dosi dei farmaci. Esistono poi una serie di disturbi che si manifestano a tutte le età ma che, nell'anziano, possono essere più frequenti e persistenti, creando notevoli disagi. Stitichezza, insonnia, ansia, bruciori di stomaco, difficoltà digestive, dolori articolari spesso spingono il paziente all'autoprescrizione di farmaci o preparati naturali, acquistabili senza ricetta, all'insaputa del medico. Da un'indagine condotta nel 1995 dal Laboratorio di Neuropsichiatria geriatrica dell'Istituto Mario Negri di Milano, con l'aiuto dei medici di famiglia dell'USL 1 di Torino, risultava che il 41 per cento degli anziani assumeva almeno un farmaco all'insaputa del suo medico. Il medico, invece, andrebbe informato, sempre e comunque e, talvolta, varrebbe la pena di sopportare qualche disturbo, piuttosto che rischiare interazioni pericolose. Gli anziani poi non devono dimenticare che fegato e reni, organi deputati a metabolizzare ed eliminare i farmaci, funzionano meno con il passare degli anni, ogni farmaco rimane più a lungo nell'organismo e ha quindi più tempo per esercitare i suoi effetti tossici.

Elisa Lucchesini


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