Salute e viaggi - Argomenti

Sicuri su 2 e 4 ruote

Come in ogni cosa, anche nella guida la prevenzione rappresenta l'arma migliore per evitare incidenti e salvaguardare la propria salute e quella dei passeggeri e dei pedoni. 
Le soluzioni, da mettere in atto personalmente o già predisposte dal mezzo, sono diverse: l'importante è conoscerle, saperle usare e, soprattutto, metterle in pratica!

Le cinture di sicurezza
Nonostante in Italia sia in leggero aumento l'utilizzo delle cinture di sicurezza, le statistiche indicano numeri ancora insufficienti. Eppure è stato ormai ampiamente dimostrato che l'abitudine al corretto utilizzo delle cinture ridurrebbe drasticamente il numero dei morti per incidenti stradali, nonché la gravità delle lesioni. 

Come agiscono:
In caso di scontro, le cinture di sicurezza evitano che il guidatore o il passeggero vengano proiettati violentemente in avanti, così da prevenire il trauma da impatto con le parti rigide all'interno del veicolo (parabrezza, volante, cruscotto, ...) o, addirittura, la fuoriuscita dal mezzo. 

Che cosa dice la legge:
In Italia la prima legge che stabilì gli obblighi inerenti l'uso delle cinture di sicurezza risale al 1988, le sue disposizioni furono poi inserite nel Nuovo Codice della Strada (modificato con un Decreto Legge nel 1993). Tra le modifiche apportate, ad esempio, vi è l'annullamento dell'esenzione all'uso di cinture di sicurezza da parte dei soggetti alti meno di 1,50 m o più di 1,90 m. Inoltre, il Codice precisa che tutti i veicoli messi in commercio devono essere obbligatoriamente equipaggiati con le cinture di sicurezza omologate secondo quanto stabilito dalle norme vigenti. A tal proposito, l'art. 172 del Nuovo Codice della Strada ("Uso delle cinture di sicurezza e sistemi di ritenuta") stabilisce diverse forme di vincoli a seconda del tipo di veicolo, e cioè: 

 

VeicoloCinture di sicurezza obbligatorieM1: veicoli che trasportano al massimo 8 persone, escluso il guidatore (automobili, caravan,...)obbligo sia per i passeggeri seduti davanti,sia per i passeggeri seduti dietroM2: veicoli che possono trasportare più di 8 persone, escluso il guidatore (autobus)- Autobus con massa fino a 3,5 t: obbligo per i passeggeri seduti davanti. 
- Autobus con massa > 3,5 t: cinture non obbligatorieN1: veicoli destinati al trasporto di merci, con massa fino a 3,5 t (autocarri)obbligo solo per i passeggeri seduti davanti

Ad ogni modo, sono sempre esclusi dall'utilizzo delle cinture di sicurezza:

  • gli appartenenti alle Forze di Polizia e ai corpi di Polizia Municipale, se in servizio di emergenza;
  • chi conduce o è addetto ai veicoli antincendio e di servizio sanitario, se in fase di emergenza;
  • gli appartenenti ai servizi di vigilanza privati che effettuano scorte, se regolarmente riconosciuti;
  • chi conduce veicoli per il trasporto di persone in servizio pubblico di piazza o adibiti al noleggio con conducente, se in servizio in centri abitati;
  • gli istruttori di guida, durante le lezioni;
  • i soggetti affetti da particolari malattie per cui le cinture di sicurezza possano rappresentare una controindicazione (con certificazione dell'A.S.L., che deve recare il simbolo previsto nell'art. 5 della direttiva n. 91/671/CEE, da esibire su richiesta degli organi di polizia);
  • le donne in gravidanza, se in possesso della certificazione medica che comprovi il rischio derivante dall'uso di cinture di sicurezza.

Inoltre:

  • è compito del conducente verificare che i dispositivi di sicurezza siano funzionanti ed efficaci;
  • i bambini di età inferiore a 12 anni e di altezza inferiore a 1,50 m devono essere trattenuti da cinture appositamente adeguate al loro peso e alla loro statura;
  • i bambini di età inferiore a 3 anni posti nei sedili posteriori possono essere esclusi dall'obbligo delle cinture di sicurezza solo se il veicolo ne è sprovvisto e solo se accompagnati da almeno un passeggero di età superiore a 16 anni. 

