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Ultimo aggiornamento: 08/07/05

Turisti a caso

Viaggiare, per diporto quantomeno, è senz'altro uno dei desideri più diffusi. Tuttavia la possibilità di muoversi in modo rapido e relativamente economico non esenta dal partire informati e consapevoli, anche degli eventuali pericoli per la salute. E proprio l'informazione, oltre che l'attuazione delle misure di profilassi necessarie, è la missione della Società Italiana di Medicina dei Viaggi e delle Migrazioni, che ha presentato a Milano il "Piccolo Manuale Sanitario del Viaggiatore Internazionale". Un sintetico ma completo vademecum che riporta tutte le principali informazioni utili a prevenire e ad affrontare tutte le necessità sanitarie che possono presentarsi nel corso di un soggiorno all'estero. La SIMVIM ha come suo nucleo gli specialisti che operano nei Centri di medicina del Turismo delle ASL (sono già un centinaio in tutta Italia) equindi come spiega la presidente della società, la dottoressa Emanuela Zamparo "igienisti e infettivologi, ma si rivolge a tutti gli operatori coinvolti in questo aspetto, medici di famiglia, pediatri ma anche operatori del turismo e associazioni di volontariato".

Conoscenze troppo parziali
La presentazione della SIMVIM è stata però completata dalla presentazione di alcuni dati che giustificano le preoccupazioni degli esperti di medicina del turismo. Secondo uno studio di recente pubblicazione, gli italiani che si recano all'estero sono poco inclini a prepararsi per tempo alla trasferta. "In questo sono più turisti che viaggiatori" ha detto il dottor Alberto Tomasi, Membro del Consiglio Direttivo SIMVIM. La stragrande maggioranza, infatti, cerca genericamente informazioni generali (non soltanto sanitarie) soltanto nelle ultime due settimane precedenti la partenza, probabilmente anche per effetto del largo ricorso alle occasioni "last minute" e solo la metà si informa esplicitamente sugli eventuali rischi sanitari. Il principale fornitore di informazioni è il medico di famiglia (57%), i centri di Medicina del turismo vengono al secondo posto (35% circa) ma, per il resto, largo al passaparola e alla ricerca autonoma di ragguagli su giornali, riviste e Internet. "Il risultato è che vi è un 17% di persone che, pur recandosi in paesi ad alto rischio per la malaria ignora la necessità della profilassi". Altri fraintendimenti, o meglio conoscenze parziali, riguardano la possibilità di contrarre infezioni, dall'epatite A alla diarrea del viaggiatore. Se è ben chiaro quasi a tutti che l'acqua e i frutti di mare sono un veicolo di contagio, non si sa che anche altri alimenti possono avere lo stesso effetto se, per esempio, vengono lavati con acqua contaminata o sono conservati in modo improprio.

Non è mai troppo tardi
Ogni anno sono quattro milioni gli italiani che si spostano verso mete potenzialmente pericolose e, tante per citare un esempio, si hanno 1000 casi di malaria l'anno. E' dunque necessario da una parte che il turista italiano impari a considerare con più attenzione questi aspetti e, dall'altra, ha ricordato la dottoressa Zamparo, che le procedure di accesso ai centri vengano semplificate. D'altra parte, per alcune malattie facilmente prevenibili, non è mai troppo tardi. "Nel caso delle vaccinazioni contro le epatiti A e B, per esempio, è possibile attuare degli schemi di somministrazione accelerati per garantire l'immunità in tempi brevi" dice la dottoressa Giuseppina Napoletano Coordinatore del Comitato Scientifico SIMVIM. "Nel caso dell'epatite A il vaccino può addirittura essere inoculato il giorno prima della partenza". Infine due aspetti spesso dimenticati: è in aumento il numero dei bambini che accompagnano i genitori nei viaggi esotici e, cosa da non sottovalutare, alcune malattie infettive sono endemiche anche in Italia, come l'epatite A in alcune regioni del Mezzogiorno da sempre mete turistiche (Puglia, parte della Campania). Due fatti che devono indurre ad aumentare l'attenzione e a rendere alcune misure e alcuni comportamenti (per esempio l'attenzione a ciò che si mangia dal punto di vista igienico e non solo nutrizionale) un bagaglio indispensabile nella vita di tutti i giorni.

Giancluca Casponi

Fonte
Conferenza stampa SIMVIM "Turismo in zone a possibile rischio: pericoli ignorati e paure ingiustificate" . Milano 16 giugno 2004

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