Niente cadute col Tai Chi

08 luglio 2005
Aggiornamenti e focus

Niente cadute col Tai Chi



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Le cadute e le conseguenti lesioni sono probabilmente i problemi medici più comuni in cui incorrono gli anziani. Statistiche pubblicate negli Stati Uniti riportano che il 30% degli anziani over 65 ogni anno subiscono una brutta caduta. La percentuale sale al 50% negli anziani ospiti di strutture di lunga degenza e ospizi. Il 10% di queste cadute ha come conseguenza una frattura. I fattori di rischio sono molti e vanno dalle alterazioni di postura allo scarso equilibrio, dalla ridotta forza muscolare ai cambiamenti di andatura con il progredire dell'età. In certi casi addirittura la paura di cadere "paralizza" e gli anziani nel timore diventano fisicamente inattivi. Il regolare esercizio fisico, invece, può aiutare a riprendere la fiducia in se stessi e a condurre un tipo di vita più produttivo. Ma quale esercizio fisico? Una ricerca sudcoreana ha evidenziato come il Tai Chi, antica arte marziale cinese che consiste in una serie di movimenti gentili, lenti e continui, potrebbe essere la risposta ideale. Del resto, l'attenzione dei servizi sanitari per questo genere di discipline è in costante crescita e in Europa gli inglesi sembrerebbero particolarmente sensibili al problema, visto che il servizio sanitario britannico ha deciso di sostenere il costo di lezioni della ginnastica orientale per gli anziani che hanno sofferto fratture dell'anca.

Il Tai Chi funziona


Una premessa è indispensabile. Non si tratta del primo studio in assoluto a sostenere questa teoria. Dati disponibili dal passato hanno evidenziato come la pratica regolare del Tai Chi migliori o conservi l'equilibrio, la stabilità di postura e la flessibilità, con una conseguente riduzione delle cadute negli anziani. Non solo. Uno studio dei benefici di questa disciplina sulla perdita ossea delle cinesi in età postmenopausale indica che la pratica abituale dell'arte marziale cinese può ritardare il tasso della perdita ossea e migliorare la forza muscolare e la flessibilità del corpo. Le referenze, perciò, sono già ottime. Lo studio sudcoreano, pubblicato dal Journal of Advanced Nursing, ha preso in considerazione un gruppo di 59 anziani (età media 78 anni) soggetti a cadute ricoverati in un ospizio. Gli anziani sono stati divisi in due gruppi: 29 hanno seguito un corso di Tai Chi di 12 settimane, per tre volte a settimana, mentre 30 hanno avuto svolto normale attività fisica. Gli anziani monitorati, poi, sono stati sottoposti a una serie di accurati test clinici e fisici all'inizio e alla fine dello studio. Ebbene, le condizioni fisiche dei 29 anziani che hanno praticato il Tai Chi risultavano nettamente migliorate, con un rafforzamento di ginocchia e caviglie, un miglioramento della mobilità e della flessibilità e un aumento dell'equilibrio. Un esempio può rendere l'idea. Dopo le 12 settimane di esercizi il tempo impiegato a percorrere una distanza di 6 metri era diminuito del 25%, mentre nel gruppo di controllo era aumentata del 14%. In più gli episodi di cadute sono diminuiti al 31%, mentre nel gruppo di controllo si sono assestati intorno al 60%. Si attendono ulteriori studi ma l'antica disciplina cinese, purché integrata ad altri provvedimenti, sembrerebbe funzionare.

Marco Malagutti



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