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Domanda di: Occhio

15/04/2008 14:30:07

CAUSE NEURITE OTTICA

Salve, ho scritto poco tempo fa per chiedere delle delucidazioni sulla neurie ottica.
Mia sorella è stata ricoverata perchè vedeva sfuocato da un occhio.Le sono state fatte tutte le visite del caso (PEG,campo visino, Tac RM con contrasto,ecc)ma ovviamente non le dicono niente.
Nel senso che dopo aver fatto una settimana di cortisone il nervo si è pò sfiammato ma lei continua a non vedere bene. Inoltre il medico ha detto che facendo questa cura sono riusciti a fermare l'infiammazione anche dell'altro occhio.
Premetto che non ha nessun altro disturbo, tremori, vertigini, lentezza, problemi con il lessico ecc.
Coi noi e con lei il medico continua a non sbilanciarsi, (capisco il suo punto di vista), e a dire solo che ha un'infiamazione del nervo ottico e che se entro un mese non riesce a recuperare la vista le farà fare una visita da uno specialista a Milano.
Ora io mi sono informata un pochino. E tutto mi conduce a dedurre che per Infiamazione del Nervo ottico = Neurite ottica.
So che dovrei aspettare i risultati degli esami ma l'attesa è staziante sopratutto perchè non ci dicono nemmeno i risultati degli esami fatti.
La mia domanda è: se si tratta di Neurite ottica (come sospetto) quante probabilità abbiamo che non si tratti del primo sintomo di un Sclerosi Multipla?
Vorrei sapere quali altre alternative e probabilità ci sono che se è neurite ottiva questa sia da ricondurre a questa malattia immunitaria(purtoppo in internet la neurite ottica è associata per lo più a SM e non riesco a trovare la speranza che si possa ricondurla a qualcosa altro).
La ringrazio anticipatamente. Mi scusi se sono stata prolissa.
Cordiali saluti.

Alessandra

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Risposte:


Risposta del18/04/2008

Carissima Alessandra,
proviamo a fare un pò di ordine su quello che tu definisci "neurite ottica"
Intanto spesso quello che tu intendi con questa definizione è oggettivabile all'esame obiettivo oculare con il segno della PAPILLITE.
LA PAPILLITE (Neurite Ottica) è una infiammazione o Infarto della porzione del nervo ottico visibile all'oftalmoscopio.
La papillite è generalmente unilaterale, in relazione alle cause. I foci infiammatori si presentano nel disco ottico e intorno a esso nelle seguenti situazioni: condizione demielinizzante secondaria a una malattia virale, con Sclerosi Multipla , Infarto di una parte o di tutta l'estremità del nervo ottico che si verifica nell'arterite temporale o in malattie occlusive dei vasi ciliari; si può verificare anche in seguito a metastasi tumorali all'estremità del nervo ottico oppure a causa di alcuni prodotti chimici (p. es., piombo, etanolo), per punture di api, con Meningite o in caso di Sifilide . In molti casi la causa rimane sconosciuta nonostante un'attenta valutazione. Una causa importante di papillite, nei pazienti di età superiore ai 60 anni, è l'arterite cranica a cellule giganti (arterite temporale).

Sintomi, segni e diagnosi

Il sintomo più evidente è la perdita del visus, che varia da un piccolo scotoma centrale o paracentrale alla cecità completa, alla quale si può arrivare entro 1 o 2 gg. Di solito il riflesso fotomotore diretto è torpido se paragonato a quello dell'occhio sano. L'esame oftalmoscopico rivela iperemia e/o edema del disco ottico negli stadi iniziali e alterazioni più evidenti negli stadi avanzati. La retina diventa edematosa attorno all'estremità del nervo e i suoi vasi appaiono congesti; possono essere presenti alcuni essudati ed emorragie in prossimità o in corrispondenza dell'estremità del nervo ottico. I pazienti con arterite temporale a cellule giganti possono presentare papillite in un solo occhio, associata a malessere e a un aumento della VES. La papillite può rapidamente coinvolgere l'altro occhio con conseguente cecità bilaterale. La diagnosi è confermata dalla biopsia dell’arteria temporale.

Prognosi e terapia

Con la remissione spontanea o con una corretta rimozione della causa nei primi stadi della malattia, nella gran parte dei casi la vista si ripristina; in caso contrario si realizza atrofia ottica post-neuritica, con gradi variabili di perdita della vista, a seconda delle cause. Può essere utile la terapia con corticosteroidi sistemici (p. es., prednisone 60 mg/die o più PO) oppure retrobulbari (p. es., metilprednisolone acetato 20 mg) se la causa è nota. I corticosteroidi devono essere evitati nei casi idiopatici. Il trattamento dell'arterite cranica a cellule giganti con corticosteroidi sistemici è molto efficace.

COME VEDI,CARA ALESSANDRA,LA QUESTIONE E' PROTEIFORME E CON DIVERSE ACCEZIONI ETIOPATOGENETICHE.
Quindi altro che ".....non riesco a trovare la speranza che si possa ricondurla a qualcosa altro".
IMPORTANTE E' COMUNQUE TROVARE LE CAUSE ALTRIMENTI LA REGRESSIONE DEI SINTOMI E' PROTEMPORE ANCHE AIUTATA DAI FARMACI MA NON DEFINITIVA!!

Fammi sapere le evoluzioni e scrivimi quando avrai bisogno di fugare qualsiasi perplessità!


Un carissimo saluto.
siravo@supereva.it
http://siravoduilio.beepworld.it



Dott. Duilio Siravo
Specialista attività privata
Specialista in Oftalmologia
PISA (PI)


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