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Ultimo aggiornamento: 13/06/07

Massaggio davvero lenitivo

La letteratura in merito ai trattamenti terapeutici è una miniera di informazioni ampia e continua, con poche zone di ombra e parecchie evidenze più volte provate. Questa omogeneità si disperde repentinamente quando si entra nell'area delle terapie alternative o complementari e inizia una distribuzione a macchia di leopardo che lascia molte incertezze e criticità.Tuttavia, considerando l'assenza di grossi interessi a dimostrarne la validità, si scopre che esiste una letteratura, a testimonianza di uno sforzo orientato a creare delle basi scientifiche più solide.

Tecniche antiche
Con questa prospettiva, l'attenzione di un medico del Dipartimento di Pediatria della David Geffen School of Medicine si è focalizzata sui benefici offerti dal massaggio per il dolore cronico di origine non maligna. E i risultati sono stati pubblicati in una review su una rivista specializzata, Evidence-based Complementary and Alternative Medicine (eCAM).Le tecniche di massaggio hanno una lunga storia che affonda le radici nella Cina del secondo secolo a.C. e poco dopo anche in India e in Egitto. La terapia è stata definita una manipolazione dei tessuti molli da parte di terapisti addestrati con obiettivi terapeutici.Gli studi presi in considerazione sono stati selezionati nei tradizionali database della letteratura scientifica (PubMed Cochrane Library, PsychInfo, CINAHL) con la restrizione al trattamento di lombalgia (low back pain, LBP) cronica e sub-acuta, cefalea di varia natura, dolore associato alla sindrome del tunnel carpale, ma anche del dolore al collo, del dolore alle spalle e della fibromialgia.

Certezze variabili
I risultati della ricerca di informazioni confermano le carenze, ma laddove ci sono, i dati sono positivi, in alcuni casi debolmente in altri in modo piuttosto chiaro. Le evidenze di beneficio più numerose e affidabili sono state riscontrate nel trattamento della lombalgia, in particolare per i casi di lombalgia non specifica. La terapia con massaggi si è dimostrata superiore al placebo, a tecniche di rilassamento, all'agopuntura e a interventi di educazione a una corretta postura, ha dato risultati inferiori solo quando confrontata con la manipolazione spinale e la stimolazione elettrica transcutanea dei nervi.
Per le altre condizioni che comportano dolore le certezze tendono a calare. Sono ancora forti per il dolore alle spalle: in una precedente metanalisi la terapia con massaggi aveva dimostrato effetti significativi nel lungo termine come pure per il mal di testa. In particolare per gli episodi di mal di testa ricorrenti o per i casi cronici si otteneva una maggiore riduzione del dolore con interventi di manipolazione spinale. Inoltre è stato notato che tecniche più specifiche di manipolazione che agiscono sui tessuti miofasciali vicini al cranio, erano più efficaci di massaggi più semplici.

Meccanismo d'azione
Non sono ancora stati chiariti tutti gli aspetti dei meccanismi con cui agisce il massaggio, e ci sono diverse ipotesi plausibili e coerenti. Si osserva un aumento dell'attivata del sistema nervoso autonomo parasimpatico, vale a dire quello che predispone l'organismo al riposo e che quindi rallenta le funzioni fisiologiche. Alcuni autori hanno rilevato che il massaggio contribuisce alla riparazione dei tessuti, alla modulazione del dolore, al rilassamento e al miglioramento dell'umore. Diverse ricerche hanno riscontrato un effetto benefico sul flusso sanguigno venoso e arterioso ed effetti benefici sugli edemi e infine è stato visto che il massaggio può attivare meccanismi inibitori segmentari (cioè non sistemici) che sopprimono il dolore. Le teorie sulla capacità analgesica del massaggio fanno riferimento ad alcune teorie e ipotesi. Secondo la cosiddetta teoria del cancello (gate theory) i recettori pressori sono più lunghi e più mielinizzati delle fibre del dolore, quindi più efficienti nella trasmissione dei segnali, e quindi i segnali pressori prodotti dal massaggio vengono trasmessi più velocemente chiudendo la strada (cancello) a quelli dolorifici. Secondo un'altra ipotesi il massaggio fa aumentare i livelli di serotonina, un neurotrasmettitore che modula il sistema di controllo del dolore. Infine, l'ipotesi del sonno ristoratore: in assenza di sonno profondo viene liberato un neurotrasmettitore associato al dolore, la sostanza P; il massaggio favorisce un sonno ristoratore, e nel complesso si dovrebbe registrare una riduzione delle concentrazioni del neurotrasmettitore e quindi del dolore.
E' evidente che non è ancora possibile considerare il massaggio come terapia di prima linea. Tuttavia la letteratura esistente riconosce validità a questa tecnica per alleviare il dolore nei disturbi accompagnati da dolore cronico, di origine non maligna in particolare a coinvolgimento muscoloschetrico. Gli effetti benefici sono spesso a lungo termine, ma per il breve termine ci sono sempre i farmaci, su quelli dubbi non ci sono, almeno sull'efficacia.

Simona Zazzetta

Fonti
Tsao J. Effectiveness of Massage Therapy for Chronic, Non-malignant Pain: A Review. Evid Based Complement Alternat Med. 2007 Jun;4(2):165-79



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