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Ultimo aggiornamento: 17/10/03

Chiamare il dottore

Per la legge che regolamenta il rapporto fra il Medico di medicina generale ed il SSN (la "Convenzione"), il Medico di famiglia esercita la sua attività dalle otto alle venti, a prescindere dall'orario di apertura dell'ambulatorio, per cinque giorni alla settimana, e dalle otto alle dieci antimeridiane del sabato e dei prefestivi. Al di fuori di questo orario esiste il servizio di guardia medica (definito anche di continuità assistenziale), cui il cittadino può rivolgersi in caso di necessità. Il medico (o se questo vi è impedito, la ASL) deve garantire, inoltre, in caso di assenza superiore ad un giorno, la presenza nel suo studio di un medico sostituto o, in alternativa, deve indicare l'indirizzo di uno studio nelle vicinanze al quale i cittadini assistiti possono rivolgersi durante la sua assenza. Ma, assenze per ferie o malattie, che cosa succede se un cittadino vuole essere visitato dal proprio medico di fiducia al di fuori degli orari sopra citati? Il Medico raggiunto direttamente dalla chiamata del paziente, in caso di urgenza, non può rifiutarsi di prestare la propria opera. Attenzione però, in questo caso l'opera professionale diventa una prestazione al di fuori del Servizio Sanitario Nazionale, cioè una prestazione privata per la quale al medico è dovuto un onorario professionale, tanto più alto nel caso di visite notturne o di giorno festivo, come sono appunto quelle richieste in orario per il quale è previsto l'intervento della Guardia Medica. Infine, esiste il servizio "118" o la possibilità di accedere al Pronto Soccorso dell'Ospedale più vicino. Ma quando utilizzare questi servizi? E' indispensabile ricordare che il Pronto Soccorso e il "118" devono essere riservati ai problemi che potrebbero richiedere l'intervento di uno specialista (per esempio un rianimatore, un chirurgo, un ortopedico, etc.) o per i quali è possibile ipotizzare un ricovero ospedaliero. Sempre per restare in tema di influenza (più che stagionale), e' inutile ricorrere al Pronto soccorso per una febbre, ancorché persistente, quando ci si trova in piena epidemia influenzale. Può apparire un consiglio banale, ma spesso l'emergenza deriva più dall'intasamento delle corsie ospedaliere che dalla reale portata e gravità dell'epidemia.

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