Bambini al sicuro
I bambini sono maggiormente esposti ai rischi da traumi da incidenti stradali. Per loro, quindi, la legge italiana e quella europea prevedono norme di massima sicurezza, sia che si tratti di un lungo viaggio, sia che si tratti di un breve tragitto. 
Il Nuovo Codice della Strada impone l'utilizzo di diversi tipi di seggiolino per i bambini a bordo fino al dodicesimo anno di età. In particolare, i seggiolini da usare previsti dal codice sono:

1) Seggiolino di gruppo 0 (fino a 9 mesi - da 0 a 10 Kg di peso)
Può essere montato sia sul sedile posteriore, sia su quello anteriore. In quest'ultimo caso, però, è necessario che l'auto non sia prevista dell'airbag o, se presente, che venga disinserito (alcuni modelli prevedono, infatti, la possibilità di bloccare l'uso dell'airbag). Inoltre, deve sempre essere rivolto nel senso inverso a quello di marcia; questo per evitare, in caso di incidente, che la pressione delle cinture si concentri sull'addome e il torace del bambino (non ancora sufficientemente sviluppati), bensì sulla schiena saldamente appoggiata al seggiolino. 

2) Seggiolino di gruppo 0+ (fino a 12-14 mesi - da 0 a 13 Kg di peso)
E' un tipo di seggiolino introdotto dalla normativa europea ECE R44/03, al fine di prolungare l'utilizzo dell'oggetto fino a un anno e più. Se l'uso del seggiolino, però, è di difficile attuazione (in caso, ad esempio, di un bambino eccessivamente robusto) è possibile optare per la ... Navicella per auto: si tratta della parte smontabile di una carrozzina (omologata a tale uso), che può essere fissata alle cinture di sicurezza dell'auto sul sedile posteriore. Il bambino è saldamente tenuto da una fascia che passa sulla pancia e lo trattiene alla culla. 

3) Seggiolino di gruppo 1 (da 9 mesi a 4 anni - da 9 a 18 Kg di peso)
Assomiglia a un sedile vero e proprio, ma a misura di bimbo. Viene fissato alla cintura di sicurezza e deve essere rivolto in corrispondenza al senso di marcia. Il bambino è saldamente fissato al sedile tramite apposite fasce di sicurezza che lo avvolgono. 

4) Seggiolino di gruppo 2 (da 3-4 a 6 anni - da 15 a 25 Kg di peso)
Si tratta di cuscini rigidi da applicare ai sedili del veicolo tramite cinture di sicurezza. 

5) Seggiolino di gruppo 3 (da 5/6 a 11 anni - da 22 a 36 Kg di peso)
Identico al seggiolino di gruppo 2, ma predisposto per sopportare un peso maggiore.

