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Ultimo aggiornamento: 17/01/03

Tagli indolori

Il 16 gennaio, ieri, è entrato in vigore il nuovo Prontuario Nazionale dei Farmaci, nuova denominazione del Prontuario Terapeutico Nazionale. In altre parole, si sa che cosa non"passa più la mutua". Per la verità non grandi tagli e soprattutto non tagli di cui si potrebbe sentire una grande mancanza. Infatti, senza entrarenell'elenco dei singoli prodotti, ma rifacendosi alle grandi categorie, escono di scena:

  • Alcuni procinetici, farmaci cioè in grado di promuovere lo svuotamento dello stomaco e, in definitiva, accelerare la digestione

  • Alcuni antiemetici, a base di proclorperazina

  • I farmaci antiallergici per uso orale o inalatorio: quindi gli antistaminici, il nedocromile sodico,l'acido cromoglicico e altri

  • Gli spray inalatori a base di corticosteroidi (cortisonici), ma non quelli in fiale perl'aerosolterapia

  • Un gruppo molto consistente di prodotti per uso topico (colliri, creme) a base di antibiotici o antinfiammatori o tutti e due.

Insomma, visto che la digestione lenta non è una malattia cronica invalidante e che le altre sostanze passate alla classe C raramente si usano con frequenza o sono destinate a patologie gravi,l'unico taglio sensibile è quello degli antistaminici, tenendo però presente che già prima erano in fascia B, quindi una parte del costo era a carico del paziente (dal 20 al 50%). La fascia B, per inciso, esce definitivamente di scena. Sulla questione degli antistaminici, peraltro, qualche malumore e protesta si è registrato. Il nodo della questione sarebbel'uso cronico sul quale insistono diverse situazioni. Da una partec'è la questione degli allergeni indoor, che non sono soggetti a variazioni stagionali come i pollini. Gli acari se sono in casa ci restano tuttol'anno, per fare un esempio. Vero è che curando l'ambiente (eliminazione di tappeti e ricettacoli di polvere, uso dei deumidificatori e altro) la situazione migliora di molto.
Poi c'è l'aspetto della "flogosi minima persistente". Qualche anno fa, sulla base di alcuni studi, si è giunti a questo concetto, secondo il quale il soggetto allergico anche quando non è in fase di crisi presenterebbe comunque uno stato infiammatorio di fondo. Di quil'idea di una somministrazione continua di queste sostanze. Il concetto, peraltro, non era stato supportato in modo unanime da tutti gli esperti. 
Che dire? Forse ha pesato di più il costo ma allora questa non èl'unica incongruenza. Ci sono malattie psichiatriche anche molto diffuse in cui gli ansiolitici sono davvero una terapia prolungata e necessaria (per esempio negli attacchi di panico) eppure le benzodiazepine non sono mai state rimborsate dal Servizio Sanitario Nazionale. Sono anche stati tagliati altri prodotti di aree terapeutiche importanti, per ragioni di prezzo, ma per questic'è un'alternativa equivalente rimborsata.
La revisione del prontuario, insomma, ha seguito il criterio adottato da lungo tempo: risparmiare sui prodotti di utilità più limitata, o più vecchi o non più coperti da brevetto, per mettere a disposizione risorse per i farmaci innovativi, che in effetti sono stati ammessi alla rimborsabilità. Nella stessa direzione, peraltro, andavano anche le misure precedenti, comel'introduzione della sostituibilità del farmaco di marca con il generico e soprattutto la limitazione della copertura da parte del SSN al prezzo del generico. In pratica è ormai da tempo che per farmaci uguali, lo stato rimborsa soltanto il prezzo del meno costoso disponibile.
E' chiaro però che se si segue questo criterio, alla fine resta poco da tagliare perché il prontuario è già"dimagrito". Per questo il vero "salasso" verrà dai ticket che le Regioni hanno la facoltà di imporre sulle prescrizioni. Ticket che, oltretutto, non distinguono certo tra farmaco e farmaco...

Maurizio Imperiali


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