Sinusite - Argomenti

La sinusite

Ci sono malattie che sembrano destinate a essere sistematicamente confuse con altre. E' il caso della sinusite, che spesso viene tirata in ballo quando si è semplicemente colpiti da un potente raffreddore. D'altra parte, accade abbastanza spesso che si venga curati per una sinusite cronica, magari per anni, e invece si è affetti da una cefalea (altrettanto cronica). Nel primo caso l'errore è del paziente, nel secondo del medico.

Che cos'è la sinusite
Per prima cosa, non è un raffreddore. La sinusite è un'infiammazione acuta o cronica di alcune strutture anatomiche del volto: i seni paranasali. Si tratta di cavità, che fanno parte delle vie aeree, inserite nello spessore delle ossa craniche. I seni comunicano con la cavità nasale attraverso aperture chiamate osti (singolare, ostio). Quando il seno è infiammato, l'ostio viene ostruito.
Nella stragrande maggioranza dei casi, l'infiammazione è causata da un'infezione, sostenuta da batteri o da funghi (organismi della stessa famiglia di quelli che provocano le micosi della cute). Nel raffreddore, invece, le uniche parti interessate sono le mucose nasali, e l'infezione è sostenuta da virus. Il raffreddore, inoltre, si autolimita, cioè guarisce praticamente da solo, la sinusite va curata.
I sintomi della sinusite sono:

  • Febbre
  • Cefalea (mal di testa)
  • Dolore del volto alla palpazione
  • Tosse
  • Incapacità di percepire gli odori (anosmia)
  • Secrezione nasale giallastra (dovuta alla presenza di pus, a sua volta prodotto dall'infezione batterica)
  • Scolo faringeo (le secrezioni nasali scendono verso la gola anziché verso le narici)

Sostanzialmente, però, il sintomo più indicativo è il dolore al volto, che è un po' il discrimine tra il raffreddore e la sinusite.
Se i sintomi durano fino 5-7 giorni e comunque non più di tre settimane si parla di sinusite acuta, se invece la malattia si protrae fino a otto settimane e più si ha la sinusite cronica. Infine, se nel corso dell'anno si hanno tre o più episodi si parla di sinusite ricorrente.

La diagnosi
Il più delle volte il medico giunge alla diagnosi attraverso l'esame obiettivo servendosi anche di un vecchio test, la diafanoscopia, che consiste nell'inserire nella bocca una piccola torcia elettrica accesa. Se la luce filtra attraverso le strutture ossee del volto, significa che i seni paranasali sono liberi. Se invece questo accade solo in parte, o non accade per nulla, significa che uno o più seni sono ostruiti dal pus, e che quindi l'infezione è in atto.
Si può ovviamente ricorrere alla radiografia, o alla TAC , che a detta di molti specialisti è più costosa ma anche molto più rivelatrice.
In alcuni casi può essere necessario il prelievo del materiale presente all'interno del seno colpito, una tecnica chiamata puntura antrale, che serve a determinare quali siano i batteri responsabili dell'infezione. Infatti, una delle caratteristiche della sinusite è essere causata da batteri che resistono ad alcune famiglie di antibiotici di primo impiego.

I fattori che predispongono alla sinusite
Esistono delle caratteristiche favoriscono il presentarsi della sinusite.
Sono più soggette le persone che

  • Soffrono di rinite allergica o di rinite dovuta all'esposizione lavorativa a sostanze irritanti
  • Soffrono di rinite vasomotoria
  • Presentano poliposi nasale
  • Presentano una deviazione del setto nasale
  • Presentano immunodeficienza.

Si tratta insomma di condizioni che impediscono il regolare flusso dell'aria attraverso le prime vie aeree ma, soprattutto, impediscono la normale funzione delle cellule cigliate, ragion per ci si crea un ristagno del muco e si favorisce la proliferazione dei batteri.
Non è un fattore predisponente, ma piuttosto una causa diretta, la presenza di infezioni dei denti superiori. Molto spesso, le sinusiti che interessano seni mascellari hanno origine da un ascesso dentario (sinusiti odontogene).

Il rapporto con l'asma
Da punto di vista epidemiologico, è stata riscontrata una forte associazione tra asma bronchiale e sinusite: dal 45 al 70 per cento dei pazienti presenta entrambi i disturbi. Sono state proposte diverse spiegazioni, ma nessuna per ora è sembrata del tutto soddisfacente. Quel che è certo, però, è che curando la sinusite migliora sensibilmente anche la sintomatologia dell'asma.

La terapia farmacologica
Come si è detto, la sinusite non va trascurata, in quanto sono possibili pericolose complicanze, come il trasmettersi dell'infezione all'orbita (mettendo a rischio l'occhio) o anche alle cavità interne al cranio (con rischi altrettanto gravi).
Trattandosi di un'infezione batterica, si debba ricorrere agli antibiotici, che sono invece inutili per il raffreddore (e ovviamente in tutte le altre.
Gli antibiotici sono ovviamente il trattamento di prima linea e, secondo le linee guida straniere andrebbero somministrati per 14 giorni o, quando si tratta di sinusite cronica, fino a quando il paziente non è libero dai sintomi per almeno 7 giorni. Se dopo cinque giorni di somministrazione dell'antibiotico non si riscontrano miglioramenti, è bene che si cambi il farmaco, perché evidentemente non risulta efficace contro i batteri che sostengono l'infezione.
Accanto all'antibiotico, che è la terapia causale (cioè che va all'origine della malattia), si possono impiegare altri farmaci che agiscono sui sintomi: decongestionanti locali, corticosteroidi, ai quali la letteratura scientifica riconosce una provata efficacia.
Nel caso di sinusite cronica in pazienti che sono anche allergici, il trattamento con gli antistaminici, controllando la rinite, contribuisce a evitare le riacutizzazioni.
Non è invece provata l'efficacia di altre terapie, per esempio con i mucolitici o gli espettoranti.

La chirurgia
Quando all'origine della sinusite, in particolare cronica, c'è una causa meccanica, per esempio la deviazione del setto o la presenza di polipi, è logico che la prima preoccupazione deve essere l'eliminazione, attraverso la chirurgia, della causa meccanica.
Nella sinusite cronica, poi, si ricorre al bisturi già dal secolo scorso. Inizialmente si effettuava un intervento chiamato antrostomia, che consisteva nel praticare una nuova apertura nel sito che consentisse il drenaggio delle secrezioni anche se l'ostio naturale restava ostruito. Oggi, invece, grazie all'uso dell'endoscopio è possibile intervenire ripristinando la via naturale.

Maurizio Imperiali


Fonti
Kathryn L Evans Fortnightly Review: Diagnosis and management of sinusitis BMJ 1994;309:1415-1422 (26 November)

American Academy of Allergy, Asthma and Immunology/American College of Allergy, Asthma and Immunology/Joint Council of Allergy, Asthma and Immunology. Parameters for the diagnosis and management of sinusitis. Ann Allergy Asthma Immunol 1998 Dec;102(6 Pt 2):S107-S1044


 

© RIPRODUZIONE RISERVATA