L'ABS
Per evitare slittamenti e testacoda in caso di brusche frenate è stato introdotto negli autoveicoli l'ABS, un "assistente elettronico" della frenata. Nato in ambiente aeronautico per assistere i velivoli ed evitare lo slittamento delle ruote in fase di atterraggio, l'Antilock Brake System (questo l'esteso della sigla ABS) è rimasto praticamente identico una volta applicato alle automobili.
Il principio di funzionamento e' così spiegabile: l'ABS misura la velocità di rotazione delle ruote ed è in grado di accorgersi se una ruota si e' fermata (o quasi); in questo caso allenta immediatamente il freno, impedendo che la ruota slitti e la macchina giri su se stessa. 
I vantaggi di chi è a bordo di una macchina provvista di ABS sono principalmente due: il primo e' la possibilità per il conducente di poter mantenere il controllo della vettura (se le ruote si dovessero bloccare, al contrario, si bloccherebbe anche il funzionamento dello sterzo); il secondo vantaggio è l'accorciamento degli spazi di frenata, che permette di ridurre il rischio di collisione. 
Uno studio americano (il rapporto HLDI), presentato durante il SAE International Congress a Detroit, tenutosi dal 27 febbraio al 2 marzo 1995 a cura della SAE Techincal Paper n. 950353, ha analizzato gli incidenti accaduti in due stati degli USA, il Texas e il Missouri, per i quali è stato possibile ottenere le caratteristiche tecniche degli autoveicoli coinvolti negli incidenti (per stabilire la presenza o meno di ABS). Tutti i 9.848 incidenti sono stati suddivisi in base alle condizioni di strada al momento dello scontro (bagnato, asciutto, ghiacciato, ...), in base al tempo meteorologico (pioggia, sole, nebbia, ...) e al coinvolgimento o meno di pedoni o animali. Dai risultati è emerso che i veicoli provvisti di ABS presenterebbero una riduzione del rischio di incidenti del 13% su strada bagnata o con pioggia e una riduzione del 34% nel rischio di investire un pedone. I vantaggi derivanti dall'uso dell'ABS, quindi, emergerebbero soprattutto su strada bagnata e quando si renda necessario schivare un ostacolo. A confermare l'utilità dell'ABS è anche un altro studio a cura della American Automobile Manufacturers Association (AAMA), condotto dalla Failure Analysis Associates, Inc. (FaAA), di Menlo Park (California), su circa 43.000 incidenti in Florida, North Carolina e Pennsylvania, che hanno coinvolto 34 diversi modelli di veicoli (con e senza ABS). Dai risultati, i veicoli provvisti di ABS sembrano ridurre il rischio di incidenti del 9-10%, sino a un massimo del 17-19% in caso di pioggia, neve o ghiaccio e a un minimo del 6-8% su strada asciutta. Inoltre, l'ABS sembra poter ridurre del 10-13% circa i casi di incidenti con lesioni, mentre sembra essere ininfluente negli incidenti mortali. 

L'airbag
Brevettato nel 1952, il sistema alla base dell'airbag è, a parole, molto semplice: in caso di urto violento nell'abitacolo si gonfia rapidamente un pallone, che si frappone tra i passeggeri e la parte anteriore del veicolo. Questo per evitare che, con la collisione, il conducente e/o il passeggero vengano a contatto con il volante, il parabrezza, la plancia o altre parti dell'auto, riducendo il rischio di gravi lesioni. Il meccanismo di gonfiore del pallone avviene per mezzo di gas, liberato dall'esplosione di una pastiglia di pochi grammi di materiale pirotecnico, che si accende grazie a una scarica elettrica comandata da una centralina elettronica. La centralina, in caso di urto, è "avvisata" da particolari sensori che entrano in funzione già a una velocità di impatto di 30 Km/h e in tempi brevissimi: da un minimo di 0,012 secondi (per i modelli più piccoli), fino a un massimo di 0,040 secondi per i modelli più grandi. Una volta gonfio, il pallone si sgonfia rapidamente grazie alla porosità del materiale o a piccoli fori appositamente praticati sul prodotto. Questo è molto importante: se non prevedesse un meccanismo di sfoghi per i gas in esso contenuti, l'airbag rappresenterebbe solo un ostacolo per i passeggeri, che vi rimbalzerebbero contro senza alcuna possibilità di attutirne l'impatto. In genere, gli airbag sono di tipo frontale: posti, cioè, nella parte anteriore dell'abitacolo e si azionano solo se l'impatto, oltre a raggiungere una velocità di 30 Km/h, è di tipo frontale o con un angolo al massimo di 30° rispetto all'asse longitudinale dell'auto. Oggi, però, sono sempre più diffusi modelli di veicoli provvisti anche di airbag laterali, fino a un massimo complessivo di 6 modelli. Il meccanismo di funzionamento dei laterali è analogo a quello dei modelli frontali, ma sono predisposti in modo da restare gonfi più a lungo. 
I vantaggi dell'airbag sono stati dimostrati da numerosissimi test, ma restano alcuni rischi di danni ai passeggeri durante la collisione. Per evitare lesioni (ustioni, ematomi, escoriazioni, ...) è importante seguire alcune semplici precauzioni: mettere sempre le cinture di sicurezza, adeguarle all'altezza del passeggero, far sedere i bambini sugli appositi seggiolini da viaggio e, soprattutto, non stare mai seduti sulla punta del sedile, restando ben appoggiati allo schienale con le cinture allacciate. Chi conduce il veicolo, infine, deve sistemarsi sempre ad almeno 30 centimetri dal centro del volante provvisto di airbag. 

