L'esperto risponde
Domanda di: Occhio
20/07/2010 14:09:22
Ringraziando per la cortese risposta porgo
cordiali saluti
Cheratoplastica perforante
Egr. Dott. Da 5 gg. ho eseguito il trapianto di cornea o cheratoplastica perforante, volevo chiedere: se tutto procede per il giusto verso senza problemi di rigetto o infezioni, dopo quanto tempo può cominciare a migliorare la vista dell'occhio operato?Ringraziando per la cortese risposta porgo
cordiali saluti
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Risposte:
Risposta del26/07/2010
Carissimo,
Quando la cornea è opacizzata o per sue patologie degenerative ed ingravescenti,l'unica soluzione è rappresentata dal trapianto che può essere "a tutto spessore", detta cheratoplastica perforante (che è l'intervento più frequente), o cheratoplastica lamellare (si trapianta solo la lamella più superficiale) in caso di opacizzazione superficiale o di particolari deformazioni.
Queste due tecniche chirurgiche permettono il recupero delle strutture oculari danneggiate e il conseguimento di una visione migliore. Le due tecniche sono: la chirurgia perforante e la cheratoplastica lamellare che oggi può essere resa più agevole dall'utilizzo di un sofisticato strumento: il femtolaser, un laser a pulsazione ultraveloce che consente di effettuare cherati lamellari con tagli precisi, programmati e ripetibili.
La prima tecnica, la chirurgia perforante (“a tutto spessore”) è quella ancora oggi preferita da molti chirurghi e ha rappresentato per anni la tecnica standard del trapianto di cornea perché garantisce buoni risultati con percentuali di successo di circa il 90% in termini di trasparenza e sopravvivenza. Il recupero visivo è però condizionato dall'astigmatismo postoperatorio che necessita molto spesso a distanza di tempo di una correzione chirurgica”.
Il recupero funzionale dopo un intervento di cheratoplastica perforante è generalmente molto lento. Sono necessari parecchi mesi prima che si ottenga una visione discreta (3/6 mesi) ed una stabilizzazione della
cicatrice (circa 1 anno), che determina anche una stabilizzazione funzionale, cioè dell'acuità visiva.
Nel decorso postoperatorio il mantenimento della trasparenza della cornea e della regolarità della sua superficie anteriore sono i presupposti indispensabile per una riuscita dell'intervento anche a
lungo termine.
Dopo un trapianto perforante esiste sempre il rischio di rigetto; la sorveglianza del paziente deve perciò essere continua, frequente, scrupolosa.
Il minimo segno (arrossamento, senso di corpo estraneo, diminuzione dell'acuità visiva etc.) deve essere prontamente riferito dal paziente, in modo che lo specialista possa accertarsi della sua causa e mettere in
atto i provvedimenti più idonei al caso.
Un caro saluto
Prof. Duilio Siravo
Specialista attività privata
Universitario
Specialista in Oftalmologia
Pisa (PI)
Carissimo,
Quando la cornea è opacizzata o per sue patologie degenerative ed ingravescenti,l'unica soluzione è rappresentata dal trapianto che può essere "a tutto spessore", detta cheratoplastica perforante (che è l'intervento più frequente), o cheratoplastica lamellare (si trapianta solo la lamella più superficiale) in caso di opacizzazione superficiale o di particolari deformazioni.
Queste due tecniche chirurgiche permettono il recupero delle strutture oculari danneggiate e il conseguimento di una visione migliore. Le due tecniche sono: la chirurgia perforante e la cheratoplastica lamellare che oggi può essere resa più agevole dall'utilizzo di un sofisticato strumento: il femtolaser, un laser a pulsazione ultraveloce che consente di effettuare cherati lamellari con tagli precisi, programmati e ripetibili.
La prima tecnica, la chirurgia perforante (“a tutto spessore”) è quella ancora oggi preferita da molti chirurghi e ha rappresentato per anni la tecnica standard del trapianto di cornea perché garantisce buoni risultati con percentuali di successo di circa il 90% in termini di trasparenza e sopravvivenza. Il recupero visivo è però condizionato dall'astigmatismo postoperatorio che necessita molto spesso a distanza di tempo di una correzione chirurgica”.
Il recupero funzionale dopo un intervento di cheratoplastica perforante è generalmente molto lento. Sono necessari parecchi mesi prima che si ottenga una visione discreta (3/6 mesi) ed una stabilizzazione della
cicatrice (circa 1 anno), che determina anche una stabilizzazione funzionale, cioè dell'acuità visiva.
Nel decorso postoperatorio il mantenimento della trasparenza della cornea e della regolarità della sua superficie anteriore sono i presupposti indispensabile per una riuscita dell'intervento anche a
lungo termine.
Dopo un trapianto perforante esiste sempre il rischio di rigetto; la sorveglianza del paziente deve perciò essere continua, frequente, scrupolosa.
Il minimo segno (arrossamento, senso di corpo estraneo, diminuzione dell'acuità visiva etc.) deve essere prontamente riferito dal paziente, in modo che lo specialista possa accertarsi della sua causa e mettere in
atto i provvedimenti più idonei al caso.
Un caro saluto
Prof. Duilio Siravo
Specialista attività privata
Universitario
Specialista in Oftalmologia
Pisa (PI)
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