Il casco
In caso di incidente, la parte più vulnerabile del motociclista è la testa. E' questa l'evidenza emersa già nel 1994 dopo un'accurata indagine condotta dall'ISPES (Istituto di Studi Politici, Economici e Sociali): "2 ruote con sicurezza, la prevenzione degli infortuni stradali su moto e motocicli". Il risultato più importante che emergeva era che l'uso del casco avrebbe potuto evitare, o almeno ridurre, i traumi mortali o invalidanti da incidente stradale, grazie agli effetti protettivi del casco. In particolare, il casco offrirebbe una valida protezione contro: le fratture della scatola cranica; le neuropatie derivanti da esposizione ad accelerazioni e decelerazioni; le lesioni della base cranica (trauma cervicale) e le ferite lacero-contuse al cuoio capelluto. I vantaggi del costante impiego del casco sono stati confermato anche dalla passata esperienza degli Stati Uniti d'America, quando in molti Stati venne abrogata la legge sull'obbligatorietà all'uso del casco; ciò causò un incremento del 40% della mortalità per incidenti con motoveicoli coinvolti, mentre l'introduzione all'obbligo fece calare gli incidenti mortali del 30% (fonte: Eurispes "Il casco due anni dopo", 1988). In Italia l'obbligo all'uso del casco si concretizzò l'11 gennaio 1986, con l'introduzione del Decreto Legge n° 3, il quale, a partire dal 18 luglio 1986, prevedeva l'obbligo di indossare il casco protettivo per: i conducenti minorenni di ciclomotori con cilindrata fino a 50 c.c. e per tutti i conducenti di ciclomotori con cilindrata superiore a 50 c.c. In seguito, per effetto della Legge del 7/12/99 n° 472 art. 33 con decorrenza 30 marzo 2002, l'uso del casco è diventato obbligatorio per tutti i conducenti di ciclomotori e motocicli di qualsiasi cilindrata, indipendentemente dall'età. 
Per un'ottima protezione, però, non basta mettere il casco, ma bisogna anche indossarlo correttamente. E' bene, quindi, ricordarsi sempre di...
... non usare il casco slacciato: al primo urto può sfilarsi e risulterebbe, quindi, completamente inutile; 
... non allacciare il casco solo con il velcro: se presente, il velcro sul cinturino ha solo il compito di impedire lo sventolio della cinghia; 
...evitare di allacciare il casco servendosi della mentoniera: questo sistema è ormai in disuso, ma chi ha un vecchio casco a casa deve tenerlo presente;
... assicurarsi di avvertire correttamente i suoni in strada, come clacson e sirene di emergenza;
... non modificare mai e in nessun modo la struttura del casco, al fine di evitare riduzioni nelle prestazioni;
...acquistare e impiegare solo caschi omologati in base alle direttive CEE;
...infine, è bene ricordarsi che la migliore protezione la si ha solo con l'uso di caschi di tipo integrale. 

Annapaola Medina

Fonti
La riforma del Codice della Strada - Il Governo

American Automobile Manufacturers Association (AAMA)

Automobile Club d'Italia - ACI: Sicurezza Stradale - Guida alla Guida

Eurispes - Il casco, due anni dopo, Roma ottobre 1988: indagine sugli effetti sociali della legge sulla obbligatorietà del casco per i motociclisti

SAE Techincal Paper n. 950353 - SAE International Congress, Detroit, 27 febbraio/2 marzo 1995

© RIPRODUZIONE RISERVATA


VEDI ANCHE

PatologiePatologie
Esperto rispondeEsperto risponde
ServiziServizi




Copyright 2017 © EDRA S.p.A. - P. IVA 08056040960

edra